Archivio Attivo Arte Contemporanea
http://www.caldarelli.it
STEFANO BIANCHI CARINI - fotografie
“ISOLARIO OVVERO VIAGGIO IN UTOPIA”
una rassegna virtuale e un blog




Quella di Stefano Bianchi Carini “fotografo” costituisce per lui e, in senso traslato, anche per l'osservatore, una esperienza di “viaggio” fisico e mentale, lungo un percorso “Serendipico” che si snoda fra paesaggio naturale e spazio antropico senza soluzione di continuità.
Tutta la sua ponderosa produzione che, quando lo conobbi trent’anni or sono, contava già cinquantamila scatti, a tutt’oggi lascio immaginare quanto si sia accresciuta... un quasi labirinto di immagini fotografiche, contemporaneamente, testimonianza del reale e proiezione intellettuale, che costituisce un vero viaggio in Utopia, alla ricerca del luogo immaginato e desiderato.
La sua produzione di immagini, come avevo già avuto occasione di osservare allora, soprattutto in merito alla sua tecnica di ripresa: “È costantemente permeata da una misura armonica e vettoriale, individuabile in lui secondo direzioni opposte, correlando intuizione e percezione di un personale in-essere, facendo del colloquio con l'altro da sé, sempre e comunque, una riflessione sul proprio esistere. Verso l’interno intimista e verso l’esterno, più sensoriale ma pur sempre meditativa. Di qui la scelta, non solo dei soggetti ma anche dell’inquadratura e della tecnica fotografica. La consuetudine, nell’uso della macchina, mostra come Stefano Bianchi privilegi una esposizione, caratterizzata dalla massima chiusura del diaframma e dall’impostazione di tempi lunghi, alla ricerca di una maggiore definizione e profondità di campo. Se inoltre osserviamo come scelga prevalentemente, o di preferenza, carte ad alto contrasto e pellicole fotografiche di bassa sensibilità, nel voler inseguire un sempre più accentuato nitore chiaroscurale dei segni e delle ombre, ne emerge un comun denominatore, una necessità fondamentale che assurge a carattere espressivo.
La sospensione temporale e la cristallizzazione spaziale quasi ossessionano Stefano Bianchi che le ricerca in sé o le rappresenta nelle fotografie. Per tramite di un inconscio, quanto meditato processo di metaforizzazione per immagini, ogni evento osservato o vissuto matura si fissa nell’ ‘istante’ del fotogramma”.
Così avveniva in tempi in cui la fotografia digitale non era ancora nata e il processo chimico di impressionamento di carte e pellicole era parte integrante del “fotografare”, ma se molto di tutto ciò ai “nativi digitali” pare caratteristica antica di un vero “territorio dell’altrove”, nulla è cambiato, o meglio, tutto si è evoluto nella dimensione meditativa e di memoria generando, ad ogni scatto, una “sincronicità” fra eventi, in realtà reciprocamente distanti, sintomo ed effetto di una simultaneità vissuta al limite dell’immaginazione.
Stefano Bianchi, come lui stesso afferma, allora recava sempre con sé almeno una piccola macchina fotografica, facendone propria protesi organica e in onore del simpatico voyeurismo da lui dichiarato. Oggi potremmo ancora definirlo “portatore di fotocamera”, anche se ora sostituita frequentemente da un telefonino evoluto. La sua visione del mondo, permeata costantemente da un senso rarefatto di vuoto esistenziale, marca la vacuità, affermando-negando ogni volta e ancora all’infinito, un paradossale coincidere di presenza-assenza. Ogni scatto, ogni serie di scatti, quasi sequenza filmica, sono per lui “ricordi di viaggio”. Un viaggio indirizzato costantemente verso un “altrove” fatto di terre lontane e utopie casalinghe, volutamente e reciprocamente fungibili nell’invenzione del racconto.
Per lui ogni luogo, porzione di un paesaggio reale o immaginato che sia, è un’isola nel mare del tempo e, lungi dall’essere sempre identico a se stesso, come il sole che lo anima di luci ed ombre, muta ad ogni istante. Pur effimero nella sua identità fisica, nella visione e nella memoria di chi osserva porge la propria identità temporale e, con un espediente, possiamo trovare pacificazione alla nostra ansia esistenziale nel cogliere l’attimo fuggente, ritraendolo in una “istantanea”, anche se in quel frangente non abbiamo a disposizione un apparecchio fotografico, e non ci resta che memorizzarlo. Nel perpetuarlo, espandendolo o focalizzandolo così, anche solo mentalmente nell’ampiezza dell’angolo visivo di un obiettivo fotografico, come il Piccolo Principe di Antoine Saint-Exupéry, esercitiamo una affabulazione potente illuminata da un sole “intramontabile”. Il Piccolo Principe spostava la propria seggiola per godere di più tramonti, in breve successione temporale, grazie alla dimensione quasi nulla del suo pianeta. Un luogo minimo, questo, percorribile in un tempo altrettanto contratto si manifesta alla fine come una soglia verso l’ “altrove”, che ci introduce nell’universo di quei non luoghi di cui l’Utopia di Tommaso Moro costituisce il paradigma più noto. Come nell’isola dell’Utopia di Tommaso Moro il “non luogo” dell’esistenza coincide col confine che separa le acque interne, soggetto, da quelle esterne, oggetto; due estensioni contrapposte ma coincidenti nella condizione di alterità, ambedue pure visioni, vettori esistenziali atti a concederci illusione di corporeità. Lo sguardo “naviga” il mondo, ma sono i paesaggi dell’anima che lo popolano di sensazioni; se così non fosse, chiusi gli occhi, con la luce si spegnerebbe l’esistenza e i sogni naufragherebbero nel buio totale.
In “Utopia” nulla è come sembra mentre si riflette idealmente nel proprio opposto, occorre fermarsi al margine, sul confine fra invenzione e realtà per coglierne il senso...
Se da un lato, nell’accezione corrente, “utopico” significa tanto inesistente quanto irrealizzabile, paradossalmente ha sempre suscitato interesse più che concreto e una quantità invero sterminata di autori ne ha sviluppato il genere letterario, né mancano esempi anteriori allo stesso Tommaso Moro. L’utopia è caratterizzata dal ricorso alla finzione, utilizzando un artificio letterario per descrivere una società ideale in una geografia immaginaria, spesso inserita nella cornice di un racconto di viaggio, talvolta mascherato da cronaca e talaltra dichiaratamente di fantasia, anche se, va detto spezzando una lancia in favore della loro concretezza intellettuale, molte utopie, stilate fra il XVI e il XVII secolo, si inseriscono in una critica dell’ordine sociale allora esistente e in una volontà di riformarlo in profondità. Il paradigma narrativo della finzione è stato per certo un espediente che ha permesso agli autori di questi pamphlet di prendere le distanze dal loro presente per metterlo meglio in prospettiva ma, soprattutto, mettersi al riparo da censure o ritorsioni.

Michele Caldarelli - ottobre 2024

Cliccare sulle miniature per aprire le schede descrittive e ingrandire le immagini

CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
CLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINECLICCARE SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE

A corredo e completamento della rassegna fotografica virtuale, nel blog che l’accompagna, tratta da
fonti letterarie, viene strutturata una antologia commentata e in progress sui luoghi dell’utopia e i viaggi immaginari.

Cliccando sulle miniature verrete reindirizzati alle fonti in rete




Armeno Cristoforo (XVI sec.) “Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo dalla Persiana nell'Italiana lingua trapportato da Christoforo Armeno” 1557.
Il racconto ispirò Horace Walpole che coniò in Inglese il termine serendipity, utilizzandolo per la prima volta in una lettera indirizzata all'amico Horace Mann nel 1754. Serendipity costitusce un neologismo che, nel campo scientifico come in quello delle esplorazioni geografiche, sottolinea la casualità di una scoperta inattesa. (Serendip è l'antico nome di Ceylon, attuale Sri–Lanka)

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Abbott Edwin (1838 - 1926) “Flatland - a romance of many dimensions” - 1882
Un curioso racconto pubblicato anonimo da Edwin A. Abbott nel 1882 con l’intento (anche se per metà il racconto risulta una elegante satira di costume) di indicare una via che conducesse all’intuizione di dimensioni fisiche ulteriori alle tre euclidee, ben superando la didattica fine a se stessa. Flatland, come spiega il nome, è un mondo bidimensionale abitato da poligoni organizzati socialmente secondo una gerarchia strettamente dettata dalla regolarità e dal numero dei lati posseduti da ogni individuo. Il protagonista dell’avventura è, nella fattispecie, un quadrato facente parte, per la propria configurazione (si gioca qui con l’assonanza inglese di square e squire ) alla classe dei gentiluomini. Costui vive, nella seconda parte del libro, l’avvenimento centrale di tutto il racconto: poco prima dell'anno 2000 dell’era flatlandiese, la sua vita viene sconvolta da una apparizione che dà il via alle sue esperienze extradimensionali; una sfera appartenente al mondo tridimensionale gli si manifesta attraversando fisicamente il piatto mondo da lui abitato, dando inizio alla parte più significativa dell'artifizio narrativo di Abbott.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Aristofane commedie “Le nuvole - Nubibaggiania” 414 a.C.
Situata fra il cielo abitato dagli dei e la Terra abitata dagli uomini, questa città è circondata da mura di cotto, come Babilonia. Il suo popolo vive dei tributi degli uomini e degli dei, senza faticare; è un popolo costituito da tutti gli uccelli antichi signori del mondo e da uomini eletti che, mangiando una radice magica diventano alati.
Aristofane commedie “L’assemblea delle donne” 393 a.C.
Un luogo dove tutto il potere è alle donne e si pratica il comunismo dei beni di consumo e delle persone, un luogo dove se un uomo vuole fare all’amore con una donna giovane deve prima soddisfarne una anziana.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Adam Paul (1862 - 1920) “Lettres de Malaisie; roman” - 1898

L’autore non designa il paese del nulla come Thomas More, né una società futuribile ma individua la sua utopia negli interstizi geografici scegliendo un’isola in un arcipelago al largo della costa della Malesia. Nel racconto, un diplomatico spagnolo viene inviato a indagare su una rivolta nelle Filippine e scopre una colonia fondata nel 1843 secondo i principi comunisti: niente proprietà privata, niente commercio, niente denaro. “L’Oligarchia”, dei cittadini eletti per un anno, è revocabile. Lettres de Malaisie presenta una società scientificamente, tecnicamente e socialmente avanzata: libera sessualità delle donne, bassa mortalità, ecc. Tuttavia, questa utopia è ambigua perché la libertà sessuale si accompagna a un'orgia settimanale obbligatoria, l’uguaglianza proclamata ha finito per creare un’élite.


CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Alexander James Bradun (1831-1914) “The Lunarian Professor and His Remarkable Revelations Concerning the Earth, the Moon and Mars; Together with an Account of the Cruise of the Sally Ann” - 1909.
In questa invenzione di carattere onirico, l’autore racconta di un insettoide lunare che usa un dispositivo antigravità per viaggiare. Questi lo informa sulla vita altruistica a tre sessi sulla Luna, sulla futura storia della Terra, derivata da modelli matematici, sulla terraformazione di Marte, i cui canali sono stati costruiti per distribuire l’acqua su tutto il pianeta e altro ancora.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Andreä Johann Valentin, 1586-1654 “Reipublicae Christianopolitanae descriptio” - 1619
L’autore è stato un teologo tedesco, che sosteneva di essere l’autore di un antico testo noto come Chymische Hochzeit Christiani Rosencreutz una delle tre opere fondanti del Rosacrocianesimo. Il fulcro di questo movimento era la necessità di istruzione e l’incoraggiamento delle scienze come chiave per la prosperità nazionale. Ma come molti movimenti rinascimentali vagamente religiosi di quel periodo, le idee scientifiche promosse erano spesso venate di ermetismo, occultismo e concetti neoplatonici. “Christianopolis”, nella sua descrizione, era una città di 400 abitanti (in comunità di beni) ubicata nella zona antartica su un’isola ricca di campi di grano, pascoli, boschi e vigne oltre che animali. I suoi abitanti invero lavoravano molto poco mentre dovevano passare moltissimo tempo a pregare Dio.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Arrivabene Lodovico, ca. 1530-ca. 1597 “Il Magno Vitei” - 1597
Dal frontispizio: «In questo libro, oltre al piacere, che porge la narratione delle alte cauallerie del glorioso Vitei primo re della China, & del valoroso Iolao, si ha nella persona di Ezonlom, uno ritratto di ottimo prencipe, & di capitano perfetto. Appresso si acquista notitia di molti paesi, di varij costumi di popoli, di animali, sì da terra, & sì da acqua, di alberi, di frutti, & di simiglianti cose moltissime. Vi si trattano ancora innumerabili quistioni quasi di tutte le scienze più nobili, fatti di arme nauali, da terra, assedij, & assalti de varij luoghi, molte giostre, razze di caualli, & i loro maneggi. Funerali, trionfi, ragionamenti di soggetti, diuersi, auenimenti marauigliosi; & altre cose non punto discare a’ lettori intendenti».

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Bacon Francis, 1561-1626 “New Atlantis” - 1660
La “Nuova Atlantide” è una città situata su un’isola nel nord del Pacifico, governata da una tecnocrazia perfetta, la cui direzione è affidata all'accademia delle scienze denominata “Casa di Salomone”. La popolazione è costituita da una collettività di scienziati molto casti, finanziati dallo stato.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Bangs John Kendrick, 1862-1922 “Alice in Blunderland, an iridescent dream” - 1907
Alice in Blunderland, An Iridescent Dream è un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1907 da Doubleday, Page & Co. di New York, con illustrazioni di Albert Levering.
Si tratta di una parodia politica dei due libri di Alice di Lewis Carroll, Alice’s Adventures in Wonderland (1865) e Through the Looking-Glass (1871).
Si pone come critico nei confronti del collettivismo e di questioni economiche quali la tassazione, l’avidità aziendale e la corruzione. Invece di entrare nel Paese delle Meraviglie, Alice si ritrova in “Blunderland”, un luogo descritto come “Municipal Ownership Country”.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Barlow James Williams, 1826-1913 “The immortals’ great quest” - 1909
Scrittore di fantascienza irlandese costui è noto per aver scritto il romanzo Storia di un mondo di immortali senza Dio (1891) sotto lo pseudonimo di Antares Skorpios. L’opera fu ripubblicata nel 1909 come The Immortals’ Great Quest. L'autore presenta in forma di nota il resoconto del suo protagonista del suo viaggio su Venere, abitatoin 52 tomi da una vasta popolazione che vi risiede in uno stato di felice socialismo non cristiano per molte migliaia di anni.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Barnes Joshua, 1654-1712 “Gerania; a new discovery of a little sort of people, anciently discoursed of, called pygmies. With a lively description of their stature, habit, manners, buildings, knowledge, and government; being very delightful and profitable” - 1675
Barnes nacque a Londra, Istruito al Christ’s Hospital e all’Emmanuel College di Cambridge, ebbe la carica di Regius Professor di greco, una lingua che scrisse e parlò con facilità.
Scrisse Gerania; una nuova scoperta di un piccolo genere di persone, di cui si parlava anticamente, chiamate Pigmei (1675), un racconto stravagante, a cui Swift ‘s Voyage to Lilliput potrebbe dover qualcosa. L’opera è ambientata in India, dove una razza di pigmei vive all’interno di un’utopia comunitaria aperta e affabile con gli estranei.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Beauharnais Fanny comtesse de, 1737-1813 “Le somnambule: oeuvres posthumes en prose et en vers, ou l’on trouve l’histoire générale d'une isle très-singulière, découverte aux grandes Indes en 1784” - 1786
Fanny de Beauharnais (1737-1813), alias Marie Anne Françoise Mouchard de Chaban, fu moglie dello zio del generale Alessandro di Beauharnais primo marito della famosa Joséphine.
Prima della Rivoluzione fu vicina a molti letterati (Réstif de la Bretonne, Louis-Sébastien Mercier, Olympe de Gouges ). Tra i libri da lei pubblicati c’è “Il sonnambulo”, opera postuma, dove troviamo la storia generale di un’isola molto singolare scoperta nelle Grandi Indie.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Bell George William,  ( 1840? - 1907 ) “Mr. Oseba’s last discovery” - 1904
Dall’introduzione dell’autore: «... Essendo un individualista, un democratico dei democratici, sostengo che l’unità della società sia il suo fattore fondamentale e, mentre in quelle terre lontane, ho visto un vago riconoscimento di questa verità, ho anche visto una fusione della democrazia nel socialismo, che non è riuscita a soddisfare le mie definizioni. [...] Avevo sentito e letto che questa colonia era “sommersa dal socialismo” e “abbandonata alla falsità degli estremi”, così ho studiato la letteratura, mi sono mescolato alla gente, ho partecipato alle sedute parlamentari e ho preso appunti.[...] Ho scoperto che ciò che i disinformati chiamavano con disprezzo “Socialismo” consisteva principalmente in una serie di misure cooperative che sembravano promettere non un “socialismo senza nervi”, ma la più solida democrazia che la civiltà avesse mai prodotto.


CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Bellamy Edward, 1850-1898 “Equality”1898
Il protagonista scopre che nel mondo dell’anno 2000 la scrittura a mano è stata soppiantata dai dischi fonografici e i gioielli non sono più usati come status simbol poiché ormai privi di valore. Vede un dispositivo molto simile alla televisione, chiamato elettroscopio e scopre che la comunicazione è semplificata, tutti ormai usano una lingua universale oltre alla propria. Per viaggiare non utilizzano solo automobili, ma anche mezzi aerei privati. Tutti praticano il vegetarianesimo e il mangiare carne è visto con ripugnanza.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Benson Robert Hugh, 1871-1914 “Lord of the world” 1908
Il padrone del mondo (Lord of the World), è il titolo di un romanzo di fantascienza distopico e narra di un mondo attorno all’anno 2000, governato in pace da tre grandi potenze a carattere liberale, socialista e massonico, in cui i cattolici, ai margini della società, vengono infine sottoposti a persecuzione. L’autore contrappone un mondo evoluto dal punto di vista tecnologico e intellettuale, dominato dai principi dell’umanitarismo e il mondo della Chiesa in declino, caratterizzato dalla fede. (fonte wikipedia)

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Berington Simon, 1680-1755 “The adventures of Signor Gaudentio di Lucca Being the substance of his examination before the fathers of the Inquisition, at Bologna, in Italy. Giving an account of an unknown country in the midst of the desarts of Africa. Copied from the original manuscript in St. Mark’s library, at Venice. With critical notes by the learned Signor Rhedi. Translated from the Italian” - 1800
Uno dei primi romanzi sul tema del “Mondo perduto”, questo libro pubblicato in forma anonima e come una traduzione dall’italiano, si propone con intenti didattici e ipotizza come la razza che lo popola possa essere quella degli antichi egizi. Il protagonista trascorre gran parte della sua vita nel Mondo perduto di Mezzorania, nel profondo dell’Africa sconosciuta, e dominato dalla grande Città di Phor, la cui forma circolare è caratterizzata dalle strade principali che si irradiano dal Tempio centrale del Sole. Una reminiscenza della città ideale di Tommaso Campanella, Mezzorania è governata da principi illuminati.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE


Boccaccio Giovanni, (1313 - 1375) “Il paese di Bengodi” (in Decameron) - 1348-1351
Bengodi è una contrada del paese di Berlinzone, un luogo immaginario descritto nella III novella dell’ottava giornata del Decamerone: “Calandrino e l’elitropia”.
La descrizione viene fatta da Maso del Saggio che, insieme a Bruno e Buffalmacco, perpetrano una burla ai danni del credulone Calandrino. Un paese dove si trova in abbondanza l’elitropia, pietra che rende invisibili: «Maso rispose che le più si trovavano in Berlinzone, terra de’ Baschi, in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua.»

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Bretonne Nicolas-Edme Réstif de la (1734 - 1806) “La comune dei venti associati” - 1781
Una comune pensata “contro la malasorte e la corruzione del mondo” costituita da: un negoziante di stoffe, un merciaio, un mercante di chincaglierie, uno di coltelli, una modista, una sarta, un negoziante di biancheria, un vinaio, un panettiere, un macellaio, un calzolaio, un sarto, un chirurgo, un medico, un procuratore, un avvocato,un usciere, un cappellaio, un noleggiatore di carrozze, un orafo gioielliere... venti famiglie. Bretonne fu uno scrittore e giornalista francese, autore di romanzi libertini, saggi filosofici e resoconti di cronaca, e dal cui nome deriva il termine retifismo.
Bretonne viene ricordato anche per l’utopia di tipo socialista: “La Découverte australe...” - 1781 in cui descrive un popolo di ermafroditi eredi simbolici dell’uomo indiviso del Simposio di Platone. Fu uno dei rappresentanti più esemplari del secondo Illuminismo della fine del secolo, e un seguace delle posizioni edonistiche di Julien Offray de La Mettrie.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE


Buckingham J.S.
,
1786 - 1855 “Victoria” (in “National Evils and Practical Remedies, with the plan of a Model Town” 1848)
J.S. Buckingham stato un marinaio, parlamentare, scrittore, giornalista e viaggiatore britannico fu un parlamentare riformista in Gran Bretagna e un prolifico giornalista e autore.
In "National Evils..."
Con il suo progetto per la città modello di Victoria, auspica un "progresso della conoscenza", pur mettendo in guardia il lettore dai rischi di un'applicazione deviante delle conoscenze scientifiche. Fu membro del Parlamento dal 1832 al 1837, riformatore sociale e precursore del movimento delle città giardino.


Butler Samuel, 1835-1902 “Erewhon” 1872

Il termine erewhon è un anagramma della parola inglese nowhere. Il titolo è anche il nome del paese immaginario in cui si svolge l'azione. Nel romanzo, non è rivelato in quale parte del mondo si trovi. Allo stesso modo che nel titolo, anche dietro il personaggio di Ydgrun secondo alcuni si nasconderebbe, attraverso un semplice anagramma, quello della proverbiale Mrs. Grundy, che in molti paesi occidentali rappresenta in maniera icastica la società capitalistica e il dogmatismo borghese.



Cabet Etienne, 1788-1856 “Voyage en Icarie” 1840

Piuttosto di sopportare il clima soffocante della Parigi reazionaria, emigrò in Inghilterra dove, influenzato dalle teorie comunistiche e dalle realizzazioni pratiche di Owen maturò e scrisse la sua opera più importante, Il Viaggio in Icaria, che fu fatta circolare in edizione clandestina nel 1840. Nel 1842 l'opera fu pubblicata ufficialmente ed ebbe subito successo, tanto che ne furono stampate cinque edizioni e fu tradotta in diverse lingue.


Campanella Tommaso La Città del sole” 1623

Campanella fu autore di un'importante opera di carattere utopico, ovvero La città del sole. Nella Città del Sole egli descrive una città ideale, utopica, governata dal Metafisico, un re-sacerdote volto al culto del Dio Sole, un dio laico proprio di una religione naturale, di cui Campanella stesso è sostenitore, pur presupponendo razionalmente che coincida con la religione cristiana. Questo re-sacerdote si avvale di tre assistenti, rappresentanti i tre concetti primari su cui si incentra la metafisica campanelliana: Potenza, Sapienza e Amore. In questa città vige la comunione dei beni e la comunione delle donne. 

Casanova Giacomo,“Il paese dei megamicri” (in “Icosameron”) 1788

Nel 1788 Giacomo Casanova pubblica il suo Icosameron nel quale i protagonisti, Édouard ed Élisabeth, raggiungono i Megamicri, aborigeni abitanti del Protocosmo, all’interno del globo terrestre, e qui restano per 80 anni. A questo regno si accede dalle montagne della Slovenia ed è una sorta di isola galleggiante rischiarata da un globo metallico, una sorta di piccolo sole che emette luce rosata. Gli abitanti, esseri ermafroditi ovipari sono molto piccoli, alti una trentina di centimetri. Parlano in una lingua composta unicamente da vocali. Il racconto di Casanova , nel suo insieme, è estremamente verboso e ricco di particolari descrittivi che impegnano il lettore ad uno sforzo immaginativo non indifferente e che facilmente si perde nei particolari.

Déjacque JosephUmanisferio” 1858

L'Humanisphère : Utopie anarchique è il  testo più conosciuto di Déjacques, ripetutamente editato nel corso del ventesimo secolo. Conosciuto più all'estero che in patria, nonostante il successo del neologismo da lui creato, Joseph Déjacque ha suscitato nuovo interesse dall'immissione in rete di tutti i suoi principali lavori, liberamente disponibili. 

Marchese de Sade,“Butua e Tamoé” (in “Aline et Valcour”) 1807 

Aline e Valcour ovvero il romanzo filosofico (in originale Aline et Valcour, ou le Roman philosophique) è un romanzo epistolare scritto dal Marchese de Sade e pubblicato per la prima volta nel 1793; la vicenda contrappone la realtà di un brutale regno africano dalle crudelissime leggi con un'isola paradisiaca situata in Oceania nel sud dell'Oceano Pacifico conosciuta come Tamoé e guidata dal saggio re-filosofo Zame.

Doni Francesco, “Il mondo savio e pazzo” (in “I mondi”) 1552
I mondi (noto anche come Mondi celesti, terrestri e infernali e I Mondi del Doni) è un romanzo filosofico-satirico e utopico di Anton Francesco Doni, pubblicato a Venezia in due parti nel 1552-1553.L'opera assume la forma del dialogo rinascimentale, alternando prosa e inserti poetici. I mondi fu più volte ristampato fino alla fine del secolo e tradotto in francese. Doni è considerato un precursore della fantascienza italiana grazie alla descrizione di una città ideale circolare e a temi utopici ispirati all'Utopia di Tommaso Moro, di cui lo stesso Doni aveva curato la pubblicazione a Venezia pochi anni prima, nel 1548.

Evemero da MessinaPancaia” 297 a.C.

Nel I libro, Evemero raccontava di essere partito dall'Arabia per dirigersi in esplorazione nell'Oceano Indiano. Persa la rotta, la spedizione approdò in vista di un arcipelago di cui l'isola principale era Pancaia o Iera. Seguiva una descrizione dei mirabilia dell'isola, notevole per i suoi aspetti naturali e per le particolari usanze religiose degli abitanti. Iera-Pancaia, un'isola sacra ricca di alberi di incenso ed altre essenze vegetali adatte ai sacrifici ed ai riti religiosi, era larga quasi 36 chilometri ed aveva a poca distanza un altro isolotto che fungeva da cimitero reale. I Pancei erano non solo indigeni, ma anche di provenienza orientale, come Oceaniti ed Indiani, nonché Sciti e Cretesi (quindi popoli di grande saggezza) ed abitavano nella capitale, Panara, che aveva leggi proprie e non era retta da un sovrano, ma da tre magistrati annuali, che si occupavano della giustizia ordinaria coadiuvati dai sacerdoti. A 10 chilometri da Panara era stato eretto, in una pianura, il tempio di Zeus Trifilio, ossia delle tre tribù primitive dell'isola, i Pancei, gli Oceaniti ed i Doi. La zona del tempio, descritta con dovizia di particolari, era ricchissima di flora e fauna, così come notevole era il tempio, lungo 60 metri ed al quale si accedeva tramite un viale lungo 720 metri e largo 30. Dominava la piana il monte Olimpo Trifilio, sede dei primi abitatori dell'isola e di osservatori astronomici naturali. Oltre a Panara, l'isola aveva come città notevoli Iracia, Dalis ed Oceanis.




Fénelon François de Salignac de La Mothe, 1651-1715 “Salente” e “Betique” (in “Les aventures de Télémaque” 1699?)
“Le avventure di Telemaco” fu scritto e pubblicato principalmente per la corte reale, in particolare per il duca di Borgogna che era il figlio del delfino di cui Fénelon era appunto tutore. Questo romanzo, espressione di morale e politica, caratterizzato dalla presenza di molteplici elementi epici, provocò inizialmente un forte senso di vergogna a corte nei confronti di Fénelon, solo per poi essere riconosciuto come il romanzo che decretò la sua fama. Il successo dell’opera è giustificato per una buona ragione: Fénelon racconta le avventure di Telemaco accompagnato da Mentore (guidato a sua volta da Minerva), con il pretesto di trasmettere un insegnamento morale e politico che all’epoca durante il regno di Luigi XIV, fu visto come una satira. Vi è quindi una critica implicita all’assolutismo di Luigi XIV e una chiara presa di posizione a favore del diritto naturale, in opposizione della legge divina. Da questo punto di vista, il lavoro di Fénelon ha avuto una profonda influenza nel porre le basi di un particolare pensiero filosofico del XVIII secolo, quello dell’Illuminismo. Pertanto, Montesquieu lo definì come il “libro divino di questo secolo” e ne fu ispirato, adottando lo stesso processo di distacco nella sua opera “Lettere persiane”.


CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE



Camille Flammarion,  “Les terres du ciel; voyage astronomique sur les autres mondes”.Le terre del cielo... 1877  Camille era il fratello di Ernest Flammarion (1846-1936), fondatore del gruppo editoriale francese Groupe Flammarion. Iniziò la sua carriera come astronomo nel 1858 come collaboratore dell'Osservatorio di Parigi. Nel 1883 fondò un osservatorio astronomico a Juvisy-sur-Orge.
In questo libro Flammarion resta fedele a quanto già asseriva nel 1862, quando pubblicò il suo primo lavoro La Pluralité des mondes habités, il fondamento di tutta la sua dottrina sulla possibilità dell’esistenza di altre forme di vita al di fuori della Terra.
Se la parte strettamente scientifica del testo è ormai in parte superata dalle più moderne scoperte nel campo dell'astronomia, questo libro resta attuale nel documentare la sua grande passione nei confronti della storia naturale e dell’astronomia che coltivò per tutta la vita con intensa dedizione divulgativa.


Foigny Gabriel de, (1630 ca. - 1692) “Voyage de la terre australe par Mr. Sadeur. Avec ses avantures dans la découverte de ce pays jusques icy inconnu & les particularités du sejour qu’il y fit pendant trente-cinq ans & son retour. Contenant les coutumes et les moeurs des Australiens, leurs religions, leurs exercices, leurs études, leurs guerres, les animaux particuliers de ce pays & toutes les raretés curieuses qui s'y trouvent” - 1695
Un romanzo utopico scritta da Gabriel de Foigny contenente la descrizione della Terra australe fino ad allora sconosciuta e dei suoi usi e costumi da parte del protagonista, Mr. Sadeur, partendo dagli avvenimenti che qui lo condussero e proseguendo con le particolarità del suo soggiorno che vi fece per oltre trentacinque anni, concludendo poi col suo ritorno. Come la Histoire des Sevarambes di Denis Vairasse, questa storia fa riferimento al mito dei Territori del Sud. Durante il suo viaggio scoprì questa isola popolata da esseri ermafroditi; conforme allo stereotipo del genere utopico descrive urbanistica geometrica, assenza di proprietà privata e società improntata sull’egualitarismo e fedele ad una religione deista non imposta. A differenza di altre utopie, questo racconto ritrae una società ideale che deve la sua vitalità solo alla natura specifica dei suoi abitanti: hanno entrambi i sessi, non si vestono e vivono in assoluta razionalità, senza desideri o passioni violente.
Dato il contenuto particolare dello scritto, per sfuggire alle critiche, Foigny si identifica come il traduttore e non l'autore dell'opera...


CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE




Fourier Francois-marie-Charles, (1848 - 1926) "La Società di Armonia" in varie opere: “Theorie de quatre mouvements” - 1808 o “Traitè de *l'Association domestique agricole” 1822 e “Nouveau monde industriel et societaire” 1829.
Le radici del suo pensiero, che si può definire progressista se non rivoluzionario, sono da ricercarsi nell'Illuminismo e in particolare in Jean-Jacques Rousseau, soprattutto nel considerare la parità tra uomo e donna e nel nuovo metodo pedagogico, che dovrebbe favorire lo sviluppo libero e creativo dei bambini tramite la scoperta dei loro istinti individuali. Fourier pensava che lo sviluppo dell'umanità attraversasse sette stadi differenti. Egli affermava che l'umanità si trovasse attualmente tra il quarto periodo (la barbarie) e il quinto (la civiltà). A questi periodi seguiranno, poi, il garantismo e l'armonia. L'antropologia fourierista immagina che gli uomini siano guidati da 12 passioni: sensitive: vista, udito, tatto, gusto e odorato - cardinali o affettive: onore, amicizia, amore e familismo - distributive: cabalista (il gusto dell'intrigo), alternante o sfarfallante (il gusto per il cambiamento) e composita (la passione per l'esaltazione). Il pensiero di Fourier affermava che attenzione e cooperazione erano i segreti del successo sociale, e che una società i cui membri cooperassero realmente avrebbe potuto vedere un immenso miglioramento della propria produttività. I lavoratori sarebbero stati ricompensati per la loro opera secondo il loro contributo, con un bonus per chi avesse scelto un lavoro negletto dai più, come la nettezza urbana. Queste comunità, da lui denominate falangi, sarebbero state basate su strutture di abitazioni comuni chiamate falansteri. (fonte wikipedia)


     



Anatole France,  “Sur la pierre blanche”  (Sulla pietra bianca, un romanzo filosofico, storico e speculativo pubblicato per la prima volta su L'Humanité e poi nel 1905 da Calmann-Lévy . L'autore, principalmente scrivendo in forma di dialoghi filosofici, auspica la possibilità di una creazione degli Stati Uniti del mondo. Descrivendo una società ideale proietta nell’anno 2270, immagina un'incontrotra il proconsole di Achea, Gallione, e l’apostolo Paolo nella città di Corinto. Il proconsole e i suoi amici, filosofi e intellettuali, hanno discusso del futuro dell'Impero Romano e del successore del dio Giove. Immagina un mondo post-capitalista, collettivista, in cui la proprietà privata dei mezzi di produzione è stata abolita, come sostenuto dalla dottrina marxista. Un mondo pacifico e razionale, dove Europa, Africa, America e Oceania formano grandi blocchi politici non più divisi in nazioni più piccole.




Gentleman Francis,  “A trip to the moon containing an account of the island of Noibla”  1764 - 1765
Francis Gentleman, attore, critico, scrittore e autore teatrale, Irlandese di nascita, visse e lavorò a lungo in Inghilterra dove con lo pseudonimo di Humphrey Lunatic scrisse: A Trip to the Moon: Containing an Account of the Island of Noibla, its Inhabitants, Religious and Political Customs... Con questa opera intese imitare, facendo parodia, con notevole sarcasmo, dei viaggi fantastici di Cyrano de Bergerac e non solo. Questo testo venne ripubblicato (postumo nel 1808) con lo pseudonimo di  Nicholas Lunatic, in: Satiric Tales: Consisting of a Voyage to the Moon: All the Tailors; Or, the Old Cloak: And the Fat Witch of London.

Godwin Francis, 1562-1633 “The strange voyage and adventures of Domingo Gonsales, to the world in the moon” 1638

Prozio di Jonathan Swift, scrisse The Man in the Moone, or a Discourse of a Voyage thither, by Domingo Gonsales, si suppone, attorno al 1620, Questo libro fu però pubblicato postumo nel 1638. Nella sua opera Godwin dichiara non solo di credere nel sistema copernicano ma fa propri i principi delle leggi gravitazionali supponendo che il peso corporeo decresca in funzione della distanza del soggetto dalla Terra.  Domingo Gonzales, eroe del romanzo, fra le varie curiosità, scopre che tutti, a differenza dei terrestri, parlano una stessa lingua che non consiste di parole e di lettere, ma di strani toni. È infatti un linguaggio musicale. Gonzales pensa che sia facile inventare una lingua simile, agevole da apprendere, e che ugualmente facile sia costruire qualunque altra lingua del Mondo fatta solo di toni e di note. Lo scritto, ricco di invenzione e conoscenza influenzò John Wilkins per il suo The discovery of a world in the Moone. Entrambi furono tradotti in francese e imitati in molti contenuti da Cyrano de
Bergerac mentre Jonathan Swift vi si ispirò per il viaggio di Gulliver a Laputa.

Guevara Antonio de, scrittore e vescovo spagnolo (1480 - 1545) descrive "Il paese dei Garamanti" 1527 (in "Llamado relox de los principes..." - qui linkato nella traduzione inglese del 1568). Un paese situato dall'altra parte dei monti Rifei, catena montuosa dal XVI secolo in poi spesso associata agli Urali ma la cui identità originaria in epoca classica rimane incerta. Sia le Alpi sia i Carpazi, sono stati anch'essi suggeriti come possibili ispirazioni reali.
Presso i Garamanti i figli non devono aggiungere leggi a quelle lasciate dai loro padri. Le donne (a 40 anni) e gli uomini (a 50 anni) vengono uccisi per evitare che diventino vecchi (curiosa anticipazione di quanto accade nel film "La fuga di Logan". Logan's Run, un film di fantascienza del 1976, diretto da Michael Anderson, tratto dal romanzo omonimo di William F. Nolan e George Clayton Johnson. È considerato un film di culto, con la sua miscela di sociologia, fantascienza ed allegoria ad ampio raggio che ha ispirato una serie televisiva omonima negli anni 1977-1978 e altre opere derivate nei media.

James Harrington (1611 – 1677) è stato un teorico politico inglese noto per i suoi contributi al pensiero repubblicano classico. È noto soprattutto per "The Commonwealth of Oceana" (1656), un'esposizione di una costituzione repubblicana ideale concepita come modello costituzionale per la repubblica inglese emersa in seguito all'esecuzione di Carlo I d'Inghilterra nel 1649.
Nel suo libro Harrington usa una semplice analogia, spesso chiamata la sua metafora della "torta", per spiegare come un sistema politico equo possa bilanciare l'interesse personale e il bene comune allo stesso tempo. "Due di loro hanno ancora una torta da dividere, che è stata data loro. Affinché ciascuno di loro abbia ciò che gli spetta, uno dice all'altro: "Dividi, e io sceglierò; oppure lascia che io divida, e tu sceglierai". Se ci si mette d'accordo una sola volta, è sufficiente; perché chi divide in modo ineguale perde, in quanto l'altro prende la metà migliore; perciò divide in parti uguali, e così entrambi hanno diritto."

Hertzka Theodor, (1845–1924), economista e giornalista ungherese, nato a Budapest, curò la sezione economica della Neue Freie Presse dal 1872 al 1879, quando fondò e divenne redattore della Wiener Allgemeine Zeitung. Nel 1889 fondò e divenne redattore del settimanale Zeitschrift fuer Staats- und Volkswirtschaft e nel 1901 fu nominato redattore capo del quotidiano di Budapest, Magyar Hirlap. Il libro che più gli dette fama fu "Freiland, ein sociales Zukunftsbild 1890 ("Freeland, a social anticipation" 1891): la rappresentazione di una utopia di libero mercato, ambientata nell'odierno Kenya.
Hertzka propose in questo libro una soluzione ai problemi della società attraverso la creazione, di uno stato modello, costituito da una serie di comuni agricole, organizzate in modo da evitare gli svantaggi sia del sistema capitalista che di quello comunista. Hertzka fondò anche un movimento internazionale per realizzare il suo piano e nel 1893 una missione, purtroppo senza riuscirvi, si recò in Africa per reperire terre per la colonizzazione.


Hilton James “Orizzonte perduto” 1933 (romanzo ripreso, discostandosi dalla trama, nel  film di Frank Capra - 1937) .
Nel romanzo viene descritto "Shangri-la" un luogo racchiuso nell'estremità occidentale dell'Himalaya nel quale si vedono meravigliosi paesaggi, e dove il tempo si è quasi fermato, in un ambiente di pace e tranquillità. Shangri-La è organizzato come una comunità lama perfetta, professante però non il buddhismo ma il cristianesimo nestoriano.... un racconto ispirato dalle letture delle memorie dei gesuiti che avevano soggiornato in Tibet e tramandate le tradizioni legate al Kalachakra, in cui si descrive il mitico regno di Shambhala. In questo luogo governavano con equità e saggezza numerosi anziani che erano depositari di un modo di vivere sano ed impostato sulla fratellanza tra gli uomini ed il creato, con una notevole somiglianza con lo stile di vita buddhista. Nel romanzo, l'autore cita il territorio a nord del Ladakh, oggi noto come Aksai Chin, comprendente la catena del Kun Lun e l'altopiano delle Aksai Chin, una regione tra le più inospitali e meno abitate del pianeta, presso l'attuale confine indo-cinese, ricco di vette alte tra i 5.000 ed i 7.000 m. Il luogo geografico più simile a quello descritto da Hilton, è il territorio di Diqing dove, nel 2001, il governo cinese allo scopo di incentivare il turismo ha ribattezzato la contea di Zhongdian con il nome di  Shangri-La.


Howells William Dean,  scrittore e critico letterario statunitense (1837 – 1920) "A Traveler from Altruria" (1894).
Un viaggiatore da Altruria è un romanzo utopico di William Dean Howells . Fu pubblicato inizialmente a puntate su The Cosmopolitan tra il novembre 1892 e l'ottobre 1893, e infine in volume da Harper & Brothers nel 1894. Il romanzo è una critica al capitalismo sfrenato e alle sue conseguenze, nonché all'Età dell'Oro .
Ispirata da questo racconto Altruria è stata anche realmente
fondata dal ministro unitariano Edward B. Payne (1847–1923) e da trenta suoi seguaci vicino a Santa Rosa, in California, nell'ottobre del 1894... Altruria prosperò solo per pochi mesi.





Howard Ebenezer, Sir, “Garden cities of to-morrow” 1902

La città giardino è un modello di pianificazione urbanistica in cui i quartieri e gli isolati sono circondati da "cinture verdi", che contengono aree proporzionate di residenze, industrie e agricoltura. L'idea fu avviata nel 1898 da Ebenezer Howard nel Regno Unito e mirava inizialmente a cogliere i benefici primari di un ambiente di campagna e di un ambiente urbano, evitando gli svantaggi presenti in entrambi. Il concetto di Howard ispirò la costruzione di molte città giardino in tutto il mondo.

Huxley Aldous, "Brave New World" (Il mondo nuovo) è un romanzo distopico di Aldous Huxley pubblicato nel 1932. In questo stato mondiale futuristico, i cittadini sono geneticamente modificati creando una gerarchia sociale fondata sull'intelligenza. In questo romanzo vengono anticipati i futuribili progressi raggiungibili nella tecnologia riproduttiva mentre vengono praticati l'apprendimento durante il sonno e la manipolazione psicologica delle menti finalizzata al condizionamento.
Brave New World è stato frequentemente censurato e contestato sin dalla sua pubblicazione originale. È finito nella lista dell'American Library Association dei 100 libri più censurati e contestati del decennio da quando l'associazione ha iniziato la lista nel 1990.



Iambulo "L'isola fortunata" 135 a.C.
Iambulo scrisse un'opera classificabile come un romanzo di viaggio e utopistico. Questo suo lavoro non è stato tramandato e ne resta solo un lungo estratto nella "Biblioteca historica" di Diodoro Siculo (II, 55-60 ) Nel racconto Iambulo riferisce di essere stato catturato dagli Etiopi mentre commerciava nell'Arabia meridionale e da questi abbandonato in mare su una barca come una specie di sacrificio espiatorio. Arriva su un'isola sconosciuta nell'Oceano Indiano, un luogo ideale popolato da indigeni alti, glabri, di grande bellezza e provvisti di lingua biforcuta utile ad avere due conversazioni allo stesso tempo. Costoro sono molto longevi, tanto che, giunti ad un'età prestabilita, si tolgono la vita; le donne sono in comune ed i bambini vengono allevati da tutte le nutrici.
L'isola di Iambulo è identificata da alcuni autori con lo Sri Lanka, anche se gran parte della descrizione è pura finzione. Luciano di Samosata lo menzionò, nell'introduzione alla "Storia vera" come un tipico autore di resoconti fittizi di terre straniere.

La "Biblioteca historica" è un'opera di storia universale scritta da Diodoro Siculo che Consisteva di quaranta libri, suddivisi in tre sezioni.


Johnson Charles, 1724-1731 "Libertalia" in  "A general history of the pyrates", (Storia generale dei Pirati, dal loro primo insediamento sull'isola di Providence al XVIII secolo. Contenente straordinari combattimenti e avventure di numerosi personaggi fra i quali anche due piratesse: Mary Read and Anne Bonny. Pubblicato a Londra nel 1724 da T. Warner. Libro scritto dal Capitano Charles Johnson ma da alcuni esegeti attribuito a Daniel Defoe.
Libertalia era una leggendaria colonia anarchica fondata da un gruppo di pirati sotto il comando del capitano Henry Avery, verso la fine del seicento. Descritta come una enclave nella regione settentrionale del Madagascar, in posizione strategicamente nascosta per tutti i pirati che desideravano vivere in sicurezza e armonia dopo essersi ritirati dalla loro carriera criminale, duro' circa venticinque anni.

La Mettrie Julien Offray, de, 1709-1751 “L’homme machine” 1748

La Mettrie sviluppò dottrine caratterizzate da forte riduzionismo biologico e sensismo, e con argomentazioni originali, come L'uomo macchina (1747) e L'uomo pianta, trattati di carattere eminentemente materialistico. Nel primo, di gran lunga il più noto tra i suoi testi, egli si dichiara contrario ad ogni tipo di metafisica e sostiene che enti e principi spirituali siano inutili. Per l'autore l'uomo è un "apparato meccanico", una vera e propria "macchina". Anche l’anima, in quanto sorgente vitale dell'uomo, è definita un semplice "principio di movimento".

Lehar Franz, "La vedova allegra" 1905 (Die lustige Witwe) è un'operetta in tre parti di Franz Lehár, su libretto di Victor Léon e Leo Stein, dalla commedia L'Attaché d'ambassade di Henri Meilhac (1861). Debuttò con enorme successo al Theater an der Wien a Vienna il 30 dicembre 1905 con la boema Mizzi Günther, soprano di operetta, ed il tenore viennese Louis Treumann sotto la direzione del compositore. (eccovi il link per ascoltare la versione rappresentata nel 1957 da Wilma LIPP - soprano, Sonja MOTTL - soprano, Peer GRUNDÉN - tenore, Rudolf CHRIST - tenore,  accompagnati dalla Orchester der Staatsoper Wien diretta da Anton PAULIK )
La Vedova Allegra racconta la storia di Sonia di Marsovia, seducente vedova del ricco Sidor Sedoya. Poiché gran parte del patrimonio ereditato da Sonia dal defunto marito è costituito da ipoteche sul palazzo del Re di Marsovia e sui gioielli della Regina, è di vitale importanza per il futuro della Marsovia che Sonia si risposi con un marsoviano. Dopo una serie di divertenti peripezie, il vero amore e il patriottismo trionfano. La Marsovia è salva e, nella migliore tradizione delle fiabe, vissero tutti felici e contenti.
Il regno di Marsovia  è caratterizzato da  boschi con ninfe e ridenti campagne attorno alla capitale, una graziosa cittadina con una magnifica rocca, e questa operetta costituisce l'esempio più tipico delle utopie "leggere" della "belle epòque europea.

Mantegazza Paolo, “L'anno 3000” 1897
L'anno 3000  è un romanzo satirico fantapolitico del 1897 di Paolo Mantegazza. È considerato uno dei precursori ottocenteschi della fantascienza italiana. Fu scritto come reazione al best seller statunitense del 1888 Guardando indietro, 2000-1887 di Edward Bellamy (che era stato tradotto in italiano dal 1890), e analogamente a tale romanzo è un immaginario viaggio in cui è descritta una società ideale del remoto futuro, una utopia tecnologica in cui i maggiori problemi del mondo sono stati risolti dalla scienza e le vecchie ideologie superate. In opposizione all'utopia socialista di Bellamy, il Sogno di Mantegazza ha un carattere satirico e antisocialista. Espone idee che nei decenni successivi diverrano fonte di dibattito come pacifismo, internazionalismo, eugenetica, controllo demografico, libertà sessualefarmacologica umana e animale.


More Thomas, Saint,  “Utopia” 1548

Per la scrittura di questo romanzo, in cui è descritto il viaggio immaginario di Raffaele Itlodeo (Raphael Hythlodaeus nell'originale) in una fittizia isola-repubblica, abitata da una società ideale, Tommaso Moro si è particolarmente ispirato all'opera La Repubblica del filosofo greco Platone, anch'essa scritta in forma dialogica. In Utopia, come nell'opera sopracitata, si ha il progetto di una nazione ideale e vengono trattati argomenti come la filosofia, la politica, il comunitarismo, l'economia, l'etica e, più specificatamente, l'etica medica.

Platone "Repubblica" (380 e il 370 a.C)
L'opera ruota intorno al tema della giustizia. Il filosofo è il solo conoscitore della verità, dunque ancora più portato a governare saggiamente. Uno spaccato della multiforme politica greca, composta da aristocrazia, oligarchia e democrazia. Necessita che il filosofo puro comandi, poiché ogni forma di governo dell'uomo, da un inizio positivo, cade nella corruzione. Tali governi inoltre hanno sempre disprezzato il filosofo, ponendo il volgo ignorante a odiarlo e sbeffeggiarlo, preferendo la schiavitù. Tali principi sono esposti da Socrate nell'"allegoria della nave", (libro VI): Socrate chiede ad Adimanto di immaginare una nave il cui capitano, pur essendo più alto e forte di tutti gli altri marinai, è mezzo sordo, mezzo cieco e ignorante in quanto a navigazione. Su questa nave, i marinai pregano a turno il capitano di essere nominati timoniere, cercando di convincerlo delle proprie capacità e uccidendo i propri rivali; chiunque sia nominato timoniere, però, dopo aver stordito il capitano con sonniferi o alcolici, si appropria del comando della nave e passa il tempo a gozzovigliare e favorire i propri amici, mentre il vero timoniere viene deriso da tutti i marinai.



Gabriel Plattes, “Descrizione del famoso Regno di Macaria"  1641 un'opera di narrativa ambientata nel XVII secolo. Il romanzo, strutturato in forma dialogica, esplora il governo, la struttura sociale e la prosperità di un regno utopico chiamato Macaria, mettendo in luce le sue leggi esemplari e il benessere dei suoi cittadini. I suoi contenuti riflettono lo spirito dell'età moderna, un periodo caratterizzato da esplorazioni, dibattiti filosofici e possibili riflessioni sulla riforma sociale. La narrazione si sviluppa attraverso la conversazione tra uno studioso e un viaggiatore che condivide le sue conoscenze su Macaria. Il viaggiatore descrive l'eccellente governo che contribuisce all'armonia, alla salute e alla ricchezza del regno, delineando i vari consigli che sovrintendono all'agricoltura, alla pesca, al commercio e alle attività di colonizzazione. Questi consigli garantiscono il benessere collettivo dei cittadini, con leggi concepite per promuovere la collettività e scoraggiare le malefatte. Inoltre, il viaggiatore sottolinea l'importanza del clero istruito, che svolge un duplice ruolo di guaritore spirituale e fisico, contribuendo al benessere della comunità. Attraverso la loro discussione, l'opera critica la governance europea contemporanea, sostenendo al contempo l'adozione dei principi di Macaria come modello per il miglioramento della società. (fonte Progetto Gutemberg)

Albert Robida, (1848 - 1926) “Voyages très extraordinaires de Saturnin Farandoul - Le roi des singes” - 1879
Robida figlio di un falegname, abbandona gli studi per dedicarsi alla caricatura ed esercita la professione presso varie riviste. Nel 1880 fonda la sua propria rivista ‟La Caricature” che dirigerà per 12 anni. Illustra anche opere di divulgazione e classici della letteratura: da Villon a Shakespeare, le “Mille e una notte” e una divertita storia delle case chiuse. La fama gli arriva con la pubblicazione della sua trilogia di romanzi d’anticipazione/fantascienza: “Le Vingtième Siècle” (1884). Robida, in questi, propone invenzioni utili nella vita quotidiana ed immagina gli sviluppi sociali che ne derivano. Sulle orme di Jules Verne, Robida si dedica anche alla letteratura ambientata in esotici e lontani paesi del Pacifico. Fra questi ‟Le roi des singes” in cui il bambino Saturnino, solo nell’oceano a causa del naufragio di un veliero, approda su un’isola abitata da grandi scimmie che lo accolgono, lo allevano come loro e lo istruiscono. In età adulta abbandona l’isola e va per mare dove viene catturato da Lombrico, il capitano del veliero Bella Leocadia…


CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

Sannazaro Jacopo, 1458-1530 “Arcadia

L'opera ha un impianto molto semplice ed eminentemente statico e lirico più che narrativo in senso stretto. La storia dura 6 giorni, dal 20 al 25 aprile (le feste di Pale). Il protagonista è lo stesso Sannazaro che, sotto il nome del pastore Sincero, narra in prima persona la propria vita in Arcadia, una regione impervia della Grecia dove, come volevano le fonti classiche, i pastori vivevano felici e non facevano altro che pascolare animali e cantare inni con zufoli e zampogne. Leggendo, tuttavia, si scopre che Sincero non è arcade ma  napoletano rifugiato in Arcadia tra i pastori, il quale, al termine della storia, dopo un brutto sogno, viene guidato da una ninfa in una caverna sotterranea e rispunta a Napoli dove apprende la morte della donna amata. Qui si conclude la storia. 

Swift Jonathan, 1614-1672 “Gulliver's travels” 1726

È forse il più famoso, e tradotto, libro di viaggi immaginari. Lo diamo qui linkato nelle versioni inglese e francese, seguito dal "Nuovo Gulliver" (1730) o sia Viaggio di Giovanni Gulliver figliuolo del capitano Gulliver. Tradotto da un manoscritto inglese nella lingua francese. Dall'abate Desfontaines, Pierre-François Guyot (1685-1745) qui riportato nella traduzione italiana

"Gulliver's travels"

nella versione inglese di Jonathan Swift con 
"A voyage to Lilliput" - "A voyage to Brobdingnag"
"A voyage to Laputa, Balnibarbi, Luggnagg, Glubdubdrib, and Japan" e "A voyage to the country of the Houynhnms"

   

nella versione francese tradotti da Desfontaines, Pierre-François Guyot

       

"Nuovo Gulliver"
(i viaggi del capitano Giovanni Gulliver, figlio di Lemuel)
scritto dall'abate Desfontaines, Pierre-François Guyot tradotto nella versione italiana

   

Tyssot de Patot, SimonVoyages et aventures de Jacques Massé” 1710

In Voyages et Aventures de Jacques Massé, pubblicato nel 1714, Tyssot de Patot inviò i suoi eroi in un paese immaginario situato vicino al Sudafrica. Sebbene il libro non si spingesse molto oltre i confini delle tradizionali utopie dell'epoca, includeva tuttavia "fossili viventi", uccelli giganti e una strana flora sopravvissuta alle ere preistoriche, rendendolo probabilmente uno dei primi romanzi moderni ambientati nel mondo perduto.

Vairasse (Veiras) Denis, (1630-ca. 1696) “Histoire des Sevarambes: peuples qui habitent une partie du troisiéme continent, communément appellé la Terre Australe: contenant une relation du gouvernement, des Moeurs, de la religion, & du langage de cette nation, inconnuë jusques à present aux peuples de l'Europe” - 1675
Vairasse, nato in una famiglia ugonotta, fuggito dalla Francia anche per evitare le persecuzioni religiose, in Inghilterra divenne notevolmente famoso per “The History of the Sevarites or Sevarambes”, pubblicato in prima edizione a Londra nel 1675, e poi in francese (ad Amsterdam, per evitare la censura) nel 1678. Il romanzo fu poi rimaneggiato ed accresciuto dall’autore in edizioni successive, sia in inglese che in francese.
Si tratta di una presunta veridica relazione di viaggio di un certo capitano Siden nella Terra Australe, un paese immaginario comprendente l’Australia ed altri territori fino alla Terra del Fuoco. L’opera fu considerata vera da molti e perfino recensita nel 1679 dal “Journal de sçavans” (più tardi chiamato Journal des savants) il primo giornale scientifico pubblicato in Europa.
Il paese dei Sevarambi fu in realtà immaginato da Variasse come un continente utopico, utilizzato per attuare delle critiche filosofico-politiche alle religioni rivelate. Immaginò un governo e una società imperniati sul pensiero libertino e il razionalismo proto-illuminista inglese. Quest’opera, fu considerata in ambito illuminista come romanzo filosofico e fu tradotto in diverse lingue, anche in italiano nel 1728.


CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE


Wilkins John, 1614-1672 “A discourse concerning a new world and another planet” 1640

Wilkins, vescovo di Chester, fu rettore del Wadham College di Oxford, dove istituì un laboratorio; venne eletto segretario della Royal Society nel 1662. Scrisse numerose opere di cosmologia e un trattato in cui vengono descritti prodigi meccanici. Il suo romanzo protofantascientifico The Discovery of a World in the Moone, un viaggio immaginario con lo scopo di promuovere e divulgare le idee astronomiche, descrive uno dei primi viaggi sulla Luna.


e infine, ma non per concludere...
In attesa dei futuri sviluppi di questo blog
eccovi una straordinaria raccolta,
in 52 tomi, di resoconti reali di viaggio 

Jean-François de la Harpe, (1739 - 1803) “Compendio della storia generale de’ viaggi”
L’opera, tradotta in italiano, è stata stampata in 52 tomi dal 1781 al 1790 e pubblicata da Vincenzio Formaleoni, arricchita di aggiunte, correzioni ed osservazioni originali del Formaleoni stesso, sulla scorta dei suoi studi di geografo e cartografo e delle ricerche da lui effettuate tra i manoscritti della Biblioteca Marciana.

CLICCARE SULLA MINIATURA PER COLLEGARSI ALLA FONTE

e.,,  per conoscere meglio Stefano Bianchi


Il Copyright © relativo ai testi e alle immagini appartiene ai relativi autori per informazioni scrivete a
miccal@caldarelli.it