Alik Cavaliere - Lo studio


Lo studio di via De Amicis, il cortile, 1988

"... Attraverso la mia esperienza personale mi sento di sostenere che, nel momento che attraversiamo, fare arte richiede ancora l'impegno "civile" di essere uomini liberi, artisti consapevoli e ciò può avvenire solo difendendo il proprio lavoro come singoli individui pensanti, restando lontani da piccole avventure opportunistiche, da apparenti scorciatoie.
Ma attenzione: la libertà di operare del singolo passa attraverso un inserimento nella collettività, un confronto con ciò che ci circonda. L'inserimento in una collettività con i propri sogni, i bisogni, i desideri, la necessità del recupero del simbolico individuale e dell'estetico per l'appagamento delle proprie esigenze l'urgenza di affermare, di discutere la propria ricerca, di capirne la natura delle contraddizioni nel confronto con gli altri - estendendo così ulteriormente il lavoro creativo - questo, ed altro ancora rappresenta oggi fare cultura e... politica
Essere se stessi in mezzo agli altri, difendendo uno spazio privato nel contesto pubblico,,.

da: "Arti visive" n. 4, Roma, autunno 1987.

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