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L'ASIMMETRIA: la concomitanza della pluralità
di elementi di un "continuum" e con le necessarie selezioni e relazioni
operate su un tutto. Frequenti cambiamenti di chiave per vincere
l'inerzia dell'educazione (abitudine).
LA SIMULTANEITA': più formule simultanee o in successione
rapide col frazionamento sovrapposto delle impressioni. L'estensione
totale della ripetizione dell'idea con una sovrabbondanza tematica,
con una pluralità di voci, con una aspirazione ad un ampliamento
di conoscenza, con un uso comunicativo del mezzo tecnico (dati),
con interventi estremamente brevi, con un rapporto nuovo fra ritmi
e forme (con l'arricchimento dei ritmi) ed anche un rapporto di
concomitanza - alternanza fra novità, (tecnologiche, cui
deve adeguarsi) e consuetudine. Ed ogni elemento stia apparentemente
ad ignorare quelli che lo circondano - proprio perché la
mente ha la facoltà di percepire fatti che avvengono a più
livelli, anche se tende inizialmente a tenerli separati nella sua
percezione. Un duplice percorso, dal semplice al complesso - dal
complesso al semplice, fino alla consapevolezza della contemporaneità.
Ed anche in un ambiente di percezioni ininterrotte (ma di volta
in volta interrotte ed interrompibili), dei colori - il singolo
colore, anche se percepito come tale, non agisce isolato, delle
forme, dei suoni, sono colti in maniera naturalistica ed a rappresentare
solo parte dei fenomeni percettivi suscettibili di sviluppo.
IL TEMPO di percorrenza non verrà vincolato al tempo di durata
delle parti sonore o filmiche (anche se ho lavorato su tali tempi).
Lo spettatore disporrà della dimensione tempo. La visione
potrà avvenire con modalità di tempo intercambiabili
(in maniera anche discontinua e arbitraria). Il singolo elemento
concorre a conferire forza d'urto d'insieme, a creare nello spettatore
un diverso rapporto di condizionamento che gli permetta di giungere
ad una sintesi attraverso la scomposizione con una continua possibilità
di modificazione o correzione dell'angolazione prescelta.
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oggetto (vetro legno, alluminio) avrà
una propria corposa fisicità. Siamo all'interno. Tutto è
nuovamente familiare. Le pareti-tramezze sono rivestite di tappezzeria
(in carta lavabile). L'arredo è modesto: un letto, parzialmente
disfatto, un tavolo, un lavandino, un televisore, la radio, alcuni
oggetti di uso quotidiano. Una finestra. Tutto è "vero".
Se vi sarà (ancora non so) qualche oggetto "rifatto" sarà
rielaborato per accentuarne le caratteristiche e la storia, ma in
una dimensione spersonalizzata, generica, ancora anonima, media;
in ogni caso non come rielaborazione artistica. La televisione è
aperta: il volume dell'audio è tenuto molto basso. Anche
la radio suona. Ancora: ho registrato il rumore di ciò che
avviene nella stanza: una persona si muove, si alza dal letto, si
lava, prepara la colazione. Poi le persone sono due, percepibili
solo attraverso il rumore della registrazione poiché non
vi è quasi dialogo: solo poche parole, dette, mormorate,
senza risposta diretta. Il soffitto della stanza è trasparente,
dipinto con nuvole e cielo (avrà uno sfacciato aspetto da
siparietto teatrale). La finestra è collocata nella parete
opposta alla porta. La finestra si affaccia sulla strada, un'altra
strada, seconda ria. Ci sono degli alberi: fra gli alberi è
steso un telo, uno schermo da proiezione. Una moto sarà ferma
in strada. Dietro, nel prato (non realizzato, ma indicato o tracciato)
c'è un generatore di corrente (a nafta), in funzione. La
stanza, attraverso la finestra, ci consente di cogliere all'interno
elementi esterni. Fra gli altri il rumore del traffico (sarà
solo rumore perché quando usciremo non vi sarà traffico).
Dalla finestra scorgiamo le immagini proiettate sul telo. Le immagini
costituiscono il secondo momento "artistico" che è dato dall'artificio,
dalla "traduzione" dalla diversa
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