Archivio Attivo Arte Contemporanea
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STEFANO BIANCHI CARINI - fotografie
“ISOLARIO OVVERO VIAGGIO IN UTOPIA”
una rassegna virtuale e un blog




Quella di Stefano Bianchi Carini “fotografo” costituisce per lui e, in senso traslato, anche per l'osservatore, una esperienza di “viaggio” fisico e mentale, lungo un percorso “Serendipico” che si snoda fra paesaggio naturale e spazio antropico senza soluzione di continuità.
Tutta la sua ponderosa produzione che, quando lo conobbi trent’anni or sono, contava già cinquantamila scatti, a tutt’oggi lascio immaginare quanto si sia accresciuta... un quasi labirinto di immagini fotografiche, contemporaneamente, testimonianza del reale e proiezione intellettuale, che costituisce un vero viaggio in Utopia, alla ricerca del luogo immaginato e desiderato.
La sua produzione di immagini, come avevo già avuto occasione di osservare allora, soprattutto in merito alla sua tecnica di ripresa: “È costantemente permeata da una misura armonica e vettoriale, individuabile in lui secondo direzioni opposte, correlando intuizione e percezione di un personale in-essere, facendo del colloquio con l'altro da sé, sempre e comunque, una riflessione sul proprio esistere. Verso l’interno intimista e verso l’esterno, più sensoriale ma pur sempre meditativa. Di qui la scelta, non solo dei soggetti ma anche dell’inquadratura e della tecnica fotografica. La consuetudine, nell’uso della macchina, mostra come Stefano Bianchi privilegi una esposizione, caratterizzata dalla massima chiusura del diaframma e dall’impostazione di tempi lunghi, alla ricerca di una maggiore definizione e profondità di campo. Se inoltre osserviamo come scelga prevalentemente, o di preferenza, carte ad alto contrasto e pellicole fotografiche di bassa sensibilità, nel voler inseguire un sempre più accentuato nitore chiaroscurale dei segni e delle ombre, ne emerge un comun denominatore, una necessità fondamentale che assurge a carattere espressivo.
La sospensione temporale e la cristallizzazione spaziale quasi ossessionano Stefano Bianchi che le ricerca in sé o le rappresenta nelle fotografie. Per tramite di un inconscio, quanto meditato processo di metaforizzazione per immagini, ogni evento osservato o vissuto matura si fissa nell’ ‘istante’ del fotogramma”.
Così avveniva in tempi in cui la fotografia digitale non era ancora nata e il processo chimico di impressionamento di carte e pellicole era parte integrante del “fotografare”, ma se molto di tutto ciò ai “nativi digitali” pare caratteristica antica di un vero “territorio dell’altrove”, nulla è cambiato, o meglio, tutto si è evoluto nella dimensione meditativa e di memoria generando, ad ogni scatto, una “sincronicità” fra eventi, in realtà reciprocamente distanti, sintomo ed effetto di una simultaneità vissuta al limite dell’immaginazione.
Stefano Bianchi, come lui stesso afferma, allora recava sempre con sé almeno una piccola macchina fotografica, facendone propria protesi organica e in onore del simpatico voyeurismo da lui dichiarato. Oggi potremmo ancora definirlo “portatore di fotocamera”, anche se ora sostituita frequentemente da un telefonino evoluto. La sua visione del mondo, permeata costantemente da un senso rarefatto di vuoto esistenziale, marca la vacuità, affermando-negando ogni volta e ancora all’infinito, un paradossale coincidere di presenza-assenza. Ogni scatto, ogni serie di scatti, quasi sequenza filmica, sono per lui “ricordi di viaggio”. Un viaggio indirizzato costantemente verso un “altrove” fatto di terre lontane e utopie casalinghe, volutamente e reciprocamente fungibili nell’invenzione del racconto.
Per lui ogni luogo, porzione di un paesaggio reale o immaginato che sia, è un’isola nel mare del tempo e, lungi dall’essere sempre identico a se stesso, come il sole che lo anima di luci ed ombre, muta ad ogni istante. Pur effimero nella sua identità fisica, nella visione e nella memoria di chi osserva porge la propria identità temporale e, con un espediente, possiamo trovare pacificazione alla nostra ansia esistenziale nel cogliere l’attimo fuggente, ritraendolo in una “istantanea”, anche se in quel frangente non abbiamo a disposizione un apparecchio fotografico, e non ci resta che memorizzarlo. Nel perpetuarlo, espandendolo o focalizzandolo così, anche solo mentalmente nell’ampiezza dell’angolo visivo di un obiettivo fotografico, come il Piccolo Principe di Antoine Saint-Exupéry, esercitiamo una affabulazione potente illuminata da un sole “intramontabile”. Il Piccolo Principe spostava la propria seggiola per godere di più tramonti, in breve successione temporale, grazie alla dimensione quasi nulla del suo pianeta. Un luogo minimo, questo, percorribile in un tempo altrettanto contratto si manifesta alla fine come una soglia verso l’ “altrove”, che ci introduce nell’universo di quei non luoghi di cui l’Utopia di Tommaso Moro costituisce il paradigma più noto. Come nell’isola dell’Utopia di Tommaso Moro il “non luogo” dell’esistenza coincide col confine che separa le acque interne, soggetto, da quelle esterne, oggetto; due estensioni contrapposte ma coincidenti nella condizione di alterità, ambedue pure visioni, vettori esistenziali atti a concederci illusione di corporeità. Lo sguardo “naviga” il mondo, ma sono i paesaggi dell’anima che lo popolano di sensazioni; se così non fosse, chiusi gli occhi, con la luce si spegnerebbe l’esistenza e i sogni naufragherebbero nel buio totale.
In “Utopia” nulla è come sembra mentre si riflette idealmente nel proprio opposto, occorre fermarsi al margine, sul confine fra invenzione e realtà per coglierne il senso...
Se da un lato, nell’accezione corrente, “utopico” significa tanto inesistente quanto irrealizzabile, paradossalmente ha sempre suscitato interesse più che concreto e una quantità invero sterminata di autori ne ha sviluppato il genere letterario, né mancano esempi anteriori allo stesso Tommaso Moro. L’utopia è caratterizzata dal ricorso alla finzione, utilizzando un artificio letterario per descrivere una società ideale in una geografia immaginaria, spesso inserita nella cornice di un racconto di viaggio, talvolta mascherato da cronaca e talaltra dichiaratamente di fantasia, anche se, va detto spezzando una lancia in favore della loro concretezza intellettuale, molte utopie, stilate fra il XVI e il XVII secolo, si inseriscono in una critica dell’ordine sociale allora esistente e in una volontà di riformarlo in profondità. Il paradigma narrativo della finzione è stato per certo un espediente che ha permesso agli autori di questi pamphlet di prendere le distanze dal loro presente per metterlo meglio in prospettiva ma, soprattutto, mettersi al riparo da censure o ritorsioni.

Michele Caldarelli - ottobre 2024

La genesi di questo blog

Risale alla prima metà degli anni '70 l'interesse di Michele Caldarelli per il'Utopia, quando, nell'ambito del corso di laurea in architettura e sotto la guida di Eugenio Battisti, partecipò per diversi anni al primo studio italiano di Archeologia industriale. In forma di progetto in fieri e di collaborazione interuniversitaria tale studio vide per cinque anni coinvolti un gruppo di studenti del Politecnico di Milano con un secondo gruppo dell'americana Pennsylvania State University pilotato Da Richard Plunz. L'oggetto di attenzione era  la Real Colonia di San Leucio, un paese manifatturiero sorto nei pressi della Reggia di Caserta alla fine del XVIII secolo per volere di re Ferdinando IV di  Borbone. Fu questa una comunità sociale utopica a tutti gli effetti sia perché provvista di statuto speciale che la privilegiava con dettami di stampo socialista pur all'interno della gestione del regno borbonico, sia per la configurazione del progetto architettonico che prevedeva la creazione di numerose unità abitative e lavorative che avrebbero formato nel loro insieme una città stellare: Ferdinandopoli. A distanza di tempo da quella esperienza di studio molto altro è stato fatto per il recupero storico e architettonico di San Leucio che attualmente fa parte dei beni protetti dall'UNESCO.

Da allora l'interesse per l'Utopia è rimasto sempre vivo sollecitando Michele Caldarelli, curatore di questo blog, a raccogliere nel tempo testimonianze letterarie e storiche ad essa pertinenti. La messe di testi ormai raccolti conta diverse centinaia di volumi e le sinossi ad essi relative confluiranno progressivamente in questo blog fornendo anche ai lettori la possibilià di consultare i testi originali dove disponibili in rete.

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A corredo e completamento della rassegna fotografica virtuale, nel blog che l’accompagna, tratta da
fonti letterarie, viene strutturata una antologia commentata e in progress sui luoghi dell’utopia e i viaggi immaginari.

Cliccando sulle miniature verrete reindirizzati alle fonti in rete


AGGIORNAMENTO PROVVISORIO
le schede qui riunite saranno prossimamente riordinate alfabeticamente per autori nel corpo del blog

Jean-Jacques Barthélemy  - "Il viaggio del giovane Anacarsi in Grecia" - 1788

L'opera è ambientata a metà del IV secolo a.C. e il protagonista, Anacarsi, un giovane scita fittizio spinto dal desiderio di conoscenza lascia la sua terra natale per visitare la Grecia, all'epoca cuore pulsante della civiltà, della filosofia e delle arti. Arriva in Grecia nel 363 a.C. e vi rimane per diversi decenni collocabili tra l'età d'oro di Pericle e l'ascesa di Alessandro Magno. Stringe amicizia e dialoga con le menti più brillanti e i testimoni dell'epoca, tra cui Platone e Aristotele. La "trama" narrativa è una cornice letteraria contenente le minuziose descrizioni che Anacarsi fa. Racconta ogni aspetto della vita greca: le leggi di Atene e Sparta, i culti religiosi, i giochi olimpici, la musica, i banchetti, i teatri, la filosofia e persino la vita quotidiana dei cittadini delle varie poleis.
Il libro divenne un successo editoriale tra la fine del Settecento e l'Ottocento, anticipando di molto il l'idea del "Grand Tour".

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Mambrino Roseo da Fabriano  - "Elogio dei Garamanti" -  prima metà del XVI sec.

Nella sua traduzione e rielaborazione delle opere dell'umanista spagnolo Antonio de Guevara, Mambrino Roseo descrive la società dei Garamanti come un modello ideale di libertà pura e assenza di avidità. Descrive i Garamanti come inconquistabili: non avendo armi né ricchezze, nessun popolo straniero aveva interesse a muovere guerra contro di loro, poiché non vi era alcun bottino o trionfo da riportare. Carattere della società dei Garamanti era la mediocrità virtuosa: la totale assenza di beni di lusso garantiva una stabilità sociale duratura. Tale comunità viveva isolata, "creduta meschina e misera da tutti", ma intimamente comoda, pacifica e soddisfatta delle proprie condizioni.

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Louis-Sébastien Mercier  - "L'anno 2440" - 1771

Una delle prime e più influenti opere di "ucronia futuristica" o "utopia progressiva", in cui l'autore non descrive un'isola lontana e immaginaria ma proietta la società nel futuro della sua stessa città, Parigi. Il protagonista, dopo una accesa discussione filosofica con un amico sul tema delle ingiustizie sociali, si addormenta nella Parigi del XVIII secolo e si risveglia nell'anno 2440, all'età di 700 anni. Una Parigi radicalmente trasformata, che funge da modello per una società ideale basata sulla ragione, sulla giustizia e sui valori dell'Illuminismo. A causa delle sue forti critiche implicite alla monarchia borbonica, alla Chiesa cattolica e alle istituzioni dell'Ancien Régime, il libro fu immediatamente proibito in Francia dalla censura e inserito nell'Indice dei libri proibiti dalla Chiesa nel 1773. Nonostante i divieti, divenne un clamoroso best-seller internazionale clandestino, anticipando lo spirito ideologico della Rivoluzione Francese del 1789.

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William Morris  - "News from Nowhere" - 1890.

Il protagonista, William Guest, si addormenta nella sua casa di Londra dopo una riunione della Socialist League. Si risveglia nel XXI secolo in una società idilliaca e senza classi. In questo futuro alternativo la rivoluzione operaia ha completamente abolito il capitalismo. Nel racconto non esistono proprietà privata, moneta, tribunali, prigioni, sistemi di classe o governi centralizzati. Le grandi città industriali e inquinate sono state smantellate in favore di una rigogliosa realtà agraria e rurale. Le macchine pesanti sono state eliminate. Le persone lavorano manualmente per puro piacere creativo ed estetico, ispirandosi all'artigianato medievale. In Italia il romanzo fu tradotto per la prima volta nel 1895 con il titolo La terra promessa. È oggi interamente disponibile in lingua originale sul sito di Project Gutenberg

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George Orwell  - "La fattoria degli animali" - 1945

Una potente allegoria del totalitarismo, ispirata in particolare agli eventi della Rivoluzione russa e all'ascesa del regime stalinista.Nel racconto gli animali di una fattoria si ribellano al proprietario umano, il signor Jones, per fondare una società basata sull'uguaglianza. La nuova società si fonda su sette princìpi, riassunti nel motto "Tutti gli animali sono uguali". I maiali, guidati da Napoleon e Snowball, assumono il controllo della gestione grazie alla loro intelligenza. Alla fine però i maiali iniziano a camminare su due zampe e a stringere accordi con gli umani. L'ultimo comandamento rimasto viene modificato in: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri".

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Robert Owen  - "New Harmony" - 1825

Questa è stata un'importante comunità sperimentale basata sulla cooperazione e l'istruzione, fondata da Owen in Indiana. Nonostante l'approccio utopistico e la valorizzazione dell'ambiente educativo, il progetto si concluse in pochi anni a causa di dissidi interni e inefficienze gestionali. Creata nel 1814 in Indiana dai Rappiti, un gruppo religioso tedesco guidato da Johann Georg Rapp e chiamata originariamente Harmonie, era basata su isolamento spirituale, celibato e proprietà comunitaria. L'industriale e riformatore scozzese Robert Owen comprò la città nel 1825 per attuare il suo modello sociale con abolizione della proprietà privata, cooperazione totale e uguaglianza assoluta tra i membri. La comunità attrasse scienziati, educatori e pensatori progressisti da tutto il mondo. Nel 1827 Owen abbandonò la guida della colonia, che si dissolse ufficialmente nel 1829 tornando alla proprietà privata. Sulla sua avventure potete leggere "The life, times, and labours of Robert Owen" di Jones, Lloyd, 1890

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Francesco Patrizi da Cherso  - "La città felice" - 1553

La città felice è uno dei primi e più significativi esempi di letteratura utopica del Rinascimento italiano. Il trattato si distingue dalle utopie strettamente egualitarie per il suo forte impianto aristocratico e platonico. Patrizi muove dal presupposto che l'uomo sia composto da anima (immortale e autosufficiente) e corpo (materiale e fragile). La città ha il compito di supportare i bisogni fisici per permettere la felicità spirituale. La società è rigidamente divisa in sei caste distinte. I contadini, gli artigiani e i mercanti si occupano del sostentamento materiale, ma sono esclusi dalla cittadinanza attiva. I guerrieri, i magistrati e i sacerdoti costituiscono invece la vera classe dirigente e politica. Lo spazio fisico della città riflette l'ordine morale. L'architettura deve essere funzionale alla salute, alla difesa e alla contemplazione filosofica. Lo Stato non punta all'uguaglianza economica, bensì a garantire le condizioni materiali ed educative necessarie affinché la classe superiore possa raggiungere la massima virtù e la felicità intellettuale. 


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Plotino  - "Platonopoli" - III secolo d.C.

Platonopoli è una città ideale governata secondo i principi filosofici enunciati da Platone nelle Leggi e nella Repubblica. Plotino godeva dell'amicizia e della massima stima dell'imperatore romano Gallieno e di sua moglie Salonina. L'imperatore si mostrò inizialmente propenso a finanziare il progetto, a cedere le terre necessarie e a concedere alla città l'autonomia legislativa. I cittadini (filosofi e discepoli) avrebbero vissuto in una dimensione comunitaria, dediti alla contemplazione, allo studio e all'ascesi spirituale. L'obiettivo: sarebbe stato quello di dimostrare che la filosofia non era solo teoria, ma una guida pratica per la convivenza civile e il benessere dell'anima. Il progetto non fu mai realizzato a causa delle forti opposizioni all'interno della corte imperiale poiché i consiglieri di Gallieno erano gelosi dell'influenza di Plotino o scettici sull'assegnare l'autonomia politica a una comunità di filosofi in un momento di grave crisi dell'Impero.
L'unica fonte storica esistente che riporta i dettagli di questo esperimento utopico è la Vita di Plotino, una biografia scritta dal suo più celebre discepolo, Porfirio.

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François Rabelais  - "L'Isola Sonante" (L'Isle Sonante) - 1562

Questa è una metafora satirica creata da Rabelais per denunciare la corruzione, l'avidità e l'inutilità del clero cattolico della sua epoca. L'episodio appare originariamente nei primi sedici capitoli pubblicati postumi, confluiti poi nel Quinto Libro della pentalogia di Gargantua e Pantagruel.
Durante il loro viaggio fantastico alla ricerca dell'Oracolo della Bottiglia Divina, Pantagruel e i suoi compagni approdano su quest'isola misteriosa. L'isola è perennemente scossa dal frastuono di migliaia di campane che suonano a festa o a morto. Rappresenta il fastidio dei continui scampanellii dei campanili della Roma papale. L'isola non è popolata da esseri umani, ma da volatili bizzarri rinchiusi in gabbie, divisi per colore e gerarchia: i Clergalli, i Monagalli, i Pretragalli, i Vescogalli, i Cardinalgalli e l'unico, solitario Popegallo.

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François Rabelais  - "Abbazia di Thélème" - 1534

Questo è il culmine ideale e filosofico del primo romanzo della pentalogia, del Gargantua. A differenza delle tradizionali strutture monastiche del tempo, Thélème non è un luogo di privazione e penitenza, ma una splendida utopia umanista fondata dal gigante Gargantua per ricompensare il coraggioso Fra Giovanni dopo la guerra contro il re Picrocholo.
L'intera struttura è concepita da Rabelais come il rovescio esatto di un convento medievale: L'edificio è monumentale, magnifico ed esagonale, con grandi torri, ricche biblioteche in sei lingue, teatri, gallerie d'arte, giardini e piscine. Ricorda i grandi castelli della Loira dell'epoca. Nessun muro di cinta è presente e Il monastero accoglie liberamente sia uomini che donne, purché siano di nobile stirpe, colti, raffinati ed educati alle virtù. L'unica e sola regola: Sulla porta principale è inciso il celebre motto Fa' ciò che vuoi.  Qui le persone libere e ben istruite possiedono un istinto naturale chiamato "onore" che le guida spontaneamente verso il bene, rendendo inutili le leggi e le imposizioni. 

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È possibile leggere e scaricare l'intera pentalogia in traduzione italiana nel PDF di Liber Liber su Gargantua e Pantagruel (i capitoli dedicati a Thélème si trovano alla fine del primo libro, dal capitolo 52 al 57)

Paul Scheerbart  - "Lesabéndio" (Lesabéndio. Ein Asteroiden-Roman) - 1913

Lesabendio è un romanzo di fantascienza utopico celebre per la sua straordinaria fusione di misticismo cosmico, architettura espressionista e satira ironica.
Il romanzo è interamente ambientato sull'asteroide Pallas e descrive la vita di una bizzarra razza di creature aliene elastiche, gommose e oblunghe chiamate Pallasiani. Costoro non hanno un corpo rigido, possono allungarsi a piacimento e possiedono un unico grande occhio che funge sia da telescopio che da microscopio. Si nutrono aspirando i gas dell'asteroide attraverso i piedi. Il protagonista, Lesabéndio, è un leader visionario che convince la sua specie a unire le forze per costruire una torre architettonica titanica alta decine di chilometri con l'obiettivo di collegare l'asteroide a una misteriosa e luminosa nube cosmica sovrastante, per permettere ai Pallasiani di entrare in comunione spirituale e fisica con il resto del cosmo. Paul Scheerbart era un fervente sostenitore dell'architettura in vetro (scrisse anche il trattato Glasarchitektur). Nel libro, la costruzione della torre anticipa i grandi conflitti della pianificazione e dell'architettura moderna, oscillando tra il progresso tecnologico e la conservazione dell'ambiente naturale. Walter Benjamin rimase profondamente affascinato da questo testo. Ne trasse concetti chiave per le sue riflessioni sulla tecnologia, la politica e l'utopia, scrivendo diversi saggi dedicati all'opera. Le edizioni storiche del libro sono arricchite dalle 14 illustrazioni grottesche e inquietanti realizzate dal famoso artista espressionista Alfred Kubin, che danno forma visiva all'immaginario alieno di Scheerbart.

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Emanuel Schikaneder e Wolfgang Amadeus Mozart  - "Eliopoli" (nel "Flauto Magico") - 1773 / 1791

Il legame tra il librettista Emanuel Schikaneder e l'antica città egizia di Eliopoli (Heliopolis) risiede nella forte influenza dell'esoterismo egizio e della massoneria che caratterizza le opere teatrali della Vienna di fine Settecento, in particolare la genesi del capolavoro mozartiano Il flauto magico. Nel dramma Thamos, König in Ägypten (1773) di Tobias Philipp von Gebler, l'azione si svolge significativamente proprio a Eliopoli, Schikaneder, come capocomico, spinse il giovane Wolfgang Amadeus Mozart a comporre le celebri musiche di scena. Per redigere poi il libretto de Il flauto magico (1791), Schikaneder si ispirò ampiamente al romanzo francese Séthos (1731) dell'abate Jean Terrasson. Sia Mozart che Schikaneder erano membri della massoneria viennese. Nella cultura massonica dell'Illuminismo, l'Egitto e i sacerdoti di Eliopoli venivano visti come i custodi originari della religione dell'umanit" e della sapienza geometrica e spirituale. Il regno di Sarastro nel Flauto magico, pur non essendo esplicitamente nominato come Eliopoli nel libretto definitivo, ne ricalca perfettamente l'essenza ideale: è il Tempio del Sole e della Saggezza, in cui la luce della ragione sconfigge l'oscurità della Regina della Notte, celebrando i rituali solari tipici della tradizione eliopolitana.

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La rappresentazione del Flauto magico al Teatro alla Scala di Milano con la direzione di Riccardo Muti nel 1995

Arno Schmidt  - "La Repubblica delle teste d'uovo" (Die Gelehrtenrepublik, - 1957

Questo è un romanzo distopico e satirico che in alcune traduzioni o contesti accademici legati alla letteratura postmoderna viene talvolta citato letteralmente come La Repubblica degli intellettualidegli scienziati.
La storia si svolge in un futuro post-apocalittico (circa nel 2018), cinquant'anni dopo un devastante terzo conflitto mondiale nucleare che ha decimato l'Europa e trasformato il mondo. Nel racconto, il giornalista americano Charles Henry Winer ottiene il permesso di viaggiare attraverso la striscia degli ominidi (un territorio nel Nevada popolato da terrificanti mutanti) per raggiungere l'IRAS (International Republic for Artists and Scientists), nota appunto come la Repubblica delle teste d'uovo. Questa Repubblica consiste in una gigantesca isola galleggiante artificiale situata nel Pacifico, concepita come un santuario neutrale per proteggere e isolare le più grandi menti artistiche e scientifiche della Terra. Ben presto però il protagonista scopre che l'isola non è un'utopia di pura ricerca, bensì un microcosmo cinico dominato dalle logiche della Guerra Fredda, dalle divisioni geopolitiche e da un elitarismo intellettuale totalmente distaccato dall'empatia umana.

L'edizione italiana come quella originale tedesca, Die Gelehrtenrepublik, non sono disponibili come PDF gratuito, poiché i diritti sono protetti dalla Fondazione Arno Schmidt e da Suhrkamp. Per la lettura integrale, il romanzo è acquistabile in formato cartaceo o ebook su piattaforme come Amazon.it o direttamente dalla casa editrice Suhrkamp.

George Bernard Shaw  - "Torniamo a Matusalemme" (titolo originale: Back to Methuselah) - 1921

Questa è un'opera teatrale fantascientifica e filosofica scritta tra il 1918 e il 1920. Definita dallo stesso autore come un Pentateuco metabiologico, la monumentale opera è divisa in cinque parti (o drammi indipendenti) precedute da una lunga prefazione teorica. Shaw sostiene che la brevità della vita umana (circa 70-80 anni) impedisca all'umanità di raggiungere la maturità intellettuale e politica necessaria per governarsi saggiamente. La soluzione evolutiva proposta è l'allungamento della vita umana fino a tre secoli, proprio come il patriarca biblico Matusalemma. La narrazione si sviluppa in un arco temporale immenso.

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In Italia l'opera è stata tradotta storicamente con il titolo Torniamo a Matusalemme (Saggio di Bibbia Evoluzionista). È stata pubblicata principalmente da Mondadori, prima negli anni '20 (nella traduzione di C. Castelli e T. Diambra) e successivamente nel 1960 all'interno della Biblioteca Moderna Mondadori con la traduzione di Paola Ojetti.


Teopompo di Chio  - "La Terra di Merope" (o Meropide) - IV secolo a.C

Questa terra è un'isola leggendaria descritta nelle Storie filippiche. La narrazione ci è giunta indirettamente attraverso i frammenti della Varia historia dello scrittore romano Claudio Eliano. È una parodia della celebre Atlantide di Platone e la storia viene raccontata dal saggio Sileno (il semidio compagno di Dioniso) al re Mida di Frigia durante un loro celebre colloquio. Sileno descrive un continente immenso situato oltre l'Oceano Atlantico, al di fuori del mondo allora conosciuto. Gli abitanti (I Meropi) sono una stirpe di giganti che raggiungono il doppio dell'altezza degli uomini comuni e vivono il doppio del tempo. Nel continente sorgono due enormi città opposte per natura e costumi: Anosto (Città del non ritorno): Un luogo mistico avvolto da nebbie perenni e brezze purpuree, dove scorrono due fiumi particolari: il Fiume del Piacere e il Fiume del Dolore. Chi beve dal fiume del dolore piange fino alla morte; chi beve dal fiume del piacere ringiovanisce progressivamente fino a tornare neonato e svanire. Eusebe (Città Pia): Una comunità pacifica dove gli abitanti vivono nell'abbondanza, non conoscono le malattie, venerano gli dei e muoiono serenamente ridendo. Machimo (Città Guerriera): Una fazione militarista e aggressiva i cui cittadini nascono con le armi in mano. Sono perennemente in guerra per conquistare le terre vicine.
La storia si conclude quando un esercito di dieci milioni di guerrieri di Machimo decide di attraversare l'Oceano per invadere il mondo abitato dai greci (l'Iperborea). Tuttavia, una volta sbarcati e dopo aver scoperto che gli Iperborei erano considerati gli uomini più felici del nostro mondo, i Meropi provarono un tale disprezzo per la miseria e la meschinità della nostra esistenza da ritenere che il nostro continente non valesse lo sforzo di una conquista. Decisero quindi di ritirarsi e fare ritorno alla loro terra.

Il frammento di Teopompo sulla Terra di Merope è tramandato da Claudio Eliano nelle Storie varie, III, 18, e non esiste un PDF autonomo ufficiale del testo. Tuttavia, è possibile consultare il testo originale greco su Internet Archive 

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una traduzione inglese sul sito penelope.uchicago.ed

in inglese



Miguel de Unamuno  - "Mecanópolis" - 1913

Questo racconto breve è considerato uno dei primi e più importanti testi di protoscienza-fiction e distopia della letteratura spagnola. L'opera riflette una forte critica pessimistica nei confronti del progresso industriale incontrollato, dello scientismo e dell'alienazione tecnologica. Nel racconto un viaggiatore anonimo si perde nel deserto. Dopo aver trovato rifugio in un'oasi, sale a bordo di un treno completamente automatizzato che lo conduce a Mecanópolis, una città spettacolare e ricchissima trionfo di comodità e pulizia, ma totalmente priva di esseri vivi. I tram si muovono da soli, gli alberghi servono cibo premendo pulsanti e i musei d'arte ospitano riproduzioni perfette senza alcun custode o visitatore. Sperimentando una totale solitudine, il protagonista sviluppa una vera e propria paranoia persecutoria. Inizia a credere che le macchine abbiano un'anima invisibile o che la città sia popolata da spettri. Arriva persino a inginocchiarsi davanti a un'automobile per implorare pietà. Dopo un incidente, l'uomo si risveglia nel deserto da cui era partito. L'esperienza lo segna a tal punto da fargli sviluppare un odio profondo per il progresso e la civiltà tecnologica, spingendolo a cercare l'isolamento totale.
Influenzato dalle opere di H. G. Wells, Unamuno anticipa di decenni i temi classici della fantascienza del Novecento, come la ribellione o l'autonomia delle macchine e la solitudine dell'uomo moderno in una società iper-tecnologica. L'autore mette in guardia contro l'idolatria della meccanizzazione, evidenziando come una fede cieca nella scienza rischi di cancellare la vera essenza della condizione umana.

Il racconto Mecanópolis di Miguel de Unamuno è liberamente accessibile in formato PDF, essendo un'opera di pubblico dominio, e si trova spesso in archivi accademici spagnoli. È possibile scaricare il testo integrale della distopia tecnologica da repository universitari o di segreterie educative, come quello della Segreteria dell'Educazione di Coahuila

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Voltaire  - "L'Eldorado" - 1759

Descritta nei capitoli 17 e 18 del suo celebre racconto filosofico Candido o l'ottimismo come luogo mitico situato in Sudamerica, in cui i protagonisti trovano un mondo che incarna i più puri ideali dell'Illuminismo. Qui, l'oro, i diamanti e le pietre preziose sono fango e sassi per terra. I bambini ci giocano a ruzzolone e la ricchezza non genera avidità né disuguaglianze, tutti i cittadini professano la stessa religione senza bisogno di dogmi, preti o gerarchie. Ringraziano continuamente Dio per i suoi doni senza chiedere nulla, poiché hanno già tutto, Il re accoglie Candido e Cacambo, suo accompagnatore, come suoi pari, conversa amabilmente con loro, offre banchetti e rifiuta di essere venerato con rituali servili. Al posto di tribunali e prigioni (che non esistono, dato che non ci sono crimini), la città è piena di palazzi dedicati alle scienze, alla fisica e alla matematica. Non esistono dispute teologiche, processi o guerre. La società vive in totale armonia ed eguaglianza.
Tuttavia, l'Eldorado si rivela anche un'utopia irraggiungibile ed estranea alla natura umana. Nonostante la perfezione del luogo, Candido decide di andarsene per ritrovare la sua amata Cunegonda e per l'ambizione di essere superiore agli altri tornando in Europa con le ricchezze accumulate. Questo dimostra l'inquietudine umana, che preferisce una realtà imperfetta ma attiva a una perfezione statica e isolata dal resto del mondo.

Il testo integrale di Candido (1759) di Voltaire è liberamente accessibile in formato PDF, inclusi i capitoli 17 e 18 dedicati all'Eldorado, sia in francese che in italiano. Queste edizioni includono l'episodio in cui Candido e Cacambo visitano la società utopica, descrivendone le meraviglie e le usanze.

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e in italiano grazie a Salvis Juribus


H. G. Wells  - "L'ordine dei Samurai" nel romanzo-saggio, "Un'utopia moderna" (A Modern Utopia) - 1905

I Samurai costituiscono la vera spina dorsale della società utopica di Wells. Non sono guerrieri ma scienziati, tecnici, amministratori, educatori, medici, avvocati e scrittori che guidano il mondo dietro le quinte, assicurandosi che la società funzioni in modo efficiente, armonico e orientato alla giustizia sociale. L'ordine non è una casta chiusa o ereditaria, ma è aperto a chiunque possieda i requisiti necessari e accetti di sottoporsi a una rigida disciplina morale e intellettuale. I membri vengono scelti in base alle loro competenze tecnico-scientifiche e a un'elevata dirittura morale. I Samurai devono seguire uno stile di vita rigoroso. Sono tenuti a dedicare parte del loro tempo al lavoro duro e pubblico, e sono soggetti a proibizioni severe. L'ordine funziona quasi come un sacerdozio laico, in cui i membri coltivano l'autodisciplina, la dedizione al bene comune e il distacco dai beni materiali superflui. Con i Samurai, Wells esprime la sua visione di una tenocrazia illuminata, una società complessa e cinetica (in continua evoluzione, a differenza delle utopie statiche del passato) non può essere lasciata al caos della democrazia incontrollata o agli interessi egoistici del libero mercato, ma deve essere guidata da una minoranza competente, responsabile e moralmente integra.

Per leggere l'opera completa in inglese è disponibile la versione digitalizzata da
Project Gutenberg Australia

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Evgenij Zamjatin  - "Lo Stato Unico" - 1920

È la dittatura totalitaria futuristica descritta da nel celebre romanzo distopico Noi. Lo Stato Unico rappresenta la sottomissione totale dell'individuo alla collettività e alla precisione matematica. Ecco i suoi pilastri fondamentali: I cittadini non hanno nomi, ma sigle alfanumeriche (il protagonista è D-503). Tutti vivono in edifici trasparenti affinché la vigilanza dei Guardiani sia costante e assoluta. Ogni momento della giornata è regolato al millesimo, dal sonno al lavoro, fino alle passeggiate. Il Benefattore: È la figura paterna e dittatoriale a capo dello Stato, rieletto costantemente all'unanimità. In questa società viene effettuato un trattamento medico chirurgico obbligatorio che elimina la fantasia e i sentimenti, riducendo l'uomo a un perfetto ingranaggio meccanico. Una barriera di vetro separa la città geometrica e asettica dalla natura selvaggia e incontaminata esterna.
Questo modello letterario ha gettato le basi per i successivi capolavori della distopia, influenzando direttamente Il mondo nuovo di Aldous Huxley e 1984 di George Orwell.

Il romanzo distopico "Noi" di Evgenij Zamjatin è coperto da copyright in Italia, pertanto il testo completo in italiano non è scaricabile gratuitamente.

Una versione gratuita in inglese è reperibile su Project Gutenberg

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Cesare Zavattini  - "Totò il buono" - 1943

Questo è un romanzo favolistico pubblicato da Bompiani e sottotitolato "Romanzo per ragazzi (che possono leggere anche i grandi)", l'opera è una pietra miliare della cultura italiana perché fonde la realtà del neorealismo con elementi surreali e fantastici.
Nato originariamente nel 1940 come soggetto cinematografico destinato proprio al celebre attore Totò (Antonio De Curtis), il film con il comico napoletano non vide mai la luce. Tuttavia, Zavattini rielaborò il testo trasformandolo prima in un racconto a puntate e poi in un libro di successo, arricchito nella prima edizione dai disegni di Mino Maccari.
Nella storia, una dolce vecchina, la signora Lolotta, trova un neonato dentro al suo orto, precisamente sotto un cavolo. La donna lo adotta e lo chiama Totò, ma muore quando il bambino ha solo sei anni, costringendolo a crescere in un orfanotrofio. Uscito dall'istituto da ragazzo, Totò si unisce a un gruppo di clochard e diseredati (i "baracchesi") stanziati nella periferia milanese. Grazie alla sua straordinaria e ingenua bontà, Totò guida la comunità e riceve dal fantasma di Lolotta una colomba magica capace di esaudire i desideri. Quando sul terreno della baraccopoli viene scoperto il petrolio, i ricchi capitalisti tentano di cacciare i poveri. Per salvarsi, i senzatetto volano via verso il cielo sulle loro scope.
Anche se il film con Totò non si fece, il romanzo divenne la base fondamentale per uno dei capolavori del cinema mondiale. Cesare Zavattini ne firmò la sceneggiatura per il regista Vittorio De Sica, che nel 1951 diresse l'adattamento cinematografico intitolato Miracolo a Milano. La pellicola mantenne intatta la trama del libro, consacrando l'opera nell'immaginario collettivo.

Il libro non è disponibile in PDF gratuito ma è
reperibile su Amazon 

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Il film Miracolo a Milano è visibile su YouTube

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Abbé Jean Terrasson - Séthos (The Life of Sethos) - 1731

Il libro si presenta come la traduzione di un antico manoscritto greco che descrive la vita di un principe egizio idealizzato di nome Séthos. Terrasson ha utilizzato l'ambientazione dell'antico Egitto per esplorare temi legati alla virtù, alla meritocrazia, alla politica e alla morale. Molto prima che i geroglifici venissero effettivamente decifrati, l'opera di fantasia di Terrasson ha contribuito ad alimentare il fascino europeo per l'architettura dell'antico Egitto, le società segrete e i rituali esoterici di iniziazione. Séthos è particolarmente famoso per aver influenzato profondamente Wolfgang Amadeus Mozart e Emanuel Schikaneder nella creazione de, Il flauto magico (Die Zauberflöte). 1791 La rappresentazione dei riti di iniziazione egizi presente nel romanzo, comprese le prove degli elementi (terra, fuoco, acqua, aria) e i temi legati alla saggezza, ha ispirato direttamente la trama e il simbolismo dell'opera lirica.

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Jean-Luc Godard - Alphaville (une étrange aventure de Lemmy Caution) un film di fantascienza distopico e noir francese - 1965.
con: Eddie Constantine (nel ruolo di Lemmy Caution) e Anna Karina (nel ruolo di Natacha von Braun)

La storia segue Lemmy Caution, un agente segreto duro e con l'impermeabile proveniente dalle "Terre Esterne", che si reca nella futuristica e totalitaria città di Alphaville. La città è interamente governata da Alpha 60, un supercomputer senziente e freddo che ha bandito il libero pensiero, le emozioni, l'individualismo, la poesia e l'amore, rimpiazzandoli con una rigida logica matematica. La missione di Caution consiste nel rintracciare un agente scomparso, salvare il creatore del computer (il Professor von Braun) e infine distruggere Alpha 60. Lungo il cammino, si innamora della figlia del professore, Natacha, aiutandola a riscoprire le emozioni umane e la ribellione contro la macchina.

Il film su YouTube

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Fritz Lang - Metropolis - 1927

È un monumentale film di fantascienza muto diretto dal regista austriaco-tedesco Scritto da Lang e dalla sua allora moglie Thea von Harbou, considerato uno dei capolavori più influenti della storia del cinema e una pietra miliare del movimento espressionista tedesco.
Ambientato in una vertiginosa e iper-classista metropoli futuristica nell'anno 2026, la città di Metropolis è nettamente divisa in due mondi distinti: La Città Alta: Un mondo lussuoso fatto di grattacieli, giardini curati e svaghi infiniti, dove vive la classe dirigente e i ricchi industriali. La Città Sotterranea: Un regno sotterraneo buio e oppressivo, in cui una classe sfinita di lavoratori proletari fatica instancabilmente per far funzionare i mastodontici macchinari che alimentano la città superiore. La storia segue Freder, il viziato figlio del padrone della città, Joh Fredersen. Dopo aver intravisto una donna della classe lavoratrice di nome Maria, che porta i bambini sotterranei a visitare il mondo superiore, Freder si avventura nelle profondità. Sconvolto dal costo umano della prosperità cittadina, si scambia di posto con un operaio per sperimentare in prima persona la loro brutale realtà. Nel frattempo, Joh Fredersen, temendo una ribellione degli operai, ingaggia lo scienziato pazzo Rotwang per costruire un doppio robotico di Maria. Il robot malvagio prende vita propria, seducendo l'élite e incitando la classe operaia a distruggere le macchine, minacciando inconsapevolmente di allagare e distruggere l'intera città sotterranea dove vivono i loro stessi figli.

Il film su YouTube

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Armeno Cristoforo (XVI sec.) “Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo dalla Persiana nell'Italiana lingua trapportato da Christoforo Armeno” 1557.
Il racconto ispirò Horace Walpole che coniò in Inglese il termine serendipity, utilizzandolo per la prima volta in una lettera indirizzata all'amico Horace Mann nel 1754. Serendipity costitusce un neologismo che, nel campo scientifico come in quello delle esplorazioni geografiche, sottolinea la casualità di una scoperta inattesa. (Serendip è l'antico nome di Ceylon, attuale Sri–Lanka)

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Abbott Edwin (1838 - 1926) “Flatland - a romance of many dimensions” - 1882
Un curioso racconto pubblicato anonimo da Edwin A. Abbott nel 1882 con l’intento (anche se per metà il racconto risulta una elegante satira di costume) di indicare una via che conducesse all’intuizione di dimensioni fisiche ulteriori alle tre euclidee, ben superando la didattica fine a se stessa. Flatland, come spiega il nome, è un mondo bidimensionale abitato da poligoni organizzati socialmente secondo una gerarchia strettamente dettata dalla regolarità e dal numero dei lati posseduti da ogni individuo. Il protagonista dell’avventura è, nella fattispecie, un quadrato facente parte, per la propria configurazione (si gioca qui con l’assonanza inglese di square e squire ) alla classe dei gentiluomini. Costui vive, nella seconda parte del libro, l’avvenimento centrale di tutto il racconto: poco prima dell'anno 2000 dell’era flatlandiese, la sua vita viene sconvolta da una apparizione che dà il via alle sue esperienze extradimensionali; una sfera appartenente al mondo tridimensionale gli si manifesta attraversando fisicamente il piatto mondo da lui abitato, dando inizio alla parte più significativa dell'artifizio narrativo di Abbott.

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Aristofane commedie “Le nuvole - Nubibaggiania” 414 a.C.
Situata fra il cielo abitato dagli dei e la Terra abitata dagli uomini, questa città è circondata da mura di cotto, come Babilonia. Il suo popolo vive dei tributi degli uomini e degli dei, senza faticare; è un popolo costituito da tutti gli uccelli antichi signori del mondo e da uomini eletti che, mangiando una radice magica diventano alati.
Aristofane commedie “L’assemblea delle donne” 393 a.C.
Un luogo dove tutto il potere è alle donne e si pratica il comunismo dei beni di consumo e delle persone, un luogo dove se un uomo vuole fare all’amore con una donna giovane deve prima soddisfarne una anziana.

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Adam Paul (1862 - 1920) “Lettres de Malaisie; roman” - 1898

L’autore non designa il paese del nulla come Thomas More, né una società futuribile ma individua la sua utopia negli interstizi geografici scegliendo un’isola in un arcipelago al largo della costa della Malesia. Nel racconto, un diplomatico spagnolo viene inviato a indagare su una rivolta nelle Filippine e scopre una colonia fondata nel 1843 secondo i principi comunisti: niente proprietà privata, niente commercio, niente denaro. “L’Oligarchia”, dei cittadini eletti per un anno, è revocabile. Lettres de Malaisie presenta una società scientificamente, tecnicamente e socialmente avanzata: libera sessualità delle donne, bassa mortalità, ecc. Tuttavia, questa utopia è ambigua perché la libertà sessuale si accompagna a un'orgia settimanale obbligatoria, l’uguaglianza proclamata ha finito per creare un’élite.


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Alexander James Bradun (1831-1914) “The Lunarian Professor and His Remarkable Revelations Concerning the Earth, the Moon and Mars; Together with an Account of the Cruise of the Sally Ann” - 1909.
In questa invenzione di carattere onirico, l’autore racconta di un insettoide lunare che usa un dispositivo antigravità per viaggiare. Questi lo informa sulla vita altruistica a tre sessi sulla Luna, sulla futura storia della Terra, derivata da modelli matematici, sulla terraformazione di Marte, i cui canali sono stati costruiti per distribuire l’acqua su tutto il pianeta e altro ancora.

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Andreä Johann Valentin, 1586-1654 “Reipublicae Christianopolitanae descriptio” - 1619
L’autore è stato un teologo tedesco, che sosteneva di essere l’autore di un antico testo noto come Chymische Hochzeit Christiani Rosencreutz una delle tre opere fondanti del Rosacrocianesimo. Il fulcro di questo movimento era la necessità di istruzione e l’incoraggiamento delle scienze come chiave per la prosperità nazionale. Ma come molti movimenti rinascimentali vagamente religiosi di quel periodo, le idee scientifiche promosse erano spesso venate di ermetismo, occultismo e concetti neoplatonici. “Christianopolis”, nella sua descrizione, era una città di 400 abitanti (in comunità di beni) ubicata nella zona antartica su un’isola ricca di campi di grano, pascoli, boschi e vigne oltre che animali. I suoi abitanti invero lavoravano molto poco mentre dovevano passare moltissimo tempo a pregare Dio.

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Arrivabene Lodovico, ca. 1530-ca. 1597 “Il Magno Vitei” - 1597
Dal frontispizio: «In questo libro, oltre al piacere, che porge la narratione delle alte cauallerie del glorioso Vitei primo re della China, & del valoroso Iolao, si ha nella persona di Ezonlom, uno ritratto di ottimo prencipe, & di capitano perfetto. Appresso si acquista notitia di molti paesi, di varij costumi di popoli, di animali, sì da terra, & sì da acqua, di alberi, di frutti, & di simiglianti cose moltissime. Vi si trattano ancora innumerabili quistioni quasi di tutte le scienze più nobili, fatti di arme nauali, da terra, assedij, & assalti de varij luoghi, molte giostre, razze di caualli, & i loro maneggi. Funerali, trionfi, ragionamenti di soggetti, diuersi, auenimenti marauigliosi; & altre cose non punto discare a’ lettori intendenti».

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Bacon Francis, 1561-1626 “New Atlantis” - 1660
La “Nuova Atlantide” è una città situata su un’isola nel nord del Pacifico, governata da una tecnocrazia perfetta, la cui direzione è affidata all'accademia delle scienze denominata “Casa di Salomone”. La popolazione è costituita da una collettività di scienziati molto casti, finanziati dallo stato.

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Bangs John Kendrick, 1862-1922 “Alice in Blunderland, an iridescent dream” - 1907
Alice in Blunderland, An Iridescent Dream è un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1907 da Doubleday, Page & Co. di New York, con illustrazioni di Albert Levering.
Si tratta di una parodia politica dei due libri di Alice di Lewis Carroll, Alice’s Adventures in Wonderland (1865) e Through the Looking-Glass (1871).
Si pone come critico nei confronti del collettivismo e di questioni economiche quali la tassazione, l’avidità aziendale e la corruzione. Invece di entrare nel Paese delle Meraviglie, Alice si ritrova in “Blunderland”, un luogo descritto come “Municipal Ownership Country”.

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Barlow James Williams, 1826-1913 “The immortals’ great quest” - 1909
Scrittore di fantascienza irlandese costui è noto per aver scritto il romanzo Storia di un mondo di immortali senza Dio (1891) sotto lo pseudonimo di Antares Skorpios. L’opera fu ripubblicata nel 1909 come The Immortals’ Great Quest. L'autore presenta in forma di nota il resoconto del suo protagonista del suo viaggio su Venere, abitatoin 52 tomi da una vasta popolazione che vi risiede in uno stato di felice socialismo non cristiano per molte migliaia di anni.

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Barnes Joshua, 1654-1712 “Gerania; a new discovery of a little sort of people, anciently discoursed of, called pygmies. With a lively description of their stature, habit, manners, buildings, knowledge, and government; being very delightful and profitable” - 1675
Barnes nacque a Londra, Istruito al Christ’s Hospital e all’Emmanuel College di Cambridge, ebbe la carica di Regius Professor di greco, una lingua che scrisse e parlò con facilità.
Scrisse Gerania; una nuova scoperta di un piccolo genere di persone, di cui si parlava anticamente, chiamate Pigmei (1675), un racconto stravagante, a cui Swift ‘s Voyage to Lilliput potrebbe dover qualcosa. L’opera è ambientata in India, dove una razza di pigmei vive all’interno di un’utopia comunitaria aperta e affabile con gli estranei.

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Beauharnais Fanny comtesse de, 1737-1813 “Le somnambule: oeuvres posthumes en prose et en vers, ou l’on trouve l’histoire générale d'une isle très-singulière, découverte aux grandes Indes en 1784” - 1786
Fanny de Beauharnais (1737-1813), alias Marie Anne Françoise Mouchard de Chaban, fu moglie dello zio del generale Alessandro di Beauharnais primo marito della famosa Joséphine.
Prima della Rivoluzione fu vicina a molti letterati (Réstif de la Bretonne, Louis-Sébastien Mercier, Olympe de Gouges ). Tra i libri da lei pubblicati c’è “Il sonnambulo”, opera postuma, dove troviamo la storia generale di un’isola molto singolare scoperta nelle Grandi Indie.

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Bell George William,  ( 1840? - 1907 ) “Mr. Oseba’s last discovery” - 1904
Dall’introduzione dell’autore: «... Essendo un individualista, un democratico dei democratici, sostengo che l’unità della società sia il suo fattore fondamentale e, mentre in quelle terre lontane, ho visto un vago riconoscimento di questa verità, ho anche visto una fusione della democrazia nel socialismo, che non è riuscita a soddisfare le mie definizioni. [...] Avevo sentito e letto che questa colonia era “sommersa dal socialismo” e “abbandonata alla falsità degli estremi”, così ho studiato la letteratura, mi sono mescolato alla gente, ho partecipato alle sedute parlamentari e ho preso appunti.[...] Ho scoperto che ciò che i disinformati chiamavano con disprezzo “Socialismo” consisteva principalmente in una serie di misure cooperative che sembravano promettere non un “socialismo senza nervi”, ma la più solida democrazia che la civiltà avesse mai prodotto.


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Bellamy Edward, 1850-1898 “Equality”1898
Il protagonista scopre che nel mondo dell’anno 2000 la scrittura a mano è stata soppiantata dai dischi fonografici e i gioielli non sono più usati come status simbol poiché ormai privi di valore. Vede un dispositivo molto simile alla televisione, chiamato elettroscopio e scopre che la comunicazione è semplificata, tutti ormai usano una lingua universale oltre alla propria. Per viaggiare non utilizzano solo automobili, ma anche mezzi aerei privati. Tutti praticano il vegetarianesimo e il mangiare carne è visto con ripugnanza.

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Benson Robert Hugh, 1871-1914 “Lord of the world” 1908
Il padrone del mondo (Lord of the World), è il titolo di un romanzo di fantascienza distopico e narra di un mondo attorno all’anno 2000, governato in pace da tre grandi potenze a carattere liberale, socialista e massonico, in cui i cattolici, ai margini della società, vengono infine sottoposti a persecuzione. L’autore contrappone un mondo evoluto dal punto di vista tecnologico e intellettuale, dominato dai principi dell’umanitarismo e il mondo della Chiesa in declino, caratterizzato dalla fede. (fonte wikipedia)

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Berington Simon, 1680-1755 “The adventures of Signor Gaudentio di Lucca Being the substance of his examination before the fathers of the Inquisition, at Bologna, in Italy. Giving an account of an unknown country in the midst of the desarts of Africa. Copied from the original manuscript in St. Mark’s library, at Venice. With critical notes by the learned Signor Rhedi. Translated from the Italian” - 1800
Uno dei primi romanzi sul tema del “Mondo perduto”, questo libro pubblicato in forma anonima e come una traduzione dall’italiano, si propone con intenti didattici e ipotizza come la razza che lo popola possa essere quella degli antichi egizi. Il protagonista trascorre gran parte della sua vita nel Mondo perduto di Mezzorania, nel profondo dell’Africa sconosciuta, e dominato dalla grande Città di Phor, la cui forma circolare è caratterizzata dalle strade principali che si irradiano dal Tempio centrale del Sole. Una reminiscenza della città ideale di Tommaso Campanella, Mezzorania è governata da principi illuminati.

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Boccaccio Giovanni, (1313 - 1375) “Il paese di Bengodi” (in Decameron) - 1348-1351
Bengodi è una contrada del paese di Berlinzone, un luogo immaginario descritto nella III novella dell’ottava giornata del Decamerone: “Calandrino e l’elitropia”.
La descrizione viene fatta da Maso del Saggio che, insieme a Bruno e Buffalmacco, perpetrano una burla ai danni del credulone Calandrino. Un paese dove si trova in abbondanza l’elitropia, pietra che rende invisibili: «Maso rispose che le più si trovavano in Berlinzone, terra de’ Baschi, in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua.»

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Bretonne Nicolas-Edme Réstif de la (1734 - 1806) “La comune dei venti associati” - 1781
Una comune pensata “contro la malasorte e la corruzione del mondo” costituita da: un negoziante di stoffe, un merciaio, un mercante di chincaglierie, uno di coltelli, una modista, una sarta, un negoziante di biancheria, un vinaio, un panettiere, un macellaio, un calzolaio, un sarto, un chirurgo, un medico, un procuratore, un avvocato,un usciere, un cappellaio, un noleggiatore di carrozze, un orafo gioielliere... venti famiglie. Bretonne fu uno scrittore e giornalista francese, autore di romanzi libertini, saggi filosofici e resoconti di cronaca, e dal cui nome deriva il termine retifismo.
Bretonne viene ricordato anche per l’utopia di tipo socialista: “La Découverte australe...” - 1781 in cui descrive un popolo di ermafroditi eredi simbolici dell’uomo indiviso del Simposio di Platone. Fu uno dei rappresentanti più esemplari del secondo Illuminismo della fine del secolo, e un seguace delle posizioni edonistiche di Julien Offray de La Mettrie.

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Buckingham J.S.
,
1786 - 1855 “Victoria” (in “National Evils and Practical Remedies, with the plan of a Model Town” 1848)
J.S. Buckingham stato un marinaio, parlamentare, scrittore, giornalista e viaggiatore britannico fu un parlamentare riformista in Gran Bretagna e un prolifico giornalista e autore.
In "National Evils..."
Con il suo progetto per la città modello di Victoria, auspica un "progresso della conoscenza", pur mettendo in guardia il lettore dai rischi di un'applicazione deviante delle conoscenze scientifiche. Fu membro del Parlamento dal 1832 al 1837, riformatore sociale e precursore del movimento delle città giardino.


Butler Samuel, 1835-1902 “Erewhon” 1872

Il termine erewhon è un anagramma della parola inglese nowhere. Il titolo è anche il nome del paese immaginario in cui si svolge l'azione. Nel romanzo, non è rivelato in quale parte del mondo si trovi. Allo stesso modo che nel titolo, anche dietro il personaggio di Ydgrun secondo alcuni si nasconderebbe, attraverso un semplice anagramma, quello della proverbiale Mrs. Grundy, che in molti paesi occidentali rappresenta in maniera icastica la società capitalistica e il dogmatismo borghese.



Cabet Etienne, 1788-1856 “Voyage en Icarie” 1840

Piuttosto di sopportare il clima soffocante della Parigi reazionaria, emigrò in Inghilterra dove, influenzato dalle teorie comunistiche e dalle realizzazioni pratiche di Owen maturò e scrisse la sua opera più importante, Il Viaggio in Icaria, che fu fatta circolare in edizione clandestina nel 1840. Nel 1842 l'opera fu pubblicata ufficialmente ed ebbe subito successo, tanto che ne furono stampate cinque edizioni e fu tradotta in diverse lingue.


Campanella Tommaso La Città del sole” 1623

Campanella fu autore di un'importante opera di carattere utopico, ovvero La città del sole. Nella Città del Sole egli descrive una città ideale, utopica, governata dal Metafisico, un re-sacerdote volto al culto del Dio Sole, un dio laico proprio di una religione naturale, di cui Campanella stesso è sostenitore, pur presupponendo razionalmente che coincida con la religione cristiana. Questo re-sacerdote si avvale di tre assistenti, rappresentanti i tre concetti primari su cui si incentra la metafisica campanelliana: Potenza, Sapienza e Amore. In questa città vige la comunione dei beni e la comunione delle donne. 

Casanova Giacomo,“Il paese dei megamicri” (in “Icosameron”) 1788

Nel 1788 Giacomo Casanova pubblica il suo Icosameron nel quale i protagonisti, Édouard ed Élisabeth, raggiungono i Megamicri, aborigeni abitanti del Protocosmo, all’interno del globo terrestre, e qui restano per 80 anni. A questo regno si accede dalle montagne della Slovenia ed è una sorta di isola galleggiante rischiarata da un globo metallico, una sorta di piccolo sole che emette luce rosata. Gli abitanti, esseri ermafroditi ovipari sono molto piccoli, alti una trentina di centimetri. Parlano in una lingua composta unicamente da vocali. Il racconto di Casanova , nel suo insieme, è estremamente verboso e ricco di particolari descrittivi che impegnano il lettore ad uno sforzo immaginativo non indifferente e che facilmente si perde nei particolari.

Déjacque JosephUmanisferio” 1858

L'Humanisphère : Utopie anarchique è il  testo più conosciuto di Déjacques, ripetutamente editato nel corso del ventesimo secolo. Conosciuto più all'estero che in patria, nonostante il successo del neologismo da lui creato, Joseph Déjacque ha suscitato nuovo interesse dall'immissione in rete di tutti i suoi principali lavori, liberamente disponibili. 

Marchese de Sade,“Butua e Tamoé” (in “Aline et Valcour”) 1807 

Aline e Valcour ovvero il romanzo filosofico (in originale Aline et Valcour, ou le Roman philosophique) è un romanzo epistolare scritto dal Marchese de Sade e pubblicato per la prima volta nel 1793; la vicenda contrappone la realtà di un brutale regno africano dalle crudelissime leggi con un'isola paradisiaca situata in Oceania nel sud dell'Oceano Pacifico conosciuta come Tamoé e guidata dal saggio re-filosofo Zame.

Doni Francesco, “Il mondo savio e pazzo” (in “I mondi”) 1552
I mondi (noto anche come Mondi celesti, terrestri e infernali e I Mondi del Doni) è un romanzo filosofico-satirico e utopico di Anton Francesco Doni, pubblicato a Venezia in due parti nel 1552-1553.L'opera assume la forma del dialogo rinascimentale, alternando prosa e inserti poetici. I mondi fu più volte ristampato fino alla fine del secolo e tradotto in francese. Doni è considerato un precursore della fantascienza italiana grazie alla descrizione di una città ideale circolare e a temi utopici ispirati all'Utopia di Tommaso Moro, di cui lo stesso Doni aveva curato la pubblicazione a Venezia pochi anni prima, nel 1548.

Evemero da MessinaPancaia” 297 a.C.

Nel I libro, Evemero raccontava di essere partito dall'Arabia per dirigersi in esplorazione nell'Oceano Indiano. Persa la rotta, la spedizione approdò in vista di un arcipelago di cui l'isola principale era Pancaia o Iera. Seguiva una descrizione dei mirabilia dell'isola, notevole per i suoi aspetti naturali e per le particolari usanze religiose degli abitanti. Iera-Pancaia, un'isola sacra ricca di alberi di incenso ed altre essenze vegetali adatte ai sacrifici ed ai riti religiosi, era larga quasi 36 chilometri ed aveva a poca distanza un altro isolotto che fungeva da cimitero reale. I Pancei erano non solo indigeni, ma anche di provenienza orientale, come Oceaniti ed Indiani, nonché Sciti e Cretesi (quindi popoli di grande saggezza) ed abitavano nella capitale, Panara, che aveva leggi proprie e non era retta da un sovrano, ma da tre magistrati annuali, che si occupavano della giustizia ordinaria coadiuvati dai sacerdoti. A 10 chilometri da Panara era stato eretto, in una pianura, il tempio di Zeus Trifilio, ossia delle tre tribù primitive dell'isola, i Pancei, gli Oceaniti ed i Doi. La zona del tempio, descritta con dovizia di particolari, era ricchissima di flora e fauna, così come notevole era il tempio, lungo 60 metri ed al quale si accedeva tramite un viale lungo 720 metri e largo 30. Dominava la piana il monte Olimpo Trifilio, sede dei primi abitatori dell'isola e di osservatori astronomici naturali. Oltre a Panara, l'isola aveva come città notevoli Iracia, Dalis ed Oceanis.




Fénelon François de Salignac de La Mothe, 1651-1715 “Salente” e “Betique” (in “Les aventures de Télémaque” 1699?)
“Le avventure di Telemaco” fu scritto e pubblicato principalmente per la corte reale, in particolare per il duca di Borgogna che era il figlio del delfino di cui Fénelon era appunto tutore. Questo romanzo, espressione di morale e politica, caratterizzato dalla presenza di molteplici elementi epici, provocò inizialmente un forte senso di vergogna a corte nei confronti di Fénelon, solo per poi essere riconosciuto come il romanzo che decretò la sua fama. Il successo dell’opera è giustificato per una buona ragione: Fénelon racconta le avventure di Telemaco accompagnato da Mentore (guidato a sua volta da Minerva), con il pretesto di trasmettere un insegnamento morale e politico che all’epoca durante il regno di Luigi XIV, fu visto come una satira. Vi è quindi una critica implicita all’assolutismo di Luigi XIV e una chiara presa di posizione a favore del diritto naturale, in opposizione della legge divina. Da questo punto di vista, il lavoro di Fénelon ha avuto una profonda influenza nel porre le basi di un particolare pensiero filosofico del XVIII secolo, quello dell’Illuminismo. Pertanto, Montesquieu lo definì come il “libro divino di questo secolo” e ne fu ispirato, adottando lo stesso processo di distacco nella sua opera “Lettere persiane”.


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Camille Flammarion,  “Les terres du ciel; voyage astronomique sur les autres mondes”.Le terre del cielo... 1877  Camille era il fratello di Ernest Flammarion (1846-1936), fondatore del gruppo editoriale francese Groupe Flammarion. Iniziò la sua carriera come astronomo nel 1858 come collaboratore dell'Osservatorio di Parigi. Nel 1883 fondò un osservatorio astronomico a Juvisy-sur-Orge.
In questo libro Flammarion resta fedele a quanto già asseriva nel 1862, quando pubblicò il suo primo lavoro La Pluralité des mondes habités, il fondamento di tutta la sua dottrina sulla possibilità dell’esistenza di altre forme di vita al di fuori della Terra.
Se la parte strettamente scientifica del testo è ormai in parte superata dalle più moderne scoperte nel campo dell'astronomia, questo libro resta attuale nel documentare la sua grande passione nei confronti della storia naturale e dell’astronomia che coltivò per tutta la vita con intensa dedizione divulgativa.


Foigny Gabriel de, (1630 ca. - 1692) “Voyage de la terre australe par Mr. Sadeur. Avec ses avantures dans la découverte de ce pays jusques icy inconnu & les particularités du sejour qu’il y fit pendant trente-cinq ans & son retour. Contenant les coutumes et les moeurs des Australiens, leurs religions, leurs exercices, leurs études, leurs guerres, les animaux particuliers de ce pays & toutes les raretés curieuses qui s'y trouvent” - 1695
Un romanzo utopico scritta da Gabriel de Foigny contenente la descrizione della Terra australe fino ad allora sconosciuta e dei suoi usi e costumi da parte del protagonista, Mr. Sadeur, partendo dagli avvenimenti che qui lo condussero e proseguendo con le particolarità del suo soggiorno che vi fece per oltre trentacinque anni, concludendo poi col suo ritorno. Come la Histoire des Sevarambes di Denis Vairasse, questa storia fa riferimento al mito dei Territori del Sud. Durante il suo viaggio scoprì questa isola popolata da esseri ermafroditi; conforme allo stereotipo del genere utopico descrive urbanistica geometrica, assenza di proprietà privata e società improntata sull’egualitarismo e fedele ad una religione deista non imposta. A differenza di altre utopie, questo racconto ritrae una società ideale che deve la sua vitalità solo alla natura specifica dei suoi abitanti: hanno entrambi i sessi, non si vestono e vivono in assoluta razionalità, senza desideri o passioni violente.
Dato il contenuto particolare dello scritto, per sfuggire alle critiche, Foigny si identifica come il traduttore e non l'autore dell'opera...


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Fourier Francois-marie-Charles, (1848 - 1926) "La Società di Armonia" in varie opere: “Theorie de quatre mouvements” - 1808 o “Traitè de *l'Association domestique agricole” 1822 e “Nouveau monde industriel et societaire” 1829.
Le radici del suo pensiero, che si può definire progressista se non rivoluzionario, sono da ricercarsi nell'Illuminismo e in particolare in Jean-Jacques Rousseau, soprattutto nel considerare la parità tra uomo e donna e nel nuovo metodo pedagogico, che dovrebbe favorire lo sviluppo libero e creativo dei bambini tramite la scoperta dei loro istinti individuali. Fourier pensava che lo sviluppo dell'umanità attraversasse sette stadi differenti. Egli affermava che l'umanità si trovasse attualmente tra il quarto periodo (la barbarie) e il quinto (la civiltà). A questi periodi seguiranno, poi, il garantismo e l'armonia. L'antropologia fourierista immagina che gli uomini siano guidati da 12 passioni: sensitive: vista, udito, tatto, gusto e odorato - cardinali o affettive: onore, amicizia, amore e familismo - distributive: cabalista (il gusto dell'intrigo), alternante o sfarfallante (il gusto per il cambiamento) e composita (la passione per l'esaltazione). Il pensiero di Fourier affermava che attenzione e cooperazione erano i segreti del successo sociale, e che una società i cui membri cooperassero realmente avrebbe potuto vedere un immenso miglioramento della propria produttività. I lavoratori sarebbero stati ricompensati per la loro opera secondo il loro contributo, con un bonus per chi avesse scelto un lavoro negletto dai più, come la nettezza urbana. Queste comunità, da lui denominate falangi, sarebbero state basate su strutture di abitazioni comuni chiamate falansteri. (fonte wikipedia)


     



Anatole France,  “Sur la pierre blanche”  (Sulla pietra bianca, un romanzo filosofico, storico e speculativo pubblicato per la prima volta su L'Humanité e poi nel 1905 da Calmann-Lévy . L'autore, principalmente scrivendo in forma di dialoghi filosofici, auspica la possibilità di una creazione degli Stati Uniti del mondo. Descrivendo una società ideale proietta nell’anno 2270, immagina un'incontrotra il proconsole di Achea, Gallione, e l’apostolo Paolo nella città di Corinto. Il proconsole e i suoi amici, filosofi e intellettuali, hanno discusso del futuro dell'Impero Romano e del successore del dio Giove. Immagina un mondo post-capitalista, collettivista, in cui la proprietà privata dei mezzi di produzione è stata abolita, come sostenuto dalla dottrina marxista. Un mondo pacifico e razionale, dove Europa, Africa, America e Oceania formano grandi blocchi politici non più divisi in nazioni più piccole.




Gentleman Francis,  “A trip to the moon containing an account of the island of Noibla”  1764 - 1765
Francis Gentleman, attore, critico, scrittore e autore teatrale, Irlandese di nascita, visse e lavorò a lungo in Inghilterra dove con lo pseudonimo di Humphrey Lunatic scrisse: A Trip to the Moon: Containing an Account of the Island of Noibla, its Inhabitants, Religious and Political Customs... Con questa opera intese imitare, facendo parodia, con notevole sarcasmo, dei viaggi fantastici di Cyrano de Bergerac e non solo. Questo testo venne ripubblicato (postumo nel 1808) con lo pseudonimo di  Nicholas Lunatic, in: Satiric Tales: Consisting of a Voyage to the Moon: All the Tailors; Or, the Old Cloak: And the Fat Witch of London.

Godwin Francis, 1562-1633 “The strange voyage and adventures of Domingo Gonsales, to the world in the moon” 1638

Prozio di Jonathan Swift, scrisse The Man in the Moone, or a Discourse of a Voyage thither, by Domingo Gonsales, si suppone, attorno al 1620, Questo libro fu però pubblicato postumo nel 1638. Nella sua opera Godwin dichiara non solo di credere nel sistema copernicano ma fa propri i principi delle leggi gravitazionali supponendo che il peso corporeo decresca in funzione della distanza del soggetto dalla Terra.  Domingo Gonzales, eroe del romanzo, fra le varie curiosità, scopre che tutti, a differenza dei terrestri, parlano una stessa lingua che non consiste di parole e di lettere, ma di strani toni. È infatti un linguaggio musicale. Gonzales pensa che sia facile inventare una lingua simile, agevole da apprendere, e che ugualmente facile sia costruire qualunque altra lingua del Mondo fatta solo di toni e di note. Lo scritto, ricco di invenzione e conoscenza influenzò John Wilkins per il suo The discovery of a world in the Moone. Entrambi furono tradotti in francese e imitati in molti contenuti da Cyrano de
Bergerac mentre Jonathan Swift vi si ispirò per il viaggio di Gulliver a Laputa.

Guevara Antonio de, scrittore e vescovo spagnolo (1480 - 1545) descrive "Il paese dei Garamanti" 1527 (in "Llamado relox de los principes..." - qui linkato nella traduzione inglese del 1568). Un paese situato dall'altra parte dei monti Rifei, catena montuosa dal XVI secolo in poi spesso associata agli Urali ma la cui identità originaria in epoca classica rimane incerta. Sia le Alpi sia i Carpazi, sono stati anch'essi suggeriti come possibili ispirazioni reali.
Presso i Garamanti i figli non devono aggiungere leggi a quelle lasciate dai loro padri. Le donne (a 40 anni) e gli uomini (a 50 anni) vengono uccisi per evitare che diventino vecchi (curiosa anticipazione di quanto accade nel film "La fuga di Logan". Logan's Run, un film di fantascienza del 1976, diretto da Michael Anderson, tratto dal romanzo omonimo di William F. Nolan e George Clayton Johnson. È considerato un film di culto, con la sua miscela di sociologia, fantascienza ed allegoria ad ampio raggio che ha ispirato una serie televisiva omonima negli anni 1977-1978 e altre opere derivate nei media.

James Harrington (1611 – 1677) è stato un teorico politico inglese noto per i suoi contributi al pensiero repubblicano classico. È noto soprattutto per "The Commonwealth of Oceana" (1656), un'esposizione di una costituzione repubblicana ideale concepita come modello costituzionale per la repubblica inglese emersa in seguito all'esecuzione di Carlo I d'Inghilterra nel 1649.
Nel suo libro Harrington usa una semplice analogia, spesso chiamata la sua metafora della "torta", per spiegare come un sistema politico equo possa bilanciare l'interesse personale e il bene comune allo stesso tempo. "Due di loro hanno ancora una torta da dividere, che è stata data loro. Affinché ciascuno di loro abbia ciò che gli spetta, uno dice all'altro: "Dividi, e io sceglierò; oppure lascia che io divida, e tu sceglierai". Se ci si mette d'accordo una sola volta, è sufficiente; perché chi divide in modo ineguale perde, in quanto l'altro prende la metà migliore; perciò divide in parti uguali, e così entrambi hanno diritto."

Hertzka Theodor, (1845–1924), economista e giornalista ungherese, nato a Budapest, curò la sezione economica della Neue Freie Presse dal 1872 al 1879, quando fondò e divenne redattore della Wiener Allgemeine Zeitung. Nel 1889 fondò e divenne redattore del settimanale Zeitschrift fuer Staats- und Volkswirtschaft e nel 1901 fu nominato redattore capo del quotidiano di Budapest, Magyar Hirlap. Il libro che più gli dette fama fu "Freiland, ein sociales Zukunftsbild 1890 ("Freeland, a social anticipation" 1891): la rappresentazione di una utopia di libero mercato, ambientata nell'odierno Kenya.
Hertzka propose in questo libro una soluzione ai problemi della società attraverso la creazione, di uno stato modello, costituito da una serie di comuni agricole, organizzate in modo da evitare gli svantaggi sia del sistema capitalista che di quello comunista. Hertzka fondò anche un movimento internazionale per realizzare il suo piano e nel 1893 una missione, purtroppo senza riuscirvi, si recò in Africa per reperire terre per la colonizzazione.


Hilton James “Orizzonte perduto” 1933 (romanzo ripreso, discostandosi dalla trama, nel  film di Frank Capra - 1937) .
Nel romanzo viene descritto "Shangri-la" un luogo racchiuso nell'estremità occidentale dell'Himalaya nel quale si vedono meravigliosi paesaggi, e dove il tempo si è quasi fermato, in un ambiente di pace e tranquillità. Shangri-La è organizzato come una comunità lama perfetta, professante però non il buddhismo ma il cristianesimo nestoriano.... un racconto ispirato dalle letture delle memorie dei gesuiti che avevano soggiornato in Tibet e tramandate le tradizioni legate al Kalachakra, in cui si descrive il mitico regno di Shambhala. In questo luogo governavano con equità e saggezza numerosi anziani che erano depositari di un modo di vivere sano ed impostato sulla fratellanza tra gli uomini ed il creato, con una notevole somiglianza con lo stile di vita buddhista. Nel romanzo, l'autore cita il territorio a nord del Ladakh, oggi noto come Aksai Chin, comprendente la catena del Kun Lun e l'altopiano delle Aksai Chin, una regione tra le più inospitali e meno abitate del pianeta, presso l'attuale confine indo-cinese, ricco di vette alte tra i 5.000 ed i 7.000 m. Il luogo geografico più simile a quello descritto da Hilton, è il territorio di Diqing dove, nel 2001, il governo cinese allo scopo di incentivare il turismo ha ribattezzato la contea di Zhongdian con il nome di  Shangri-La.


Howells William Dean,  scrittore e critico letterario statunitense (1837 – 1920) "A Traveler from Altruria" (1894).
Un viaggiatore da Altruria è un romanzo utopico di William Dean Howells . Fu pubblicato inizialmente a puntate su The Cosmopolitan tra il novembre 1892 e l'ottobre 1893, e infine in volume da Harper & Brothers nel 1894. Il romanzo è una critica al capitalismo sfrenato e alle sue conseguenze, nonché all'Età dell'Oro .
Ispirata da questo racconto Altruria è stata anche realmente
fondata dal ministro unitariano Edward B. Payne (1847–1923) e da trenta suoi seguaci vicino a Santa Rosa, in California, nell'ottobre del 1894... Altruria prosperò solo per pochi mesi.





Howard Ebenezer, Sir, “Garden cities of to-morrow” 1902

La città giardino è un modello di pianificazione urbanistica in cui i quartieri e gli isolati sono circondati da "cinture verdi", che contengono aree proporzionate di residenze, industrie e agricoltura. L'idea fu avviata nel 1898 da Ebenezer Howard nel Regno Unito e mirava inizialmente a cogliere i benefici primari di un ambiente di campagna e di un ambiente urbano, evitando gli svantaggi presenti in entrambi. Il concetto di Howard ispirò la costruzione di molte città giardino in tutto il mondo.

Huxley Aldous, "Brave New World" (Il mondo nuovo) è un romanzo distopico di Aldous Huxley pubblicato nel 1932. In questo stato mondiale futuristico, i cittadini sono geneticamente modificati creando una gerarchia sociale fondata sull'intelligenza. In questo romanzo vengono anticipati i futuribili progressi raggiungibili nella tecnologia riproduttiva mentre vengono praticati l'apprendimento durante il sonno e la manipolazione psicologica delle menti finalizzata al condizionamento.
Brave New World è stato frequentemente censurato e contestato sin dalla sua pubblicazione originale. È finito nella lista dell'American Library Association dei 100 libri più censurati e contestati del decennio da quando l'associazione ha iniziato la lista nel 1990.



Iambulo "L'isola fortunata" 135 a.C.
Iambulo scrisse un'opera classificabile come un romanzo di viaggio e utopistico. Questo suo lavoro non è stato tramandato e ne resta solo un lungo estratto nella "Biblioteca historica" di Diodoro Siculo (II, 55-60 ) Nel racconto Iambulo riferisce di essere stato catturato dagli Etiopi mentre commerciava nell'Arabia meridionale e da questi abbandonato in mare su una barca come una specie di sacrificio espiatorio. Arriva su un'isola sconosciuta nell'Oceano Indiano, un luogo ideale popolato da indigeni alti, glabri, di grande bellezza e provvisti di lingua biforcuta utile ad avere due conversazioni allo stesso tempo. Costoro sono molto longevi, tanto che, giunti ad un'età prestabilita, si tolgono la vita; le donne sono in comune ed i bambini vengono allevati da tutte le nutrici.
L'isola di Iambulo è identificata da alcuni autori con lo Sri Lanka, anche se gran parte della descrizione è pura finzione. Luciano di Samosata lo menzionò, nell'introduzione alla "Storia vera" come un tipico autore di resoconti fittizi di terre straniere.

La "Biblioteca historica" è un'opera di storia universale scritta da Diodoro Siculo che Consisteva di quaranta libri, suddivisi in tre sezioni.


Johnson Charles, 1724-1731 "Libertalia" in  "A general history of the pyrates", (Storia generale dei Pirati, dal loro primo insediamento sull'isola di Providence al XVIII secolo. Contenente straordinari combattimenti e avventure di numerosi personaggi fra i quali anche due piratesse: Mary Read and Anne Bonny. Pubblicato a Londra nel 1724 da T. Warner. Libro scritto dal Capitano Charles Johnson ma da alcuni esegeti attribuito a Daniel Defoe.
Libertalia era una leggendaria colonia anarchica fondata da un gruppo di pirati sotto il comando del capitano Henry Avery, verso la fine del seicento. Descritta come una enclave nella regione settentrionale del Madagascar, in posizione strategicamente nascosta per tutti i pirati che desideravano vivere in sicurezza e armonia dopo essersi ritirati dalla loro carriera criminale, duro' circa venticinque anni.

La Mettrie Julien Offray, de, 1709-1751 “L’homme machine” 1748

La Mettrie sviluppò dottrine caratterizzate da forte riduzionismo biologico e sensismo, e con argomentazioni originali, come L'uomo macchina (1747) e L'uomo pianta, trattati di carattere eminentemente materialistico. Nel primo, di gran lunga il più noto tra i suoi testi, egli si dichiara contrario ad ogni tipo di metafisica e sostiene che enti e principi spirituali siano inutili. Per l'autore l'uomo è un "apparato meccanico", una vera e propria "macchina". Anche l’anima, in quanto sorgente vitale dell'uomo, è definita un semplice "principio di movimento".

Lehar Franz, "La vedova allegra" 1905 (Die lustige Witwe) è un'operetta in tre parti di Franz Lehár, su libretto di Victor Léon e Leo Stein, dalla commedia L'Attaché d'ambassade di Henri Meilhac (1861). Debuttò con enorme successo al Theater an der Wien a Vienna il 30 dicembre 1905 con la boema Mizzi Günther, soprano di operetta, ed il tenore viennese Louis Treumann sotto la direzione del compositore. (eccovi il link per ascoltare la versione rappresentata nel 1957 da Wilma LIPP - soprano, Sonja MOTTL - soprano, Peer GRUNDÉN - tenore, Rudolf CHRIST - tenore,  accompagnati dalla Orchester der Staatsoper Wien diretta da Anton PAULIK )
La Vedova Allegra racconta la storia di Sonia di Marsovia, seducente vedova del ricco Sidor Sedoya. Poiché gran parte del patrimonio ereditato da Sonia dal defunto marito è costituito da ipoteche sul palazzo del Re di Marsovia e sui gioielli della Regina, è di vitale importanza per il futuro della Marsovia che Sonia si risposi con un marsoviano. Dopo una serie di divertenti peripezie, il vero amore e il patriottismo trionfano. La Marsovia è salva e, nella migliore tradizione delle fiabe, vissero tutti felici e contenti.
Il regno di Marsovia  è caratterizzato da  boschi con ninfe e ridenti campagne attorno alla capitale, una graziosa cittadina con una magnifica rocca, e questa operetta costituisce l'esempio più tipico delle utopie "leggere" della "belle epòque europea.

Mantegazza Paolo, “L'anno 3000” 1897
L'anno 3000  è un romanzo satirico fantapolitico del 1897 di Paolo Mantegazza. È considerato uno dei precursori ottocenteschi della fantascienza italiana. Fu scritto come reazione al best seller statunitense del 1888 Guardando indietro, 2000-1887 di Edward Bellamy (che era stato tradotto in italiano dal 1890), e analogamente a tale romanzo è un immaginario viaggio in cui è descritta una società ideale del remoto futuro, una utopia tecnologica in cui i maggiori problemi del mondo sono stati risolti dalla scienza e le vecchie ideologie superate. In opposizione all'utopia socialista di Bellamy, il Sogno di Mantegazza ha un carattere satirico e antisocialista. Espone idee che nei decenni successivi diverrano fonte di dibattito come pacifismo, internazionalismo, eugenetica, controllo demografico, libertà sessualefarmacologica umana e animale.


More Thomas, Saint,  “Utopia” 1548

Per la scrittura di questo romanzo, in cui è descritto il viaggio immaginario di Raffaele Itlodeo (Raphael Hythlodaeus nell'originale) in una fittizia isola-repubblica, abitata da una società ideale, Tommaso Moro si è particolarmente ispirato all'opera La Repubblica del filosofo greco Platone, anch'essa scritta in forma dialogica. In Utopia, come nell'opera sopracitata, si ha il progetto di una nazione ideale e vengono trattati argomenti come la filosofia, la politica, il comunitarismo, l'economia, l'etica e, più specificatamente, l'etica medica.

Platone "Repubblica" (380 e il 370 a.C)
L'opera ruota intorno al tema della giustizia. Il filosofo è il solo conoscitore della verità, dunque ancora più portato a governare saggiamente. Uno spaccato della multiforme politica greca, composta da aristocrazia, oligarchia e democrazia. Necessita che il filosofo puro comandi, poiché ogni forma di governo dell'uomo, da un inizio positivo, cade nella corruzione. Tali governi inoltre hanno sempre disprezzato il filosofo, ponendo il volgo ignorante a odiarlo e sbeffeggiarlo, preferendo la schiavitù. Tali principi sono esposti da Socrate nell'"allegoria della nave", (libro VI): Socrate chiede ad Adimanto di immaginare una nave il cui capitano, pur essendo più alto e forte di tutti gli altri marinai, è mezzo sordo, mezzo cieco e ignorante in quanto a navigazione. Su questa nave, i marinai pregano a turno il capitano di essere nominati timoniere, cercando di convincerlo delle proprie capacità e uccidendo i propri rivali; chiunque sia nominato timoniere, però, dopo aver stordito il capitano con sonniferi o alcolici, si appropria del comando della nave e passa il tempo a gozzovigliare e favorire i propri amici, mentre il vero timoniere viene deriso da tutti i marinai.



Gabriel Plattes, “Descrizione del famoso Regno di Macaria"  1641 un'opera di narrativa ambientata nel XVII secolo. Il romanzo, strutturato in forma dialogica, esplora il governo, la struttura sociale e la prosperità di un regno utopico chiamato Macaria, mettendo in luce le sue leggi esemplari e il benessere dei suoi cittadini. I suoi contenuti riflettono lo spirito dell'età moderna, un periodo caratterizzato da esplorazioni, dibattiti filosofici e possibili riflessioni sulla riforma sociale. La narrazione si sviluppa attraverso la conversazione tra uno studioso e un viaggiatore che condivide le sue conoscenze su Macaria. Il viaggiatore descrive l'eccellente governo che contribuisce all'armonia, alla salute e alla ricchezza del regno, delineando i vari consigli che sovrintendono all'agricoltura, alla pesca, al commercio e alle attività di colonizzazione. Questi consigli garantiscono il benessere collettivo dei cittadini, con leggi concepite per promuovere la collettività e scoraggiare le malefatte. Inoltre, il viaggiatore sottolinea l'importanza del clero istruito, che svolge un duplice ruolo di guaritore spirituale e fisico, contribuendo al benessere della comunità. Attraverso la loro discussione, l'opera critica la governance europea contemporanea, sostenendo al contempo l'adozione dei principi di Macaria come modello per il miglioramento della società. (fonte Progetto Gutemberg)

Albert Robida, (1848 - 1926) “Voyages très extraordinaires de Saturnin Farandoul - Le roi des singes” - 1879
Robida figlio di un falegname, abbandona gli studi per dedicarsi alla caricatura ed esercita la professione presso varie riviste. Nel 1880 fonda la sua propria rivista ‟La Caricature” che dirigerà per 12 anni. Illustra anche opere di divulgazione e classici della letteratura: da Villon a Shakespeare, le “Mille e una notte” e una divertita storia delle case chiuse. La fama gli arriva con la pubblicazione della sua trilogia di romanzi d’anticipazione/fantascienza: “Le Vingtième Siècle” (1884). Robida, in questi, propone invenzioni utili nella vita quotidiana ed immagina gli sviluppi sociali che ne derivano. Sulle orme di Jules Verne, Robida si dedica anche alla letteratura ambientata in esotici e lontani paesi del Pacifico. Fra questi ‟Le roi des singes” in cui il bambino Saturnino, solo nell’oceano a causa del naufragio di un veliero, approda su un’isola abitata da grandi scimmie che lo accolgono, lo allevano come loro e lo istruiscono. In età adulta abbandona l’isola e va per mare dove viene catturato da Lombrico, il capitano del veliero Bella Leocadia…


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Sannazaro Jacopo, 1458-1530 “Arcadia

L'opera ha un impianto molto semplice ed eminentemente statico e lirico più che narrativo in senso stretto. La storia dura 6 giorni, dal 20 al 25 aprile (le feste di Pale). Il protagonista è lo stesso Sannazaro che, sotto il nome del pastore Sincero, narra in prima persona la propria vita in Arcadia, una regione impervia della Grecia dove, come volevano le fonti classiche, i pastori vivevano felici e non facevano altro che pascolare animali e cantare inni con zufoli e zampogne. Leggendo, tuttavia, si scopre che Sincero non è arcade ma  napoletano rifugiato in Arcadia tra i pastori, il quale, al termine della storia, dopo un brutto sogno, viene guidato da una ninfa in una caverna sotterranea e rispunta a Napoli dove apprende la morte della donna amata. Qui si conclude la storia. 

Swift Jonathan, 1614-1672 “Gulliver's travels” 1726

È forse il più famoso, e tradotto, libro di viaggi immaginari. Lo diamo qui linkato nelle versioni inglese e francese, seguito dal "Nuovo Gulliver" (1730) o sia Viaggio di Giovanni Gulliver figliuolo del capitano Gulliver. Tradotto da un manoscritto inglese nella lingua francese. Dall'abate Desfontaines, Pierre-François Guyot (1685-1745) qui riportato nella traduzione italiana

"Gulliver's travels"

nella versione inglese di Jonathan Swift con 
"A voyage to Lilliput" - "A voyage to Brobdingnag"
"A voyage to Laputa, Balnibarbi, Luggnagg, Glubdubdrib, and Japan" e "A voyage to the country of the Houynhnms"

   

nella versione francese tradotti da Desfontaines, Pierre-François Guyot

       

"Nuovo Gulliver"
(i viaggi del capitano Giovanni Gulliver, figlio di Lemuel)
scritto dall'abate Desfontaines, Pierre-François Guyot tradotto nella versione italiana

   

Tyssot de Patot, SimonVoyages et aventures de Jacques Massé” 1710

In Voyages et Aventures de Jacques Massé, pubblicato nel 1714, Tyssot de Patot inviò i suoi eroi in un paese immaginario situato vicino al Sudafrica. Sebbene il libro non si spingesse molto oltre i confini delle tradizionali utopie dell'epoca, includeva tuttavia "fossili viventi", uccelli giganti e una strana flora sopravvissuta alle ere preistoriche, rendendolo probabilmente uno dei primi romanzi moderni ambientati nel mondo perduto.

Vairasse (Veiras) Denis, (1630-ca. 1696) “Histoire des Sevarambes: peuples qui habitent une partie du troisiéme continent, communément appellé la Terre Australe: contenant une relation du gouvernement, des Moeurs, de la religion, & du langage de cette nation, inconnuë jusques à present aux peuples de l'Europe” - 1675
Vairasse, nato in una famiglia ugonotta, fuggito dalla Francia anche per evitare le persecuzioni religiose, in Inghilterra divenne notevolmente famoso per “The History of the Sevarites or Sevarambes”, pubblicato in prima edizione a Londra nel 1675, e poi in francese (ad Amsterdam, per evitare la censura) nel 1678. Il romanzo fu poi rimaneggiato ed accresciuto dall’autore in edizioni successive, sia in inglese che in francese.
Si tratta di una presunta veridica relazione di viaggio di un certo capitano Siden nella Terra Australe, un paese immaginario comprendente l’Australia ed altri territori fino alla Terra del Fuoco. L’opera fu considerata vera da molti e perfino recensita nel 1679 dal “Journal de sçavans” (più tardi chiamato Journal des savants) il primo giornale scientifico pubblicato in Europa.
Il paese dei Sevarambi fu in realtà immaginato da Variasse come un continente utopico, utilizzato per attuare delle critiche filosofico-politiche alle religioni rivelate. Immaginò un governo e una società imperniati sul pensiero libertino e il razionalismo proto-illuminista inglese. Quest’opera, fu considerata in ambito illuminista come romanzo filosofico e fu tradotto in diverse lingue, anche in italiano nel 1728.


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Wilkins John, 1614-1672 “A discourse concerning a new world and another planet” 1640

Wilkins, vescovo di Chester, fu rettore del Wadham College di Oxford, dove istituì un laboratorio; venne eletto segretario della Royal Society nel 1662. Scrisse numerose opere di cosmologia e un trattato in cui vengono descritti prodigi meccanici. Il suo romanzo protofantascientifico The Discovery of a World in the Moone, un viaggio immaginario con lo scopo di promuovere e divulgare le idee astronomiche, descrive uno dei primi viaggi sulla Luna.


e infine, ma non per concludere...
In attesa dei futuri sviluppi di questo blog
eccovi una straordinaria raccolta,
in 52 tomi, di resoconti reali di viaggio 

Jean-François de la Harpe, (1739 - 1803) “Compendio della storia generale de’ viaggi”
L’opera, tradotta in italiano, è stata stampata in 52 tomi dal 1781 al 1790 e pubblicata da Vincenzio Formaleoni, arricchita di aggiunte, correzioni ed osservazioni originali del Formaleoni stesso, sulla scorta dei suoi studi di geografo e cartografo e delle ricerche da lui effettuate tra i manoscritti della Biblioteca Marciana.

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e.,,  per conoscere meglio Stefano Bianchi


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