Quella di Stefano
Bianchi Carini “fotografo” costituisce per lui e, in senso traslato,
anche per l'osservatore, una esperienza di “viaggio” fisico e
mentale, lungo un percorso “Serendipico” che si snoda fra paesaggio naturale e
spazio antropico senza soluzione di continuità. Tutta la sua
ponderosa produzione che, quando lo conobbi trent’anni or sono,
contava già cinquantamila scatti, a tutt’oggi lascio immaginare
quanto si sia accresciuta... un quasi labirinto di immagini
fotografiche, contemporaneamente, testimonianza del reale e
proiezione intellettuale, che costituisce un vero viaggio in Utopia,
alla ricerca del luogo immaginato e desiderato. La sua produzione di
immagini, come avevo già avuto occasione di osservare allora,
soprattutto in merito alla sua tecnica di ripresa: “È
costantemente permeata da una misura armonica e vettoriale,
individuabile in lui secondo direzioni opposte, correlando intuizione
e percezione di un personale in-essere, facendo del colloquio con
l'altro da sé, sempre e comunque, una riflessione sul proprio
esistere. Verso l’interno intimista e verso l’esterno, più
sensoriale ma pur sempre meditativa. Di qui la scelta, non solo dei
soggetti ma anche dell’inquadratura e della tecnica fotografica. La
consuetudine, nell’uso della macchina, mostra come Stefano Bianchi
privilegi una esposizione, caratterizzata dalla massima chiusura del
diaframma e dall’impostazione di tempi lunghi, alla ricerca di una
maggiore definizione e profondità di campo. Se inoltre osserviamo
come scelga prevalentemente, o di preferenza, carte ad alto contrasto
e pellicole fotografiche di bassa sensibilità, nel voler inseguire
un sempre più accentuato nitore chiaroscurale dei segni e delle
ombre, ne emerge un comun denominatore, una necessità fondamentale
che assurge a carattere espressivo.
La sospensione temporale e
la cristallizzazione spaziale quasi ossessionano Stefano Bianchi che
le ricerca in sé o le rappresenta nelle fotografie. Per tramite di
un inconscio, quanto meditato processo di metaforizzazione per
immagini, ogni evento osservato o vissuto matura si fissa nell’
‘istante’ del fotogramma”. Così avveniva in
tempi in cui la fotografia digitale non era ancora nata e il processo
chimico di impressionamento di carte e pellicole era parte integrante
del “fotografare”, ma se molto di tutto ciò ai “nativi
digitali” pare caratteristica antica di un vero “territorio
dell’altrove”, nulla è cambiato, o meglio, tutto si è evoluto
nella dimensione meditativa e di memoria generando, ad ogni scatto,
una “sincronicità” fra eventi, in realtà reciprocamente
distanti, sintomo ed effetto di una simultaneità vissuta al limite
dell’immaginazione. Stefano Bianchi,
come lui stesso afferma, allora recava sempre con sé almeno una
piccola macchina fotografica, facendone propria protesi organica e in
onore del simpatico voyeurismo da lui dichiarato. Oggi potremmo
ancora definirlo “portatore di fotocamera”, anche se ora
sostituita frequentemente da un telefonino evoluto. La sua visione
del mondo, permeata costantemente da un senso rarefatto di vuoto
esistenziale, marca la vacuità, affermando-negando ogni volta e
ancora all’infinito, un paradossale coincidere di presenza-assenza.
Ogni scatto, ogni serie di scatti, quasi sequenza filmica, sono per
lui “ricordi di viaggio”. Un viaggio indirizzato costantemente
verso un “altrove” fatto di terre lontane e utopie casalinghe,
volutamente e reciprocamente fungibili nell’invenzione del
racconto. Per lui ogni luogo,
porzione di un paesaggio reale o immaginato che sia, è un’isola
nel mare del tempo e, lungi dall’essere sempre identico a se
stesso, come il sole che lo anima di luci ed ombre, muta ad ogni
istante. Pur effimero nella sua identità fisica, nella visione e
nella memoria di chi osserva porge la propria identità temporale e,
con un espediente, possiamo trovare pacificazione alla nostra ansia
esistenziale nel cogliere l’attimo fuggente, ritraendolo in una
“istantanea”, anche se in quel frangente non abbiamo a
disposizione un apparecchio fotografico, e non ci resta che
memorizzarlo. Nel perpetuarlo, espandendolo o focalizzandolo così,
anche solo mentalmente nell’ampiezza dell’angolo visivo di un
obiettivo fotografico, come il Piccolo Principe di Antoine
Saint-Exupéry, esercitiamo una affabulazione potente illuminata da
un sole “intramontabile”. Il Piccolo Principe spostava la propria
seggiola per godere di più tramonti, in breve successione temporale,
grazie alla dimensione quasi nulla del suo pianeta. Un luogo minimo,
questo, percorribile in un tempo altrettanto contratto si manifesta
alla fine come una soglia verso l’ “altrove”, che ci introduce
nell’universo di quei non luoghi di cui l’Utopia di Tommaso Moro
costituisce il paradigma più noto. Come nell’isola
dell’Utopia di Tommaso Moro il “non luogo” dell’esistenza
coincide col confine che separa le acque interne, soggetto, da quelle
esterne, oggetto; due estensioni contrapposte ma coincidenti nella
condizione di alterità, ambedue pure visioni, vettori esistenziali
atti a concederci illusione di corporeità. Lo sguardo “naviga”
il mondo, ma sono i paesaggi dell’anima che lo popolano di
sensazioni; se così non fosse, chiusi gli occhi, con la luce si
spegnerebbe l’esistenza e i sogni naufragherebbero nel buio totale. In “Utopia”
nulla è come sembra mentre si riflette idealmente nel proprio
opposto, occorre fermarsi al margine, sul confine fra invenzione e
realtà per coglierne il senso... Se da un lato,
nell’accezione corrente, “utopico” significa tanto inesistente
quanto irrealizzabile, paradossalmente ha sempre suscitato interesse
più che concreto e una quantità invero sterminata di autori ne ha
sviluppato il genere letterario, né mancano esempi anteriori allo
stesso Tommaso Moro. L’utopia è caratterizzata dal ricorso alla
finzione, utilizzando un artificio letterario per descrivere una
società ideale in una geografia immaginaria, spesso inserita nella
cornice di un racconto di viaggio, talvolta mascherato da cronaca e
talaltra dichiaratamente di fantasia, anche se, va detto spezzando
una lancia in favore della loro concretezza intellettuale, molte
utopie, stilate fra il XVI e il XVII secolo, si inseriscono in una
critica dell’ordine sociale allora esistente e in una volontà di
riformarlo in profondità. Il paradigma narrativo della finzione è
stato per certo un espediente che ha permesso agli autori di questi
pamphlet di prendere le distanze dal loro presente per metterlo
meglio in prospettiva ma, soprattutto, mettersi al riparo da censure
o ritorsioni. Michele Caldarelli - ottobre 2024 La genesi di questo blog Risale alla prima metà degli anni '70 l'interesse di Michele Caldarelli
per il'Utopia, quando, nell'ambito del corso di laurea in architettura
e sotto la guida di Eugenio Battisti, partecipò per diversi anni al
primo studio italiano di Archeologia industriale. In forma di progetto
in fieri e di collaborazione interuniversitaria tale studio vide per
cinque anni coinvolti un gruppo di studenti del Politecnico di Milano
con un secondo gruppo dell'americana Pennsylvania State University
pilotato Da Richard Plunz. L'oggetto di attenzione era la Real Colonia di San Leucio,
un paese manifatturiero sorto nei pressi della Reggia di Caserta alla
fine del XVIII secolo per volere di re Ferdinando IV di Borbone.
Fu questa una comunità sociale utopica a tutti gli effetti sia
perché provvista di statuto speciale
che la privilegiava con dettami di stampo socialista pur all'interno
della gestione del regno borbonico, sia per la configurazione del
progetto architettonico che prevedeva la creazione di numerose
unità abitative e lavorative che avrebbero formato nel loro insieme una
città stellare: Ferdinandopoli.
A distanza di tempo da quella esperienza di studio molto altro è stato
fatto per il recupero storico e architettonico di San Leucio che
attualmente fa parte dei beni protetti dall'UNESCO. Da
allora l'interesse per l'Utopia è rimasto sempre vivo sollecitando
Michele Caldarelli, curatore di questo blog, a raccogliere nel tempo
testimonianze letterarie e storiche ad essa pertinenti. La messe di
testi ormai raccolti conta diverse centinaia di volumi e le sinossi ad
essi relative confluiranno progressivamente in questo blog fornendo
anche ai lettori la possibilià di consultare i testi originali dove
disponibili in rete. Cliccare sulle miniature per aprire le schede descrittive e ingrandire le immagini
A corredo e
completamento della rassegna fotografica virtuale, nel blog che
l’accompagna, tratta da fonti letterarie,
viene strutturata una antologia commentata e in progress sui luoghi
dell’utopia e i viaggi immaginari.
Cliccando sulle miniature verrete reindirizzati alle fonti in rete
AGGIORNAMENTO PROVVISORIO le schede qui riunite saranno prossimamente riordinate alfabeticamente per autori nel corpo del blog
Jean-Jacques Barthélemy - "Il viaggio del giovane
Anacarsi in Grecia" - 1788
L'opera è
ambientata a metà del IV secolo a.C. e il
protagonista, Anacarsi, un giovane scita fittizio
spinto dal desiderio di conoscenza lascia la sua terra natale per
visitare la Grecia, all'epoca cuore pulsante della civiltà, della
filosofia e delle arti. Arriva in Grecia nel 363
a.C. e vi rimane per diversi decenni collocabili tra l'età d'oro di
Pericle e l'ascesa di Alessandro Magno. Stringe amicizia e dialoga
con le menti più brillanti e i testimoni dell'epoca, tra cui Platone e Aristotele. La "trama" narrativa
è una cornice letteraria contenente le minuziose
descrizioni che Anacarsi fa. Racconta ogni aspetto della vita greca:
le leggi di Atene e Sparta, i culti religiosi, i giochi olimpici, la
musica, i banchetti, i teatri, la filosofia e persino la vita
quotidiana dei cittadini delle varie poleis. Il libro divenne un
successo editoriale tra la fine del Settecento e l'Ottocento,
anticipando di molto il l'idea del "Grand Tour". 
Mambrino Roseo da Fabriano - "Elogio
dei Garamanti" - prima metà del XVI sec.
Nella sua traduzione
e rielaborazione delle opere dell'umanista spagnolo Antonio de
Guevara, Mambrino Roseo descrive la società dei Garamanti come un
modello ideale di libertà pura e assenza di avidità.
Descrive i Garamanti come inconquistabili: non
avendo armi né ricchezze, nessun popolo straniero aveva interesse a
muovere guerra contro di loro, poiché non vi era alcun bottino o
trionfo da riportare. Carattere della società dei Garamanti era la
mediocrità virtuosa: la totale assenza di beni di
lusso garantiva una stabilità sociale duratura. Tale comunità
viveva isolata, "creduta meschina e misera da tutti", ma
intimamente comoda, pacifica e soddisfatta delle proprie condizioni. 
Louis-Sébastien Mercier - "L'anno
2440"
- 1771
Una
delle prime e più influenti opere di "ucronia futuristica"
o "utopia progressiva", in cui l'autore non descrive
un'isola lontana e immaginaria ma proietta la società nel futuro
della sua stessa città, Parigi. Il protagonista, dopo una accesa
discussione filosofica con un amico sul tema delle ingiustizie
sociali, si addormenta nella Parigi del XVIII secolo e si risveglia
nell'anno 2440, all'età di 700 anni. Una Parigi radicalmente
trasformata, che funge da modello per una società ideale basata
sulla ragione, sulla giustizia e sui valori dell'Illuminismo. A causa
delle sue forti critiche implicite alla monarchia borbonica, alla
Chiesa cattolica e alle istituzioni dell'Ancien Régime, il libro fu
immediatamente proibito in Francia dalla censura e inserito
nell'Indice dei libri proibiti dalla Chiesa nel 1773. Nonostante i
divieti, divenne un clamoroso best-seller internazionale clandestino,
anticipando lo spirito ideologico della Rivoluzione Francese del
1789. 
William Morris - "News
from Nowhere"
- 1890.
Il
protagonista, William Guest, si addormenta nella sua casa di Londra
dopo una riunione della Socialist League. Si risveglia nel
XXI secolo in una società idilliaca e senza classi.
In questo futuro alternativo la rivoluzione operaia ha completamente
abolito il capitalismo. Nel
racconto non esistono proprietà privata, moneta, tribunali,
prigioni, sistemi di classe o governi centralizzati. Le grandi città
industriali e inquinate sono state smantellate in favore di una
rigogliosa realtà agraria e rurale. Le macchine pesanti sono state
eliminate. Le persone lavorano manualmente per puro piacere creativo
ed estetico, ispirandosi all'artigianato medievale. In Italia il
romanzo fu tradotto per la prima volta nel 1895 con il titolo La
terra promessa. È oggi interamente disponibile in lingua
originale sul sito di Project Gutenberg 
George Orwell - "La fattoria degli animali"
- 1945
Una
potente allegoria del totalitarismo, ispirata in particolare agli
eventi della Rivoluzione russa e all'ascesa del regime stalinista.Nel racconto gli animali di una fattoria si
ribellano al proprietario umano, il signor Jones, per fondare una
società basata sull'uguaglianza. La nuova società si fonda su sette
princìpi, riassunti nel motto "Tutti gli animali sono uguali".
I maiali, guidati da Napoleon e Snowball, assumono il controllo della
gestione grazie alla loro intelligenza. Alla fine però
i maiali iniziano a camminare su due zampe e a stringere accordi con
gli umani. L'ultimo comandamento rimasto viene modificato in: "Tutti
gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli
altri". 
Robert Owen - "New Harmony" - 1825
Questa
è stata un'importante comunità sperimentale basata sulla
cooperazione e l'istruzione, fondata da Owen in Indiana. Nonostante
l'approccio utopistico e la valorizzazione dell'ambiente educativo,
il progetto si concluse in pochi anni a causa di dissidi interni e
inefficienze gestionali. Creata nel 1814 in Indiana dai Rappiti,
un gruppo religioso tedesco guidato da Johann Georg Rapp e chiamata
originariamente Harmonie, era basata su isolamento
spirituale, celibato e proprietà comunitaria. L'industriale e
riformatore scozzese Robert Owen comprò la città nel 1825 per
attuare il suo modello sociale con abolizione della proprietà
privata, cooperazione totale e uguaglianza assoluta tra i membri. La
comunità attrasse scienziati, educatori e pensatori progressisti da
tutto il mondo. Nel 1827 Owen
abbandonò la guida della colonia, che si dissolse ufficialmente nel
1829 tornando alla proprietà privata. Sulla
sua avventure potete leggere "The life, times, and labours of
Robert Owen" di Jones, Lloyd, 1890
Francesco Patrizi da Cherso - "La
città felice" - 1553
La città felice è uno
dei primi e più significativi esempi di letteratura utopica del
Rinascimento italiano. Il
trattato si distingue dalle utopie strettamente egualitarie per il
suo forte impianto aristocratico e platonico. Patrizi muove dal
presupposto che l'uomo sia composto da anima (immortale e
autosufficiente) e corpo (materiale e fragile). La città ha il
compito di supportare i bisogni fisici per permettere la felicità
spirituale. La società è rigidamente divisa in sei caste distinte.
I contadini, gli artigiani e i mercanti si occupano del sostentamento
materiale, ma sono esclusi dalla cittadinanza attiva. I guerrieri, i
magistrati e i sacerdoti costituiscono invece la vera classe
dirigente e politica. Lo spazio fisico della città riflette l'ordine
morale. L'architettura deve essere funzionale alla salute, alla
difesa e alla contemplazione filosofica. Lo Stato non punta
all'uguaglianza economica, bensì a garantire le condizioni materiali
ed educative necessarie affinché la classe superiore possa
raggiungere la massima virtù e la felicità intellettuale.

Plotino - "Platonopoli" - III
secolo d.C.
Platonopoli è una
città ideale governata secondo i principi filosofici enunciati da
Platone nelle Leggi e nella Repubblica. Plotino
godeva dell'amicizia e della massima stima dell'imperatore romano
Gallieno e di sua moglie Salonina. L'imperatore si
mostrò inizialmente propenso a finanziare il progetto, a cedere le
terre necessarie e a concedere alla città l'autonomia legislativa. I
cittadini (filosofi e discepoli) avrebbero vissuto in una dimensione
comunitaria, dediti alla contemplazione, allo studio e all'ascesi
spirituale. L'obiettivo: sarebbe stato quello di
dimostrare che la filosofia non era solo teoria, ma una guida pratica
per la convivenza civile e il benessere dell'anima. Il progetto non
fu mai realizzato a causa delle forti opposizioni all'interno della
corte imperiale poiché i consiglieri di Gallieno erano gelosi
dell'influenza di Plotino o scettici sull'assegnare l'autonomia
politica a una comunità di filosofi in un momento di grave crisi
dell'Impero. L'unica
fonte storica esistente che riporta i dettagli di questo esperimento
utopico è la Vita di Plotino, una biografia scritta
dal suo più celebre discepolo, Porfirio.
François Rabelais - "L'Isola
Sonante" (L'Isle Sonante) -
1562
Questa è una
metafora satirica creata da Rabelais per denunciare la corruzione,
l'avidità e l'inutilità del clero cattolico della sua epoca.
L'episodio appare originariamente nei primi sedici capitoli
pubblicati postumi, confluiti poi nel Quinto Libro della
pentalogia di Gargantua e Pantagruel. Durante
il loro viaggio fantastico alla ricerca dell'Oracolo della Bottiglia
Divina, Pantagruel e i suoi compagni approdano su quest'isola
misteriosa. L'isola è perennemente scossa dal frastuono di migliaia
di campane che suonano a festa o a morto. Rappresenta il fastidio dei
continui scampanellii dei campanili della Roma papale. L'isola non è
popolata da esseri umani, ma da volatili bizzarri rinchiusi in
gabbie, divisi per colore e gerarchia: i Clergalli, i Monagalli, i
Pretragalli, i Vescogalli, i Cardinalgalli e l'unico, solitario
Popegallo. 
François Rabelais - "Abbazia
di Thélème" - 1534
Questo
è il culmine ideale e filosofico del primo romanzo della pentalogia, del Gargantua. A differenza delle tradizionali strutture
monastiche del tempo, Thélème non è un luogo di privazione e
penitenza, ma una splendida utopia umanista fondata
dal gigante Gargantua per ricompensare il coraggioso Fra Giovanni
dopo la guerra contro il re Picrocholo. L'intera
struttura è concepita da Rabelais come il rovescio
esatto di un convento medievale: L'edificio è monumentale, magnifico
ed esagonale, con grandi torri, ricche biblioteche in sei lingue,
teatri, gallerie d'arte, giardini e piscine. Ricorda i grandi
castelli della Loira dell'epoca. Nessun muro di cinta è presente e
Il monastero accoglie liberamente sia uomini che donne, purché siano
di nobile stirpe, colti, raffinati ed educati alle virtù. L'unica
e sola regola: Sulla porta principale è inciso il celebre
motto Fa' ciò
che vuoi. Qui le
persone libere e ben istruite possiedono un istinto naturale chiamato
"onore" che le guida spontaneamente verso il bene, rendendo
inutili le leggi e le imposizioni.
ALTRO LINK 
È possibile leggere e
scaricare l'intera pentalogia in traduzione italiana nel PDF di Liber
Liber su Gargantua e Pantagruel (i capitoli dedicati a Thélème si
trovano alla fine del primo libro, dal capitolo 52 al 57)
Paul Scheerbart - "Lesabéndio" (Lesabéndio. Ein
Asteroiden-Roman) - 1913
Lesabendio è un romanzo di fantascienza utopico celebre per la
sua straordinaria fusione di misticismo cosmico, architettura
espressionista e satira ironica. Il
romanzo è interamente ambientato sull'asteroide Pallas
e descrive la vita di una bizzarra razza di creature aliene
elastiche, gommose e oblunghe chiamate Pallasiani.
Costoro non hanno un corpo rigido, possono allungarsi a piacimento e
possiedono un unico grande occhio che funge sia da telescopio che da
microscopio. Si nutrono aspirando i gas dell'asteroide attraverso i
piedi. Il protagonista, Lesabéndio, è un leader
visionario che convince la sua specie a unire le forze per costruire
una torre architettonica titanica alta decine di
chilometri con l'obiettivo di collegare l'asteroide a una misteriosa
e luminosa nube cosmica sovrastante, per permettere ai
Pallasiani di entrare in comunione spirituale e fisica con il resto
del cosmo. Paul Scheerbart era un fervente sostenitore
dell'architettura in vetro (scrisse anche il trattato
Glasarchitektur). Nel libro, la costruzione della torre
anticipa i grandi conflitti della pianificazione e dell'architettura
moderna, oscillando tra il progresso tecnologico e la conservazione
dell'ambiente naturale. Walter Benjamin rimase profondamente
affascinato da questo testo. Ne trasse concetti chiave per le sue
riflessioni sulla tecnologia, la politica e l'utopia, scrivendo
diversi saggi dedicati all'opera. Le edizioni storiche del libro sono
arricchite dalle 14 illustrazioni grottesche e inquietanti
realizzate dal famoso artista espressionista Alfred Kubin,
che danno forma visiva all'immaginario alieno di Scheerbart. 
Emanuel Schikaneder e Wolfgang Amadeus Mozart - "Eliopoli" (nel
"Flauto Magico") - 1773 / 1791
Il
legame tra il librettista Emanuel Schikaneder e
l'antica città egizia di Eliopoli (Heliopolis)
risiede nella forte influenza dell'esoterismo egizio e della
massoneria che caratterizza le opere teatrali della Vienna
di fine Settecento, in particolare la genesi del capolavoro
mozartiano Il flauto magico. Nel dramma Thamos, König
in Ägypten (1773) di Tobias Philipp von Gebler, l'azione si
svolge significativamente proprio a Eliopoli,
Schikaneder, come capocomico, spinse il giovane Wolfgang Amadeus
Mozart a comporre le celebri musiche di scena. Per redigere poi il
libretto de Il flauto magico (1791), Schikaneder si ispirò
ampiamente al romanzo francese Séthos (1731)
dell'abate Jean Terrasson. Sia Mozart che Schikaneder erano membri
della massoneria viennese. Nella cultura massonica
dell'Illuminismo, l'Egitto e i sacerdoti di Eliopoli
venivano visti come i custodi originari della religione
dell'umanit" e della sapienza geometrica e spirituale. Il
regno di Sarastro nel Flauto magico, pur non essendo
esplicitamente nominato come Eliopoli nel libretto definitivo, ne
ricalca perfettamente l'essenza ideale: è il Tempio del Sole
e della Saggezza, in cui la luce della ragione sconfigge
l'oscurità della Regina della Notte, celebrando i rituali solari
tipici della tradizione eliopolitana. 
La
rappresentazione del Flauto magico al Teatro alla Scala di Milano con
la direzione di Riccardo Muti nel 1995
Arno Schmidt - "La Repubblica delle teste d'uovo" (Die
Gelehrtenrepublik, - 1957
Questo è un
romanzo distopico e satirico che in alcune traduzioni o contesti
accademici legati alla letteratura postmoderna viene talvolta citato
letteralmente come La Repubblica degli intellettuali
o degli scienziati. La
storia si svolge in un futuro post-apocalittico (circa nel 2018),
cinquant'anni dopo un devastante terzo conflitto mondiale nucleare
che ha decimato l'Europa e trasformato il mondo. Nel racconto, il
giornalista americano Charles Henry Winer ottiene il permesso di
viaggiare attraverso la striscia degli ominidi (un
territorio nel Nevada popolato da terrificanti mutanti) per
raggiungere l'IRAS (International Republic for Artists and
Scientists), nota appunto come la Repubblica delle teste d'uovo.
Questa Repubblica consiste in una gigantesca isola
galleggiante artificiale situata nel Pacifico, concepita come un
santuario neutrale per proteggere e isolare le più grandi menti
artistiche e scientifiche della Terra. Ben presto però il
protagonista scopre che l'isola non è un'utopia di pura ricerca,
bensì un microcosmo cinico dominato dalle logiche della Guerra
Fredda, dalle divisioni geopolitiche e da un elitarismo intellettuale
totalmente distaccato dall'empatia umana.
L'edizione
italiana come quella originale tedesca, Die Gelehrtenrepublik,
non sono disponibili come PDF gratuito, poiché i diritti sono
protetti dalla Fondazione Arno Schmidt e da Suhrkamp. Per la lettura integrale, il romanzo è acquistabile in
formato cartaceo o ebook su piattaforme come Amazon.it o direttamente
dalla casa editrice Suhrkamp.
George Bernard Shaw - "Torniamo a Matusalemme" (titolo
originale: Back to Methuselah) - 1921
Questa è un'opera
teatrale fantascientifica e filosofica scritta tra il 1918 e il 1920.
Definita dallo stesso autore come un Pentateuco metabiologico,
la monumentale opera è divisa in cinque parti (o
drammi indipendenti) precedute da una lunga prefazione teorica. Shaw
sostiene che la brevità della vita umana (circa 70-80 anni)
impedisca all'umanità di raggiungere la maturità intellettuale e
politica necessaria per governarsi saggiamente. La soluzione
evolutiva proposta è l'allungamento della vita umana fino a tre
secoli, proprio come il patriarca biblico Matusalemma. La narrazione
si sviluppa in un arco temporale immenso. 
In
Italia l'opera è stata tradotta storicamente con il titolo Torniamo
a Matusalemme (Saggio di Bibbia Evoluzionista). È stata
pubblicata principalmente da Mondadori, prima negli anni '20 (nella
traduzione di C. Castelli e T. Diambra) e successivamente nel 1960
all'interno della Biblioteca Moderna Mondadori con la
traduzione di Paola Ojetti.
Teopompo di Chio - "La Terra di Merope"
(o Meropide) - IV secolo a.C
Questa
terra è un'isola leggendaria descritta nelle Storie filippiche.
La narrazione ci è giunta indirettamente attraverso i frammenti
della Varia historia dello scrittore romano Claudio Eliano. È una parodia della celebre Atlantide di Platone e la
storia viene raccontata dal saggio Sileno (il
semidio compagno di Dioniso) al re Mida di Frigia durante un loro
celebre colloquio. Sileno descrive un continente immenso situato
oltre l'Oceano Atlantico, al di fuori del mondo
allora conosciuto. Gli abitanti (I Meropi) sono una
stirpe di giganti che raggiungono il doppio dell'altezza degli uomini
comuni e vivono il doppio del tempo. Nel continente sorgono due
enormi città opposte per natura e costumi: Anosto
(Città del non ritorno): Un luogo mistico avvolto da
nebbie perenni e brezze purpuree, dove scorrono due fiumi
particolari: il Fiume del Piacere e il Fiume del Dolore.
Chi beve dal fiume del dolore piange fino alla morte; chi beve dal
fiume del piacere ringiovanisce progressivamente fino a tornare
neonato e svanire. Eusebe (Città Pia):
Una comunità pacifica dove gli abitanti vivono nell'abbondanza, non
conoscono le malattie, venerano gli dei e muoiono serenamente
ridendo. Machimo (Città Guerriera): Una
fazione militarista e aggressiva i cui cittadini nascono con le armi
in mano. Sono perennemente in guerra per conquistare le terre vicine. La
storia si conclude quando un esercito di dieci milioni di guerrieri
di Machimo decide di attraversare l'Oceano per invadere il mondo
abitato dai greci (l'Iperborea). Tuttavia, una volta sbarcati e dopo
aver scoperto che gli Iperborei erano considerati gli uomini più
felici del nostro mondo, i Meropi provarono un tale disprezzo
per la miseria e la meschinità della nostra esistenza da
ritenere che il nostro continente non valesse lo sforzo di una
conquista. Decisero quindi di ritirarsi e fare ritorno alla loro
terra.
Il
frammento di Teopompo sulla Terra di Merope è tramandato da Claudio
Eliano nelle Storie varie, III, 18, e non esiste un PDF autonomo
ufficiale del testo. Tuttavia, è possibile consultare il testo
originale greco su Internet Archive
una traduzione inglese sul sito
penelope.uchicago.ed in inglese
Miguel de Unamuno - "Mecanópolis" - 1913
Questo
racconto breve è considerato uno dei primi e più importanti testi
di protoscienza-fiction e distopia della letteratura
spagnola. L'opera riflette una forte critica pessimistica nei
confronti del progresso industriale incontrollato, dello scientismo e
dell'alienazione tecnologica. Nel racconto un viaggiatore anonimo si
perde nel deserto. Dopo aver trovato rifugio in un'oasi, sale a bordo
di un treno completamente automatizzato che lo conduce a Mecanópolis,
una città spettacolare e ricchissima trionfo di comodità e pulizia,
ma totalmente priva di esseri vivi. I tram si
muovono da soli, gli alberghi servono cibo premendo pulsanti e i
musei d'arte ospitano riproduzioni perfette senza alcun custode o
visitatore. Sperimentando una totale solitudine, il protagonista
sviluppa una vera e propria paranoia persecutoria. Inizia a credere
che le macchine abbiano un'anima invisibile o che la città sia
popolata da spettri. Arriva persino a inginocchiarsi davanti a
un'automobile per implorare pietà. Dopo un incidente, l'uomo si
risveglia nel deserto da cui era partito. L'esperienza lo segna a tal
punto da fargli sviluppare un odio profondo per il progresso e la
civiltà tecnologica, spingendolo a cercare l'isolamento totale. Influenzato
dalle opere di H. G. Wells, Unamuno anticipa di decenni i temi
classici della fantascienza del Novecento, come la ribellione
o l'autonomia delle macchine e la solitudine dell'uomo
moderno in una società iper-tecnologica. L'autore mette in guardia
contro l'idolatria della meccanizzazione, evidenziando come una fede
cieca nella scienza rischi di cancellare la vera essenza della
condizione umana.
Il
racconto Mecanópolis di Miguel de Unamuno è liberamente
accessibile in formato PDF, essendo un'opera di pubblico dominio, e
si trova spesso in archivi accademici spagnoli. È possibile
scaricare il testo integrale della distopia tecnologica da repository
universitari o di segreterie educative, come quello della Segreteria
dell'Educazione di Coahuila 
Voltaire - "L'Eldorado" - 1759
Descritta
nei capitoli 17 e 18 del suo celebre racconto filosofico Candido
o l'ottimismo come luogo mitico situato in Sudamerica, in cui i
protagonisti trovano un mondo che incarna i più puri ideali
dell'Illuminismo. Qui, l'oro, i diamanti e le pietre preziose sono
fango e sassi per terra. I bambini ci giocano a ruzzolone e la
ricchezza non genera avidità né disuguaglianze, tutti i cittadini
professano la stessa religione senza bisogno di dogmi, preti o
gerarchie. Ringraziano continuamente Dio per i suoi doni senza
chiedere nulla, poiché hanno già tutto, Il re accoglie Candido e
Cacambo, suo accompagnatore, come suoi pari, conversa amabilmente con loro, offre
banchetti e rifiuta di essere venerato con rituali servili. Al posto
di tribunali e prigioni (che non esistono, dato che non ci sono
crimini), la città è piena di palazzi dedicati alle scienze, alla
fisica e alla matematica. Non esistono dispute teologiche, processi o
guerre. La società vive in totale armonia ed eguaglianza. Tuttavia,
l'Eldorado si rivela anche un'utopia irraggiungibile ed estranea alla
natura umana. Nonostante la perfezione del luogo, Candido decide di
andarsene per ritrovare la sua amata Cunegonda e per l'ambizione di
essere superiore agli altri tornando in Europa con le ricchezze
accumulate. Questo dimostra l'inquietudine umana, che preferisce una
realtà imperfetta ma attiva a una perfezione statica e isolata dal
resto del mondo.
Il
testo integrale di Candido (1759) di Voltaire è liberamente
accessibile in formato PDF, inclusi i capitoli 17 e 18 dedicati
all'Eldorado, sia in francese che in italiano. Queste edizioni
includono l'episodio in cui Candido e Cacambo visitano la società
utopica, descrivendone le meraviglie e le usanze.

e in
italiano grazie a Salvis Juribus
H. G. Wells - "L'ordine dei Samurai" nel romanzo-saggio, "Un'utopia moderna" (A
Modern Utopia) - 1905
I
Samurai costituiscono la vera spina dorsale della società utopica di
Wells. Non sono guerrieri ma scienziati, tecnici, amministratori, educatori, medici,
avvocati e scrittori che guidano il mondo dietro le quinte,
assicurandosi che la società funzioni in modo efficiente, armonico e
orientato alla giustizia sociale. L'ordine non è una casta chiusa o
ereditaria, ma è aperto a chiunque possieda i requisiti necessari e
accetti di sottoporsi a una rigida disciplina morale e intellettuale.
I membri vengono scelti in base alle loro competenze
tecnico-scientifiche e a un'elevata dirittura morale. I Samurai
devono seguire uno stile di vita rigoroso. Sono tenuti a dedicare
parte del loro tempo al lavoro duro e pubblico, e sono soggetti a
proibizioni severe. L'ordine funziona quasi come un sacerdozio laico, in cui i
membri coltivano l'autodisciplina, la dedizione al bene comune e il
distacco dai beni materiali superflui. Con i Samurai, Wells esprime
la sua visione di una tenocrazia illuminata, una società complessa e cinetica (in continua evoluzione, a differenza delle
utopie statiche del passato) non può essere lasciata al caos della
democrazia incontrollata o agli interessi egoistici del libero
mercato, ma deve essere guidata da una minoranza competente,
responsabile e moralmente integra.
Per leggere l'opera
completa in inglese è disponibile la
versione digitalizzata da Project Gutenberg Australia 
Evgenij Zamjatin - "Lo Stato Unico" - 1920
È
la dittatura totalitaria futuristica descritta da nel celebre romanzo
distopico Noi. Lo Stato Unico rappresenta la sottomissione
totale dell'individuo alla collettività e alla precisione
matematica. Ecco i suoi pilastri fondamentali: I cittadini non hanno
nomi, ma sigle alfanumeriche (il protagonista è D-503). Tutti vivono
in edifici trasparenti affinché la vigilanza dei Guardiani sia
costante e assoluta. Ogni momento della giornata è regolato al
millesimo, dal sonno al lavoro, fino alle passeggiate. Il
Benefattore: È la figura paterna e dittatoriale a capo
dello Stato, rieletto costantemente all'unanimità. In questa
società viene effettuato un trattamento medico chirurgico
obbligatorio che elimina la fantasia e i sentimenti, riducendo l'uomo
a un perfetto ingranaggio meccanico. Una barriera di vetro separa la
città geometrica e asettica dalla natura selvaggia e incontaminata
esterna. Questo
modello letterario ha gettato le basi per i successivi capolavori
della distopia, influenzando direttamente Il mondo nuovo di
Aldous Huxley e 1984 di George Orwell.
Il
romanzo distopico "Noi" di Evgenij Zamjatin è coperto da
copyright in Italia, pertanto il testo completo in italiano non è
scaricabile gratuitamente.
Una versione gratuita in inglese è
reperibile su Project Gutenberg

Cesare Zavattini - "Totò il buono"
- 1943
Questo è un
romanzo favolistico pubblicato da Bompiani e
sottotitolato "Romanzo per ragazzi (che possono leggere
anche i grandi)", l'opera è una pietra miliare della
cultura italiana perché fonde la realtà del neorealismo
con elementi surreali e fantastici. Nato
originariamente nel 1940 come soggetto cinematografico destinato
proprio al celebre attore Totò (Antonio De Curtis),
il film con il comico napoletano non vide mai la luce. Tuttavia,
Zavattini rielaborò il testo trasformandolo prima in un racconto a
puntate e poi in un libro di successo, arricchito nella prima
edizione dai disegni di Mino Maccari. Nella storia, una dolce vecchina, la signora
Lolotta, trova un neonato dentro al suo orto, precisamente sotto
un cavolo. La donna lo adotta e lo chiama Totò, ma muore
quando il bambino ha solo sei anni, costringendolo a crescere in un
orfanotrofio. Uscito dall'istituto da ragazzo, Totò
si unisce a un gruppo di clochard e diseredati (i
"baracchesi") stanziati nella periferia milanese.
Grazie alla sua straordinaria e ingenua bontà, Totò guida la
comunità e riceve dal fantasma di Lolotta una colomba magica
capace di esaudire i desideri. Quando sul terreno della baraccopoli
viene scoperto il petrolio, i ricchi capitalisti
tentano di cacciare i poveri. Per salvarsi, i senzatetto volano via
verso il cielo sulle loro scope. Anche
se il film con Totò non si fece, il romanzo divenne la base
fondamentale per uno dei capolavori del cinema mondiale. Cesare
Zavattini ne firmò la sceneggiatura per il regista Vittorio
De Sica, che nel 1951 diresse l'adattamento cinematografico
intitolato Miracolo a Milano. La pellicola mantenne
intatta la trama del libro, consacrando l'opera nell'immaginario
collettivo.
Il
libro non è disponibile in PDF gratuito ma è reperibile su Amazon _______________
Il
film Miracolo a Milano è visibile su YouTube 
Abbé Jean Terrasson - Séthos (The Life of Sethos) - 1731
Il
libro si presenta come la traduzione di un antico manoscritto greco
che descrive la vita di un principe egizio idealizzato di nome
Séthos. Terrasson ha utilizzato l'ambientazione dell'antico Egitto
per esplorare temi legati alla virtù, alla meritocrazia, alla
politica e alla morale. Molto prima che i geroglifici venissero
effettivamente decifrati, l'opera di fantasia di Terrasson ha
contribuito ad alimentare il fascino europeo per l'architettura
dell'antico Egitto, le società segrete e i rituali esoterici di
iniziazione. Séthos è particolarmente famoso per aver influenzato
profondamente Wolfgang Amadeus Mozart e Emanuel Schikaneder nella
creazione de, Il flauto magico (Die Zauberflöte). 1791 La
rappresentazione dei riti di iniziazione egizi presente nel romanzo,
comprese le prove degli elementi (terra, fuoco, acqua, aria) e i temi
legati alla saggezza, ha ispirato direttamente la trama e il
simbolismo dell'opera lirica. 
Jean-Luc Godard - Alphaville (une
étrange aventure de Lemmy Caution) un film di fantascienza distopico
e noir francese - 1965. con: Eddie Constantine (nel ruolo di Lemmy
Caution) e Anna Karina (nel ruolo di Natacha von Braun)
La storia segue Lemmy Caution,
un agente segreto duro e con l'impermeabile proveniente dalle "Terre
Esterne", che si reca nella futuristica e totalitaria città di
Alphaville. La città è interamente governata da Alpha 60, un
supercomputer senziente e freddo che ha bandito il libero pensiero,
le emozioni, l'individualismo, la poesia e l'amore, rimpiazzandoli
con una rigida logica matematica. La missione di Caution consiste
nel rintracciare un agente scomparso, salvare il creatore del
computer (il Professor von Braun) e infine distruggere Alpha 60.
Lungo il cammino, si innamora della figlia del professore, Natacha,
aiutandola a riscoprire le emozioni umane e la ribellione contro la
macchina.
Il film su YouTube 
Fritz Lang - Metropolis -
1927
È
un monumentale film di fantascienza muto diretto dal regista
austriaco-tedesco Scritto da Lang e dalla sua allora moglie Thea von
Harbou, considerato uno dei capolavori più influenti della storia
del cinema e una pietra miliare del movimento espressionista tedesco. Ambientato
in una vertiginosa e iper-classista metropoli futuristica nell'anno
2026, la città di Metropolis è nettamente divisa in due mondi
distinti: La Città Alta: Un mondo lussuoso fatto di grattacieli,
giardini curati e svaghi infiniti, dove vive la classe dirigente e i
ricchi industriali. La Città Sotterranea: Un regno sotterraneo buio
e oppressivo, in cui una classe sfinita di lavoratori proletari
fatica instancabilmente per far funzionare i mastodontici macchinari
che alimentano la città superiore. La storia segue Freder, il
viziato figlio del padrone della città, Joh Fredersen. Dopo aver
intravisto una donna della classe lavoratrice di nome Maria, che
porta i bambini sotterranei a visitare il mondo superiore, Freder si
avventura nelle profondità. Sconvolto dal costo umano della
prosperità cittadina, si scambia di posto con un operaio per
sperimentare in prima persona la loro brutale realtà. Nel frattempo,
Joh Fredersen, temendo una ribellione degli operai, ingaggia lo
scienziato pazzo Rotwang per costruire un doppio robotico di Maria.
Il robot malvagio prende vita propria, seducendo l'élite e incitando
la classe operaia a distruggere le macchine, minacciando
inconsapevolmente di allagare e distruggere l'intera città
sotterranea dove vivono i loro stessi figli. Il film su YouTube

Armeno Cristoforo
(XVI sec.) “Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di
Serendippo dalla Persiana nell'Italiana lingua trapportato da
Christoforo Armeno” 1557. Il racconto ispirò
Horace Walpole che coniò in Inglese il termine serendipity,
utilizzandolo per la prima volta in una lettera indirizzata all'amico
Horace Mann nel 1754. Serendipity costitusce un neologismo che, nel
campo scientifico come in quello delle esplorazioni geografiche,
sottolinea la casualità di una scoperta inattesa. (Serendip è
l'antico nome di Ceylon, attuale Sri–Lanka) 
Abbott Edwin (1838 -
1926) “Flatland - a romance of many dimensions” - 1882 Un curioso racconto
pubblicato anonimo da Edwin A. Abbott nel 1882 con l’intento (anche
se per metà il racconto risulta una elegante satira di costume) di
indicare una via che conducesse all’intuizione di dimensioni
fisiche ulteriori alle tre euclidee, ben superando la didattica fine
a se stessa. Flatland, come spiega il nome, è un mondo
bidimensionale abitato da poligoni organizzati socialmente secondo
una gerarchia strettamente dettata dalla regolarità e dal numero dei
lati posseduti da ogni individuo. Il protagonista dell’avventura è,
nella fattispecie, un quadrato facente parte, per la propria
configurazione (si gioca qui con l’assonanza inglese di square e
squire ) alla classe dei gentiluomini. Costui vive, nella seconda
parte del libro, l’avvenimento centrale di tutto il racconto: poco
prima dell'anno 2000 dell’era flatlandiese, la sua vita viene
sconvolta da una apparizione che dà il via alle sue esperienze
extradimensionali; una sfera appartenente al mondo tridimensionale
gli si manifesta attraversando fisicamente il piatto mondo da lui
abitato, dando inizio alla parte più significativa dell'artifizio
narrativo di Abbott.

Aristofane commedie
“Le nuvole - Nubibaggiania” 414 a.C. Situata fra il cielo
abitato dagli dei e la Terra abitata dagli uomini, questa città è
circondata da mura di cotto, come Babilonia. Il suo popolo vive dei
tributi degli uomini e degli dei, senza faticare; è un popolo
costituito da tutti gli uccelli antichi signori del mondo e da uomini
eletti che, mangiando una radice magica diventano alati. Aristofane commedie
“L’assemblea delle donne” 393 a.C. Un luogo dove tutto
il potere è alle donne e si pratica il comunismo dei beni di consumo
e delle persone, un luogo dove se un uomo vuole fare all’amore con
una donna giovane deve prima soddisfarne una anziana. 
Adam Paul (1862 -
1920) “Lettres de Malaisie; roman” - 1898
L’autore non
designa il paese del nulla come Thomas More, né una società
futuribile ma individua la sua utopia negli interstizi geografici
scegliendo un’isola in un arcipelago al largo della costa della
Malesia. Nel racconto, un diplomatico spagnolo viene inviato a
indagare su una rivolta nelle Filippine e scopre una colonia fondata
nel 1843 secondo i principi comunisti: niente proprietà privata,
niente commercio, niente denaro. “L’Oligarchia”, dei cittadini
eletti per un anno, è revocabile. Lettres de Malaisie presenta una
società scientificamente, tecnicamente e socialmente avanzata:
libera sessualità delle donne, bassa mortalità, ecc. Tuttavia,
questa utopia è ambigua perché la libertà sessuale si accompagna a
un'orgia settimanale obbligatoria, l’uguaglianza proclamata ha
finito per creare un’élite.

Alexander James
Bradun (1831-1914) “The Lunarian Professor and His Remarkable
Revelations Concerning the Earth, the Moon and Mars; Together with an
Account of the Cruise of the Sally Ann” - 1909. In questa invenzione
di carattere onirico, l’autore racconta di un insettoide lunare che
usa un dispositivo antigravità per viaggiare. Questi lo informa
sulla vita altruistica a tre sessi sulla Luna, sulla futura storia
della Terra, derivata da modelli matematici, sulla terraformazione di
Marte, i cui canali sono stati costruiti per distribuire l’acqua su
tutto il pianeta e altro ancora. 
Andreä Johann
Valentin, 1586-1654 “Reipublicae Christianopolitanae descriptio”
- 1619 L’autore è stato
un teologo tedesco, che sosteneva di essere l’autore di un antico
testo noto come Chymische Hochzeit Christiani Rosencreutz una delle
tre opere fondanti del Rosacrocianesimo. Il fulcro di questo
movimento era la necessità di istruzione e l’incoraggiamento delle
scienze come chiave per la prosperità nazionale. Ma come molti
movimenti rinascimentali vagamente religiosi di quel periodo, le idee
scientifiche promosse erano spesso venate di ermetismo, occultismo e
concetti neoplatonici. “Christianopolis”, nella sua descrizione,
era una città di 400 abitanti (in comunità di beni) ubicata nella
zona antartica su un’isola ricca di campi di grano, pascoli, boschi
e vigne oltre che animali. I suoi abitanti invero lavoravano molto
poco mentre dovevano passare moltissimo tempo a pregare Dio.

Arrivabene
Lodovico, ca. 1530-ca. 1597 “Il Magno Vitei” - 1597 Dal frontispizio:
«In questo libro, oltre al piacere, che porge la narratione delle
alte cauallerie del glorioso Vitei primo re della China, & del
valoroso Iolao, si ha nella persona di Ezonlom, uno ritratto di
ottimo prencipe, & di capitano perfetto. Appresso si acquista
notitia di molti paesi, di varij costumi di popoli, di animali, sì
da terra, & sì da acqua, di alberi, di frutti, & di
simiglianti cose moltissime. Vi si trattano ancora innumerabili
quistioni quasi di tutte le scienze più nobili, fatti di arme
nauali, da terra, assedij, & assalti de varij luoghi, molte
giostre, razze di caualli, & i loro maneggi. Funerali, trionfi,
ragionamenti di soggetti, diuersi, auenimenti marauigliosi; &
altre cose non punto discare a’ lettori intendenti». 
Bacon Francis,
1561-1626 “New Atlantis” - 1660 La “Nuova
Atlantide” è una città situata su un’isola nel nord del
Pacifico, governata da una tecnocrazia perfetta, la cui direzione è
affidata all'accademia delle scienze denominata “Casa di Salomone”.
La popolazione è costituita da una collettività di scienziati molto
casti, finanziati dallo stato.

Bangs John
Kendrick, 1862-1922 “Alice in Blunderland, an iridescent dream” -
1907 Alice in
Blunderland, An Iridescent Dream è un romanzo pubblicato per la
prima volta nel 1907 da Doubleday, Page & Co. di New York, con
illustrazioni di Albert Levering. Si tratta di una
parodia politica dei due libri di Alice di Lewis Carroll, Alice’s
Adventures in Wonderland (1865) e Through the Looking-Glass (1871). Si pone come critico
nei confronti del collettivismo e di questioni economiche quali la
tassazione, l’avidità aziendale e la corruzione. Invece di entrare
nel Paese delle Meraviglie, Alice si ritrova in “Blunderland”, un
luogo descritto come “Municipal Ownership Country”.

Barlow James
Williams, 1826-1913 “The immortals’ great quest” - 1909 Scrittore di
fantascienza irlandese costui è noto per aver scritto il romanzo
Storia di un mondo di immortali senza Dio (1891) sotto lo pseudonimo
di Antares Skorpios. L’opera fu ripubblicata nel 1909 come The
Immortals’ Great Quest. L'autore presenta in forma di nota il
resoconto del suo protagonista del suo viaggio su Venere, abitatoin 52 tomi da
una vasta popolazione che vi risiede in uno stato di felice
socialismo non cristiano per molte migliaia di anni. 
Barnes Joshua,
1654-1712 “Gerania; a new discovery of a little sort of people,
anciently discoursed of, called pygmies. With a lively description of
their stature, habit, manners, buildings, knowledge, and government;
being very delightful and profitable” - 1675 Barnes nacque a
Londra, Istruito al Christ’s Hospital e all’Emmanuel College di
Cambridge, ebbe la carica di Regius Professor di greco, una lingua
che scrisse e parlò con facilità. Scrisse Gerania; una
nuova scoperta di un piccolo genere di persone, di cui si parlava
anticamente, chiamate Pigmei (1675), un racconto stravagante, a cui
Swift ‘s Voyage to Lilliput potrebbe dover qualcosa. L’opera è
ambientata in India, dove una razza di pigmei vive all’interno di
un’utopia comunitaria aperta e affabile con gli estranei.

Beauharnais Fanny
comtesse de, 1737-1813 “Le somnambule: oeuvres posthumes en prose
et en vers, ou l’on trouve l’histoire générale d'une isle
très-singulière, découverte aux grandes Indes en 1784” - 1786 Fanny de Beauharnais
(1737-1813), alias Marie Anne Françoise Mouchard de Chaban, fu
moglie dello zio del generale Alessandro di
Beauharnais primo marito della famosa Joséphine. Prima della
Rivoluzione fu vicina a molti letterati (Réstif de la Bretonne,
Louis-Sébastien Mercier, Olympe de Gouges ). Tra i libri da lei
pubblicati c’è “Il sonnambulo”, opera postuma, dove troviamo
la storia generale di un’isola molto singolare scoperta nelle
Grandi Indie. 
Bell George William, ( 1840? - 1907 ) “Mr.
Oseba’s last discovery” - 1904 Dall’introduzione
dell’autore: «... Essendo un individualista, un
democratico dei democratici, sostengo che l’unità della società
sia il suo fattore fondamentale e, mentre in quelle terre lontane, ho
visto un vago riconoscimento di questa verità, ho anche visto una
fusione della democrazia nel socialismo, che non è riuscita a
soddisfare le mie definizioni. [...] Avevo sentito e letto che questa
colonia era “sommersa dal socialismo” e “abbandonata alla
falsità degli estremi”, così ho studiato la letteratura, mi sono
mescolato alla gente, ho partecipato alle sedute parlamentari e ho
preso appunti.[...] Ho scoperto che ciò che i disinformati
chiamavano con disprezzo “Socialismo” consisteva principalmente
in una serie di misure cooperative che sembravano promettere non un
“socialismo senza nervi”, ma la più solida democrazia che la
civiltà avesse mai prodotto.

Bellamy Edward,
1850-1898 “Equality”1898 Il protagonista
scopre che nel mondo dell’anno 2000 la scrittura a mano è stata
soppiantata dai dischi fonografici e i gioielli non sono più usati
come status simbol poiché ormai privi di valore. Vede un dispositivo
molto simile alla televisione, chiamato elettroscopio e scopre che la
comunicazione è semplificata, tutti ormai usano una lingua
universale oltre alla propria. Per viaggiare non utilizzano solo
automobili, ma anche mezzi aerei privati. Tutti praticano il
vegetarianesimo e il mangiare carne è visto con ripugnanza. 
Benson Robert Hugh,
1871-1914 “Lord of the world” 1908 Il padrone del mondo
(Lord of the World), è il titolo di un romanzo di fantascienza
distopico e narra di un mondo attorno all’anno 2000, governato in
pace da tre grandi potenze a carattere liberale, socialista e
massonico, in cui i cattolici, ai margini della società, vengono
infine sottoposti a persecuzione. L’autore contrappone un mondo
evoluto dal punto di vista tecnologico e intellettuale, dominato dai
principi dell’umanitarismo e il mondo della Chiesa in declino,
caratterizzato dalla fede. (fonte wikipedia) 
Berington Simon,
1680-1755 “The adventures of Signor Gaudentio di Lucca Being the
substance of his examination before the fathers of the Inquisition,
at Bologna, in Italy. Giving an account of an unknown country in the
midst of the desarts of Africa. Copied from the original manuscript
in St. Mark’s library, at Venice. With critical notes by the
learned Signor Rhedi. Translated from the Italian” - 1800 Uno dei primi
romanzi sul tema del “Mondo perduto”, questo libro pubblicato in
forma anonima e come una traduzione dall’italiano, si propone con
intenti didattici e ipotizza come la razza che lo popola possa essere
quella degli antichi egizi. Il protagonista trascorre gran parte
della sua vita nel Mondo perduto di Mezzorania, nel profondo
dell’Africa sconosciuta, e dominato dalla grande Città di Phor, la
cui forma circolare è caratterizzata dalle strade principali che si
irradiano dal Tempio centrale del Sole. Una reminiscenza della città
ideale di Tommaso Campanella, Mezzorania è governata da principi
illuminati. 
Boccaccio Giovanni, (1313 - 1375) “Il paese di Bengodi” (in Decameron) - 1348-1351 Bengodi è una
contrada del paese di Berlinzone, un luogo immaginario descritto
nella III novella dell’ottava giornata del Decamerone: “Calandrino
e l’elitropia”. La descrizione viene
fatta da Maso del Saggio che, insieme a Bruno e Buffalmacco,
perpetrano una burla ai danni del credulone Calandrino. Un paese dove
si trova in abbondanza l’elitropia, pietra che rende invisibili:
«Maso rispose che le più si trovavano in Berlinzone, terra de’
Baschi, in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si
legano le vigne con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un
papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano
grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan
che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi
gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e
ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai
si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua.»

Bretonne
Nicolas-Edme Réstif de la (1734 - 1806) “La comune dei venti
associati” - 1781 Una comune pensata
“contro la malasorte e la corruzione del mondo” costituita da: un
negoziante di stoffe, un merciaio, un mercante di chincaglierie, uno
di coltelli, una modista, una sarta, un negoziante di biancheria, un
vinaio, un panettiere, un macellaio, un calzolaio, un sarto, un
chirurgo, un medico, un procuratore, un avvocato,un usciere, un
cappellaio, un noleggiatore di carrozze, un orafo gioielliere...
venti famiglie. Bretonne fu uno scrittore e giornalista francese,
autore di romanzi libertini, saggi filosofici e resoconti di cronaca,
e dal cui nome deriva il termine retifismo. Bretonne viene
ricordato anche per l’utopia di tipo socialista: “La Découverte
australe...” - 1781 in cui descrive un popolo di ermafroditi eredi
simbolici dell’uomo indiviso del Simposio di Platone. Fu uno dei
rappresentanti più esemplari del secondo Illuminismo della fine del
secolo, e un seguace delle posizioni edonistiche di Julien Offray de
La Mettrie.

Buckingham J.S., 1786 - 1855 “Victoria” (in
“National Evils and Practical Remedies, with the plan of a Model Town” 1848) J.S. Buckingham stato un marinaio, parlamentare, scrittore, giornalista e viaggiatore
britannico fu un parlamentare riformista in Gran
Bretagna e un prolifico giornalista e autore. In "National Evils..." Con
il suo progetto per la città modello di Victoria, auspica un
"progresso della conoscenza", pur mettendo in guardia il lettore dai
rischi di un'applicazione deviante delle conoscenze scientifiche. Fu membro del Parlamento dal 1832 al 1837, riformatore sociale e precursore del movimento delle città giardino.
Butler Samuel,
1835-1902 “Erewhon” 1872
Il termine erewhon è un anagramma della parola inglese nowhere.
Il titolo è anche il nome del paese immaginario in cui si svolge
l'azione. Nel romanzo, non è rivelato in quale parte del mondo si trovi.
Allo stesso modo che nel titolo, anche dietro il personaggio di Ydgrun secondo alcuni si nasconderebbe, attraverso un semplice anagramma, quello della proverbiale Mrs. Grundy, che in molti paesi occidentali rappresenta in maniera icastica la società capitalistica e il dogmatismo borghese.

Cabet Etienne,
1788-1856 “Voyage en Icarie” 1840 Piuttosto di sopportare il clima soffocante della Parigi reazionaria,
emigrò in Inghilterra dove, influenzato dalle teorie comunistiche e
dalle realizzazioni pratiche di Owen maturò e scrisse la sua opera più importante, Il Viaggio in Icaria, che fu fatta circolare in edizione clandestina nel 1840. Nel 1842
l'opera fu pubblicata ufficialmente ed ebbe subito successo, tanto che
ne furono stampate cinque edizioni e fu tradotta in diverse lingue.
Campanella
Tommaso “La Città del sole” 1623
Campanella fu autore di un'importante opera di carattere utopico, ovvero La città del sole. Nella Città del Sole egli descrive una città ideale, utopica,
governata dal Metafisico, un re-sacerdote volto al culto del Dio Sole,
un dio laico proprio di una religione naturale, di cui Campanella stesso
è sostenitore, pur presupponendo razionalmente che coincida con la
religione cristiana. Questo re-sacerdote si avvale di tre assistenti,
rappresentanti i tre concetti primari su cui si incentra la metafisica
campanelliana: Potenza, Sapienza e Amore. In questa città vige la comunione dei beni e la comunione delle donne. 
Casanova Giacomo,“Il paese dei megamicri” (in “Icosameron”) 1788
Nel
1788 Giacomo Casanova pubblica il suo Icosameron
nel quale i protagonisti, Édouard ed Élisabeth, raggiungono i
Megamicri, aborigeni abitanti del Protocosmo, all’interno del globo
terrestre, e qui restano per 80 anni. A questo regno si accede dalle
montagne della Slovenia ed è una sorta di isola galleggiante
rischiarata da un globo metallico, una sorta di piccolo sole che
emette luce rosata. Gli abitanti, esseri ermafroditi ovipari sono
molto piccoli, alti una trentina di centimetri. Parlano in una lingua
composta unicamente da vocali. Il racconto di Casanova , nel suo
insieme, è estremamente verboso e ricco di particolari descrittivi
che impegnano il lettore ad uno sforzo immaginativo non indifferente
e che facilmente si perde nei particolari. 
Déjacque Joseph
“Umanisferio” 1858
L'Humanisphère : Utopie anarchique è il testo più
conosciuto di Déjacques, ripetutamente editato nel corso del ventesimo secolo.
Conosciuto più all'estero che in patria, nonostante il successo del neologismo
da lui creato, Joseph Déjacque ha suscitato nuovo interesse
dall'immissione in rete di tutti i suoi principali lavori, liberamente
disponibili. 
Marchese de Sade,“Butua e Tamoé” (in “Aline et Valcour”) 1807
Aline e Valcour ovvero il romanzo filosofico (in originale Aline et Valcour, ou le Roman philosophique)
è un romanzo epistolare scritto dal Marchese de Sade e pubblicato per
la prima volta nel 1793; la vicenda contrappone la realtà di un brutale
regno africano dalle crudelissime leggi con un'isola paradisiaca
situata in Oceania nel sud dell'Oceano Pacifico conosciuta come Tamoé e
guidata dal saggio re-filosofo Zame.
Doni Francesco, “Il
mondo savio e pazzo” (in “I mondi”) 1552 I
mondi (noto anche come Mondi celesti, terrestri e infernali e I Mondi
del Doni) è un romanzo filosofico-satirico e utopico di Anton Francesco
Doni, pubblicato a Venezia in due parti nel 1552-1553.L'opera assume la
forma del dialogo rinascimentale, alternando prosa e inserti poetici. I
mondi fu più volte ristampato fino alla fine del secolo e tradotto in
francese. Doni è considerato un precursore della fantascienza italiana
grazie alla descrizione di una città ideale circolare e a temi utopici
ispirati all'Utopia di Tommaso Moro, di cui lo stesso Doni aveva curato
la pubblicazione a Venezia pochi anni prima, nel 1548. 
Evemero da Messina
“Pancaia” 297 a.C.
Nel I libro, Evemero raccontava di essere partito dall'Arabia per
dirigersi in esplorazione nell'Oceano Indiano. Persa la rotta, la
spedizione approdò in vista di un arcipelago di cui l'isola principale
era Pancaia o Iera.
Seguiva una descrizione dei mirabilia dell'isola, notevole per i
suoi aspetti naturali e per le particolari usanze religiose degli
abitanti. Iera-Pancaia, un'isola sacra ricca di alberi di incenso ed
altre essenze vegetali adatte ai sacrifici ed ai riti religiosi, era
larga quasi 36 chilometri ed aveva a poca distanza un altro isolotto che
fungeva da cimitero reale. I Pancei erano non solo indigeni, ma anche
di provenienza orientale, come Oceaniti ed Indiani, nonché Sciti e
Cretesi (quindi popoli di grande saggezza) ed abitavano nella capitale,
Panara, che aveva leggi proprie e non era retta da un sovrano, ma da tre
magistrati annuali, che si occupavano della giustizia ordinaria
coadiuvati dai sacerdoti. A 10 chilometri da Panara era stato eretto, in
una pianura, il tempio di Zeus Trifilio, ossia delle tre tribù
primitive dell'isola, i Pancei, gli Oceaniti ed i Doi. La zona del
tempio, descritta con dovizia di particolari, era ricchissima di flora e
fauna, così come notevole era il tempio, lungo 60 metri ed al quale si
accedeva tramite un viale lungo 720 metri e largo 30. Dominava la piana
il monte Olimpo Trifilio, sede dei primi abitatori dell'isola e di
osservatori astronomici naturali. Oltre a Panara, l'isola aveva come
città notevoli Iracia, Dalis ed Oceanis. Fénelon François
de Salignac de La Mothe, 1651-1715 “Salente” e “Betique” (in
“Les aventures de Télémaque” 1699?) “Le avventure di
Telemaco” fu scritto e pubblicato principalmente per la corte
reale, in particolare per il duca di Borgogna che era il figlio del
delfino di cui Fénelon era appunto tutore. Questo romanzo,
espressione di morale e politica, caratterizzato dalla presenza di
molteplici elementi epici, provocò inizialmente un forte senso di
vergogna a corte nei confronti di Fénelon, solo per poi essere
riconosciuto come il romanzo che decretò la sua fama. Il successo
dell’opera è giustificato per una buona ragione: Fénelon racconta
le avventure di Telemaco accompagnato da Mentore (guidato a sua volta
da Minerva), con il pretesto di trasmettere un insegnamento morale e
politico che all’epoca durante il regno di Luigi XIV, fu visto come
una satira. Vi è quindi una critica implicita all’assolutismo di
Luigi XIV e una chiara presa di posizione a favore del diritto
naturale, in opposizione della legge divina. Da questo punto di
vista, il lavoro di Fénelon ha avuto una profonda influenza nel
porre le basi di un particolare pensiero filosofico del XVIII secolo,
quello dell’Illuminismo. Pertanto, Montesquieu lo definì come il
“libro divino di questo secolo” e ne fu ispirato, adottando lo
stesso processo di distacco nella sua opera “Lettere persiane”.

Camille Flammarion, “Les terres du ciel; voyage astronomique sur les autres mondes”.Le
terre del cielo... 1877 Camille era il fratello di Ernest
Flammarion (1846-1936), fondatore del gruppo editoriale francese Groupe Flammarion.
Iniziò la sua carriera come astronomo nel 1858 come collaboratore
dell'Osservatorio di Parigi. Nel 1883 fondò un osservatorio astronomico
a Juvisy-sur-Orge. In
questo libro Flammarion resta fedele a quanto già asseriva nel 1862,
quando pubblicò il suo primo lavoro La Pluralité des mondes
habités, il fondamento di tutta la sua dottrina sulla
possibilità dell’esistenza di altre forme di vita al di fuori
della Terra. Se la parte strettamente scientifica del testo è ormai in parte
superata dalle più moderne scoperte nel campo dell'astronomia,
questo libro resta attuale nel documentare la sua grande passione nei
confronti della storia naturale e dell’astronomia che coltivò per
tutta la vita con intensa dedizione divulgativa.
 Foigny Gabriel de, (1630 ca. - 1692) “Voyage de la terre australe par Mr. Sadeur. Avec
ses avantures dans la découverte de ce pays jusques icy inconnu &
les particularités du sejour qu’il y fit pendant trente-cinq ans &
son retour. Contenant les coutumes et les moeurs des Australiens,
leurs religions, leurs exercices, leurs études, leurs guerres, les
animaux particuliers de ce pays & toutes les raretés curieuses
qui s'y trouvent” - 1695 Un romanzo utopico
scritta da Gabriel de Foigny contenente la descrizione della Terra
australe fino ad allora sconosciuta e dei suoi usi e costumi da parte
del protagonista, Mr. Sadeur, partendo dagli avvenimenti che qui lo
condussero e proseguendo con le particolarità del suo soggiorno che
vi fece per oltre trentacinque anni, concludendo poi col suo ritorno.
Come la Histoire des Sevarambes di Denis Vairasse, questa storia fa
riferimento al mito dei Territori del Sud. Durante il suo viaggio
scoprì questa isola popolata da esseri ermafroditi; conforme allo
stereotipo del genere utopico descrive urbanistica geometrica,
assenza di proprietà privata e società improntata
sull’egualitarismo e fedele ad una religione deista non imposta. A
differenza di altre utopie, questo racconto ritrae una società
ideale che deve la sua vitalità solo alla natura specifica dei suoi
abitanti: hanno entrambi i sessi, non si vestono e vivono in assoluta
razionalità, senza desideri o passioni violente. Dato il contenuto
particolare dello scritto, per sfuggire alle critiche, Foigny si
identifica come il traduttore e non l'autore dell'opera...

Fourier Francois-marie-Charles, (1848
- 1926) "La Società di Armonia" in varie opere: “Theorie de quatre mouvements” - 1808 o “Traitè de *l'Association
domestique agricole” 1822 e “Nouveau monde industriel et
societaire” 1829.Le
radici del suo pensiero, che si può definire progressista se non
rivoluzionario, sono da ricercarsi nell'Illuminismo e in particolare in
Jean-Jacques Rousseau, soprattutto nel considerare la parità tra uomo e
donna e nel nuovo metodo pedagogico, che dovrebbe favorire lo sviluppo
libero e creativo dei bambini tramite la scoperta dei loro istinti
individuali. Fourier pensava che lo sviluppo dell'umanità attraversasse
sette stadi differenti. Egli affermava che l'umanità si trovasse
attualmente tra il quarto periodo (la barbarie) e il quinto (la
civiltà). A questi periodi seguiranno, poi, il garantismo e l'armonia.
L'antropologia fourierista immagina che gli uomini siano guidati da 12
passioni:
sensitive: vista, udito, tatto, gusto e odorato - cardinali o
affettive: onore, amicizia, amore e familismo - distributive: cabalista
(il gusto dell'intrigo), alternante o sfarfallante (il gusto per il
cambiamento) e composita (la passione per l'esaltazione). Il pensiero
di Fourier affermava che attenzione e cooperazione erano i segreti del
successo sociale, e che una società i cui membri cooperassero realmente
avrebbe potuto vedere un immenso miglioramento della propria
produttività. I lavoratori sarebbero stati ricompensati per la loro
opera secondo il loro contributo, con un bonus per chi avesse scelto un
lavoro negletto dai più, come la nettezza urbana. Queste comunità, da
lui denominate falangi, sarebbero state basate su strutture di
abitazioni comuni chiamate falansteri. (fonte wikipedia)Anatole France, “ Sur la pierre blanche” ( Sulla
pietra bianca, un romanzo filosofico, storico e speculativo pubblicato per la prima volta su L'Humanité
e poi nel 1905 da Calmann-Lévy .
L'autore,
principalmente scrivendo in forma di dialoghi filosofici, auspica la
possibilità di una creazione degli Stati Uniti del mondo.
Descrivendo una società ideale proietta nell’anno 2270, immagina
un'incontrotra il proconsole di Achea,
Gallione, e
l’apostolo Paolo
nella città di Corinto.
Il proconsole
e i suoi amici, filosofi e intellettuali, hanno discusso del futuro
dell'Impero Romano e del successore del dio Giove.
Immagina un mondo post-capitalista, collettivista,
in cui la proprietà privata dei mezzi di produzione è stata
abolita, come sostenuto dalla dottrina marxista.
Un mondo pacifico e razionale, dove Europa, Africa, America e Oceania
formano grandi blocchi politici non più divisi in nazioni più
piccole. Gentleman
Francis, “ A trip to the moon containing an account of the
island of Noibla” 1764 - 1765 Francis
Gentleman, attore, critico, scrittore e autore teatrale, Irlandese
di nascita, visse e lavorò a lungo in Inghilterra dove con lo
pseudonimo di Humphrey Lunatic scrisse: A Trip to the Moon:
Containing an Account of the Island of Noibla, its Inhabitants,
Religious and Political Customs... Con questa opera intese imitare,
facendo parodia, con notevole sarcasmo, dei viaggi fantastici di Cyrano
de Bergerac e non solo. Questo testo venne ripubblicato (postumo nel
1808) con lo pseudonimo di Nicholas Lunatic, in: Satiric
Tales: Consisting of a Voyage to the Moon:
All the Tailors; Or, the Old Cloak: And the Fat Witch of London. 
Godwin Francis,
1562-1633 “The strange voyage and adventures of Domingo Gonsales,
to the world in the moon” 1638
Prozio di Jonathan Swift, scrisse The Man in the Moone, or a Discourse of a Voyage thither,
by Domingo Gonsales, si suppone, attorno
al 1620, Questo libro fu però pubblicato postumo nel
1638. Nella sua opera Godwin dichiara non solo di credere nel sistema
copernicano ma fa propri i principi delle leggi gravitazionali
supponendo che il peso corporeo decresca in funzione della distanza
del soggetto dalla Terra. Domingo
Gonzales, eroe del romanzo, fra le varie curiosità, scopre che tutti, a differenza dei
terrestri, parlano una stessa lingua che non consiste di parole e di
lettere, ma di strani toni. È infatti un linguaggio musicale. Gonzales
pensa che sia facile inventare una lingua simile, agevole da
apprendere, e che ugualmente facile sia costruire qualunque altra
lingua del Mondo fatta solo di toni e di note. Lo scritto, ricco di invenzione e
conoscenza influenzò John Wilkins per il suo The
discovery of a world in the Moone. Entrambi
furono tradotti in francese e imitati in molti contenuti da Cyrano de Bergerac mentre Jonathan Swift vi si ispirò per il viaggio di
Gulliver a Laputa. 
Guevara Antonio de, scrittore e vescovo spagnolo (1480 - 1545) descrive "Il
paese dei Garamanti" 1527 (in "Llamado relox de los
principes..." - qui linkato nella traduzione inglese del 1568). Un paese situato dall'altra
parte dei monti Rifei, catena montuosa dal XVI secolo in poi spesso
associata agli Urali ma la cui identità originaria in epoca classica
rimane incerta. Sia le Alpi sia i Carpazi, sono stati anch'essi
suggeriti come possibili ispirazioni reali. Presso i Garamanti i figli non devono aggiungere leggi a quelle
lasciate dai loro padri. Le donne (a 40 anni) e gli uomini (a 50
anni) vengono uccisi per evitare che diventino vecchi (curiosa
anticipazione di quanto accade nel film "La fuga di Logan".
Logan's Run, un film di fantascienza del 1976, diretto da
Michael Anderson, tratto dal romanzo omonimo di William F. Nolan e
George Clayton Johnson. È considerato un film di culto, con la sua
miscela di sociologia, fantascienza ed allegoria ad ampio raggio che
ha ispirato una serie televisiva omonima negli anni 1977-1978 e altre
opere derivate nei media.
James Harrington (1611 – 1677) è stato un teorico politico inglese
noto per i suoi contributi al pensiero repubblicano classico. È noto
soprattutto per "The Commonwealth of Oceana" (1656), un'esposizione di
una costituzione repubblicana ideale concepita come modello
costituzionale per la repubblica inglese emersa in seguito
all'esecuzione di Carlo I d'Inghilterra nel 1649. Nel suo libro
Harrington usa una semplice analogia, spesso chiamata la sua metafora
della "torta", per spiegare come un sistema politico equo
possa bilanciare l'interesse personale e il bene comune allo stesso
tempo. "Due di loro hanno ancora una torta da dividere, che è
stata data loro. Affinché ciascuno di loro abbia ciò che gli
spetta, uno dice all'altro: "Dividi, e io sceglierò; oppure
lascia che io divida, e tu sceglierai". Se ci si mette d'accordo
una sola volta, è sufficiente; perché chi divide in modo ineguale
perde, in quanto l'altro prende la metà migliore; perciò divide in
parti uguali, e così entrambi hanno diritto."
 Hertzka Theodor, (1845–1924),
economista e giornalista ungherese, nato a Budapest, curò
la sezione economica della Neue Freie Presse dal 1872 al 1879, quando
fondò e divenne redattore della Wiener Allgemeine Zeitung. Nel 1889
fondò e divenne redattore del settimanale Zeitschrift fuer Staats-
und Volkswirtschaft e nel 1901 fu nominato redattore capo del
quotidiano di Budapest, Magyar Hirlap. Il libro che più gli dette
fama fu "Freiland, ein sociales Zukunftsbild 1890 ("Freeland, a social anticipation" 1891): la rappresentazione di una utopia di
libero mercato, ambientata nell'odierno Kenya.
Hertzka
propose in questo libro una soluzione ai problemi della società
attraverso la creazione, di uno stato modello, costituito da una
serie di comuni agricole, organizzate in modo da evitare gli
svantaggi sia del sistema capitalista che di quello comunista.
Hertzka fondò anche un movimento internazionale per realizzare il
suo piano e nel 1893 una missione, purtroppo senza riuscirvi, si
recò in Africa per reperire terre per la colonizzazione.

Hilton James “Orizzonte
perduto” 1933 (romanzo ripreso, discostandosi
dalla trama, nel film di Frank Capra - 1937) . Nel romanzo viene descritto "Shangri-la" un luogo racchiuso nell'estremità occidentale dell'Himalaya
nel quale si vedono meravigliosi paesaggi, e dove il tempo si è
quasi fermato, in un ambiente di pace e tranquillità. Shangri-La è
organizzato come una comunità
lama perfetta, professante però non il buddhismo
ma il cristianesimo
nestoriano.... un racconto ispirato dalle letture delle memorie dei gesuiti
che avevano soggiornato in Tibet
e tramandate le tradizioni legate al
Kalachakra, in cui si descrive il mitico regno di Shambhala. In questo luogo governavano con equità e saggezza numerosi anziani
che erano depositari di un modo di vivere sano ed impostato sulla
fratellanza tra gli uomini ed il creato, con una notevole somiglianza
con lo stile di vita buddhista. Nel romanzo, l'autore cita il territorio a nord del Ladakh,
oggi noto come Aksai
Chin, comprendente la catena del Kun
Lun e l'altopiano delle Aksai
Chin, una regione tra le più inospitali e meno abitate del
pianeta, presso l'attuale confine indo-cinese, ricco di vette alte
tra i 5.000 ed i 7.000 m. Il luogo geografico più simile a quello descritto da Hilton, è il territorio di Diqing
dove, nel 2001, il
governo cinese allo
scopo di incentivare il turismo ha ribattezzato la contea di
Zhongdian con il nome di Shangri-La. 
Howells William Dean, scrittore e critico letterario statunitense (1837 – 1920) "A Traveler from Altruria" (1894). Un viaggiatore da Altruria è un romanzo utopico di William Dean Howells . Fu pubblicato inizialmente a puntate su The Cosmopolitan tra il novembre 1892 e l'ottobre 1893, e infine in volume da Harper & Brothers nel 1894. Il romanzo è una critica al capitalismo sfrenato e alle sue conseguenze, nonché all'Età dell'Oro . Ispirata da questo racconto Altruria è stata anche realmente fondata
dal ministro unitariano Edward B. Payne (1847–1923) e da trenta suoi
seguaci vicino a Santa Rosa, in California, nell'ottobre del 1894...
Altruria prosperò solo per pochi mesi.
Howard Ebenezer,
Sir, “Garden cities of to-morrow” 1902
La città giardino è un modello di pianificazione urbanistica in cui i quartieri
e gli isolati sono circondati da "cinture verdi", che contengono aree
proporzionate di residenze, industrie e agricoltura. L'idea fu avviata
nel 1898 da Ebenezer Howard
nel Regno Unito e mirava inizialmente a cogliere i benefici primari di
un ambiente di campagna e di un ambiente urbano, evitando gli svantaggi
presenti in entrambi. Il concetto di Howard ispirò la costruzione di
molte città giardino in tutto il mondo. 
Huxley Aldous, "Brave New World" (Il mondo nuovo) è un romanzo distopico di Aldous Huxley pubblicato
nel 1932. In questo stato mondiale futuristico, i cittadini sono
geneticamente modificati creando una gerarchia sociale fondata
sull'intelligenza. In questo romanzo vengono anticipati i futuribili
progressi raggiungibili nella tecnologia riproduttiva mentre vengono
praticati l'apprendimento durante il sonno e la manipolazione
psicologica delle menti finalizzata al condizionamento. Brave New World è
stato frequentemente censurato e contestato sin dalla sua
pubblicazione originale. È finito nella lista dell'American Library
Association dei 100 libri più censurati e contestati del decennio da
quando l'associazione ha iniziato la lista nel 1990.

Iambulo "L'isola fortunata" 135 a.C.
Iambulo scrisse un'opera classificabile come un romanzo di viaggio e
utopistico. Questo suo lavoro non è stato tramandato e ne resta solo
un lungo estratto nella " Biblioteca historica" di Diodoro
Siculo (II, 55-60 ) Nel racconto Iambulo riferisce di essere stato
catturato dagli Etiopi mentre commerciava nell'Arabia meridionale e
da questi abbandonato in mare su una barca come una specie di
sacrificio espiatorio. Arriva su un'isola sconosciuta nell'Oceano
Indiano, un luogo ideale popolato da indigeni alti, glabri, di grande
bellezza e provvisti di lingua biforcuta utile ad avere due
conversazioni allo stesso tempo. Costoro sono molto longevi, tanto
che, giunti ad un'età prestabilita, si tolgono la vita; le donne
sono in comune ed i bambini vengono allevati da tutte le nutrici. L'isola
di Iambulo è identificata da alcuni autori con lo Sri Lanka, anche
se gran parte della descrizione è pura finzione. Luciano di Samosata
lo menzionò, nell'introduzione alla "Storia vera" come un
tipico autore di resoconti fittizi di terre straniere. La "Biblioteca historica" è un'opera di storia universale scritta
da Diodoro Siculo che Consisteva di quaranta libri, suddivisi in tre
sezioni.
Johnson Charles, 1724-1731 "Libertalia" in "A
general history of the pyrates", (Storia generale dei Pirati, dal loro
primo insediamento sull'isola di Providence al XVIII secolo.
Contenente straordinari combattimenti e avventure di numerosi
personaggi fra i quali anche due piratesse: Mary Read and Anne
Bonny. Pubblicato a Londra nel 1724 da T. Warner. Libro scritto
dal Capitano Charles Johnson ma da alcuni esegeti attribuito a Daniel
Defoe. Libertalia era una leggendaria colonia anarchica fondata da un gruppo di
pirati sotto il comando del capitano Henry Avery, verso la fine del
seicento. Descritta come una enclave nella regione settentrionale del
Madagascar, in posizione strategicamente nascosta per tutti i pirati
che desideravano vivere in sicurezza e armonia dopo essersi ritirati
dalla loro carriera criminale, duro' circa venticinque anni.
La Mettrie Julien
Offray, de, 1709-1751 “L’homme machine” 1748
La
Mettrie sviluppò dottrine caratterizzate da forte riduzionismo
biologico e sensismo, e con argomentazioni originali, come L'uomo
macchina (1747) e L'uomo pianta, trattati di carattere eminentemente
materialistico. Nel primo, di gran lunga il più noto tra i suoi testi,
egli si dichiara contrario ad ogni tipo di metafisica e sostiene che
enti e principi spirituali siano inutili. Per l'autore l'uomo è un
"apparato meccanico", una vera e propria "macchina". Anche l’anima, in
quanto sorgente vitale dell'uomo, è definita un semplice "principio di
movimento". 
Lehar Franz, "La vedova allegra"
1905 (Die lustige Witwe) è un'operetta in tre parti di Franz Lehár, su
libretto di Victor Léon e Leo Stein, dalla commedia L'Attaché
d'ambassade di Henri Meilhac (1861). Debuttò con enorme successo al
Theater an der Wien a Vienna il 30 dicembre 1905 con la boema Mizzi
Günther, soprano di operetta, ed il tenore viennese Louis Treumann
sotto la direzione del compositore.
(eccovi il link per ascoltare la versione rappresentata nel 1957 da Wilma
LIPP - soprano, Sonja MOTTL - soprano, Peer GRUNDÉN - tenore, Rudolf
CHRIST - tenore, accompagnati dalla Orchester der Staatsoper Wien diretta da Anton PAULIK ) La
Vedova Allegra
racconta la storia di Sonia di Marsovia, seducente vedova del ricco
Sidor Sedoya. Poiché gran parte del patrimonio ereditato da Sonia
dal defunto marito è costituito da ipoteche sul palazzo del Re di
Marsovia e sui gioielli della Regina, è di vitale importanza per il
futuro della Marsovia che Sonia si risposi con un marsoviano. Dopo una
serie di divertenti peripezie, il vero amore e il patriottismo
trionfano. La Marsovia è
salva e, nella migliore tradizione delle fiabe, vissero tutti felici
e contenti. Il regno di Marsovia
è caratterizzato da boschi con ninfe e ridenti campagne
attorno alla capitale, una graziosa cittadina con una magnifica rocca,
e questa operetta costituisce l'esempio più tipico delle utopie
"leggere" della "belle epòque europea. 
Mantegazza Paolo, “L'anno 3000” 1897 L'anno
3000 è un romanzo satirico fantapolitico del 1897 di Paolo
Mantegazza. È considerato uno dei precursori ottocenteschi della fantascienza italiana. Fu scritto come reazione al best
seller statunitense del 1888 Guardando indietro, 2000-1887 di Edward
Bellamy (che era stato tradotto in italiano dal 1890), e analogamente a
tale romanzo è un immaginario viaggio in cui è descritta una società
ideale del remoto futuro, una utopia tecnologica in cui i maggiori
problemi del mondo sono stati risolti dalla scienza e le vecchie
ideologie superate. In opposizione all'utopia socialista di Bellamy,
il Sogno di Mantegazza ha un carattere satirico e antisocialista.
Espone idee che nei decenni successivi diverrano fonte di dibattito
come pacifismo, internazionalismo, eugenetica, controllo demografico,
libertà sessualefarmacologica umana e animale. 
More Thomas,
Saint, “Utopia” 1548
Per
la scrittura di questo romanzo, in cui è descritto il viaggio
immaginario di Raffaele Itlodeo (Raphael Hythlodaeus nell'originale) in
una fittizia isola-repubblica, abitata da una società ideale, Tommaso
Moro si è particolarmente ispirato all'opera La Repubblica del filosofo
greco Platone, anch'essa scritta in forma dialogica. In Utopia, come
nell'opera sopracitata, si ha il progetto di una nazione ideale e
vengono trattati argomenti come la filosofia, la politica, il
comunitarismo, l'economia, l'etica e, più specificatamente, l'etica
medica. 
Platone "Repubblica" (380 e il 370 a.C) L'opera ruota intorno al tema della giustizia. Il filosofo è il solo conoscitore della verità, dunque ancora più
portato a governare saggiamente. Uno spaccato della
multiforme politica greca, composta da aristocrazia, oligarchia e democrazia.
Necessita che il filosofo puro comandi, poiché ogni forma di governo
dell'uomo, da un inizio positivo, cade nella corruzione. Tali governi
inoltre hanno sempre disprezzato il filosofo, ponendo il volgo ignorante
a odiarlo e sbeffeggiarlo, preferendo la schiavitù. Tali principi sono
esposti da Socrate nell'"allegoria della nave",
(libro VI): Socrate chiede ad Adimanto di immaginare una nave il cui capitano, pur
essendo più alto e forte di tutti gli altri marinai, è mezzo sordo,
mezzo cieco e ignorante in quanto a navigazione. Su questa nave, i
marinai pregano a turno il capitano di essere nominati timoniere,
cercando di convincerlo delle proprie capacità e uccidendo i propri
rivali; chiunque sia nominato timoniere, però, dopo aver stordito il
capitano con sonniferi o alcolici, si appropria del comando della nave e
passa il tempo a gozzovigliare e favorire i propri amici, mentre il
vero timoniere viene deriso da tutti i marinai.

Gabriel Plattes, “Descrizione del famoso Regno di Macaria"
1641 un'opera di narrativa ambientata nel XVII secolo. Il romanzo,
strutturato in forma dialogica, esplora il governo, la struttura
sociale e la prosperità di un regno utopico chiamato Macaria,
mettendo in luce le sue leggi esemplari e il benessere dei suoi
cittadini. I suoi contenuti riflettono lo spirito dell'età moderna,
un periodo caratterizzato da esplorazioni, dibattiti filosofici e
possibili riflessioni sulla riforma sociale. La narrazione si
sviluppa attraverso la conversazione tra uno studioso e un
viaggiatore che condivide le sue conoscenze su Macaria. Il
viaggiatore descrive l'eccellente governo che contribuisce
all'armonia, alla salute e alla ricchezza del regno, delineando i
vari consigli che sovrintendono all'agricoltura, alla pesca, al
commercio e alle attività di colonizzazione. Questi consigli
garantiscono il benessere collettivo dei cittadini, con leggi
concepite per promuovere la collettività e scoraggiare le malefatte.
Inoltre, il viaggiatore sottolinea l'importanza del clero istruito,
che svolge un duplice ruolo di guaritore spirituale e fisico,
contribuendo al benessere della comunità. Attraverso la loro
discussione, l'opera critica la governance europea contemporanea,
sostenendo al contempo l'adozione dei principi di Macaria come
modello per il miglioramento della società. (fonte Progetto Gutemberg) 
Albert Robida, (1848
- 1926) “Voyages très extraordinaires de Saturnin Farandoul - Le
roi des singes” - 1879 Robida figlio di un
falegname, abbandona gli studi per dedicarsi alla caricatura ed
esercita la professione presso varie riviste. Nel 1880 fonda la sua
propria rivista ‟La Caricature” che dirigerà per 12 anni.
Illustra anche opere di divulgazione e classici della letteratura: da
Villon a Shakespeare, le “Mille e una notte” e una divertita
storia delle case chiuse. La fama gli arriva con la pubblicazione
della sua trilogia di romanzi d’anticipazione/fantascienza: “Le
Vingtième Siècle” (1884). Robida, in questi, propone invenzioni
utili nella vita quotidiana ed immagina gli sviluppi sociali che ne
derivano. Sulle orme di Jules Verne, Robida si dedica anche alla
letteratura ambientata in esotici e lontani paesi del Pacifico. Fra
questi ‟Le roi des singes” in cui il bambino Saturnino, solo
nell’oceano a causa del naufragio di un veliero, approda su
un’isola abitata da grandi scimmie che lo accolgono, lo allevano
come loro e lo istruiscono. In età adulta abbandona l’isola e va
per mare dove viene catturato da Lombrico, il capitano del veliero
Bella Leocadia…

Sannazaro Jacopo,
1458-1530 “Arcadia”
L'opera ha un impianto molto semplice ed eminentemente statico e lirico
più che narrativo in senso stretto. La storia dura 6 giorni, dal 20 al
25 aprile (le feste di Pale). Il protagonista è lo stesso Sannazaro che,
sotto il nome del pastore Sincero, narra in prima persona la propria
vita in Arcadia, una regione impervia della Grecia dove, come volevano
le fonti classiche, i pastori vivevano felici e non facevano altro che
pascolare animali e cantare inni con zufoli e zampogne. Leggendo,
tuttavia, si scopre che Sincero non è arcade ma napoletano rifugiato
in Arcadia tra i pastori, il quale, al termine della storia, dopo un
brutto sogno, viene guidato da una ninfa in una caverna sotterranea e
rispunta a Napoli dove apprende la morte della donna amata. Qui si
conclude la storia. 
Swift Jonathan,
1614-1672 “Gulliver's travels” 1726
È
forse il più famoso, e tradotto, libro di viaggi immaginari. Lo
diamo qui linkato nelle versioni inglese e francese, seguito dal "Nuovo Gulliver" (1730) o sia Viaggio di Giovanni Gulliver figliuolo del capitano Gulliver.
Tradotto da un manoscritto inglese nella lingua francese. Dall'abate Desfontaines, Pierre-François Guyot (1685-1745) qui riportato nella traduzione italiana

"Gulliver's travels"
nella versione inglese di Jonathan Swift con "A voyage to Lilliput" - "A voyage to Brobdingnag" "A voyage to Laputa, Balnibarbi, Luggnagg,
Glubdubdrib, and Japan" e "A voyage to the country of the
Houynhnms"

nella versione francese tradotti da Desfontaines, Pierre-François Guyot 
"Nuovo Gulliver" (i viaggi del capitano Giovanni Gulliver, figlio di Lemuel) scritto dall'abate Desfontaines, Pierre-François Guyot tradotto nella versione italiana 
Tyssot de Patot,
Simon “Voyages et aventures de Jacques Massé” 1710 In
Voyages et Aventures de Jacques Massé, pubblicato nel 1714, Tyssot de
Patot inviò i suoi eroi in un paese immaginario situato vicino al
Sudafrica. Sebbene il libro non si spingesse molto oltre i confini
delle tradizionali utopie dell'epoca, includeva tuttavia "fossili
viventi", uccelli giganti e una strana flora sopravvissuta alle ere
preistoriche, rendendolo probabilmente uno dei primi romanzi moderni
ambientati nel mondo perduto.

Vairasse (Veiras)
Denis, (1630-ca. 1696) “Histoire des Sevarambes: peuples qui
habitent une partie du troisiéme continent, communément appellé la
Terre Australe: contenant une relation du gouvernement, des Moeurs,
de la religion, & du langage de cette nation, inconnuë jusques à
present aux peuples de l'Europe” - 1675 Vairasse, nato in
una famiglia ugonotta, fuggito dalla Francia anche per evitare le
persecuzioni religiose, in Inghilterra divenne notevolmente famoso
per “The History of the Sevarites or Sevarambes”, pubblicato in
prima edizione a Londra nel 1675, e poi in francese (ad Amsterdam,
per evitare la censura) nel 1678. Il romanzo fu poi rimaneggiato ed
accresciuto dall’autore in edizioni successive, sia in inglese che
in francese. Si tratta di una
presunta veridica relazione di viaggio di un certo capitano Siden
nella Terra Australe, un paese immaginario comprendente l’Australia
ed altri territori fino alla Terra del Fuoco. L’opera fu
considerata vera da molti e perfino recensita nel 1679 dal “Journal
de sçavans” (più tardi chiamato Journal des savants) il primo
giornale scientifico pubblicato in Europa.
Il paese dei
Sevarambi fu in realtà immaginato da Variasse come un continente
utopico, utilizzato per attuare delle critiche filosofico-politiche
alle religioni rivelate. Immaginò un governo e una società
imperniati sul pensiero libertino e il razionalismo proto-illuminista
inglese. Quest’opera, fu considerata in ambito illuminista come
romanzo filosofico e fu tradotto in diverse lingue, anche in italiano
nel 1728.

Wilkins John,
1614-1672 “A discourse concerning a new world and another planet” 1640
Wilkins,
vescovo di Chester, fu rettore del Wadham College di Oxford, dove
istituì un laboratorio; venne eletto segretario della Royal Society nel
1662. Scrisse numerose opere di cosmologia e un trattato in cui vengono
descritti prodigi meccanici. Il suo romanzo protofantascientifico The
Discovery of a World in the Moone, un viaggio immaginario con lo scopo
di promuovere e divulgare le idee astronomiche, descrive uno dei primi
viaggi sulla Luna.

e infine, ma non per concludere... In attesa dei futuri sviluppi di questo blog eccovi una straordinaria raccolta, in 52 tomi, di resoconti reali di viaggio
Jean-François
de la Harpe, (1739 - 1803) “Compendio della storia generale de’
viaggi” L’opera, tradotta
in italiano, è stata stampata in 52 tomi dal 1781 al 1790 e
pubblicata da Vincenzio Formaleoni, arricchita di aggiunte,
correzioni ed osservazioni originali del Formaleoni stesso, sulla
scorta dei suoi studi di geografo e cartografo e delle ricerche da
lui effettuate tra i manoscritti della Biblioteca Marciana.

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