Alik Cavaliere - Lo studio


"L'artista ha una sua stagione, essendo una pianta che dura poco; tutto il resto è mestiere e comodità fisica. Il caldo disturba, il freddo ti immiserisce; la primavera e l'autunno ti scappano prima che tu le abbia individuate".
... Parafrasando Martini, dirò, che per me la stagione della fioritura naturale di alberi e fiori, di una natura generante, è passata da decenni, essendomi inoltrato nel bosco per altri impervi, scoscesi sentieri, dove non sempre la "natura" trova un terreno idoneo a riprodursi spontaneamente. Aggiungerò, trattandosi di una biografia-confessione, che sono nato a Roma (nel 1926), che vivo a Milano dove, dopo mezzo secolo di insistenza, ho cessato di andare a Brera, Accademia e quartiere; che dopo le ottanta personali - tra private e pubbliche - ho smesso di contarle, attribuendo ora un diverso valore a mercato, collezionismo, sponsor e museo... però mi diverto a esporre perché amo il mio lavoro e quello degli altri"

novembre 1989

Gli amici che vengono a trovarmi sostengono che dopo pochi anni si individuano già alcuni segnali di assimilazione del nuovo studio ai precedenti da me vissuti. Cerco come posso, di ritardare la simbiosi tra me e lo studio... nella illusione di evitare ulteriori troppo banali incidenti di percorso o, peggio, di cadere nella consuetudine di un fare artistico...

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