Alik Cavaliere - Lo studio


"Surroundings", 1973, mq. 200, Museo Middelheim, Anversa
Stad Antwerpen, 14 maggio 1976.

L'ASIMMETRIA: la concomitanza della pluralità di elementi di un "continuum" e con le necessarie selezioni e relazioni operate su un tutto. Frequenti cambiamenti di chiave per vincere l'inerzia dell'educazione (abitudine).
LA SIMULTANEITA': più formule simultanee o in successione rapide col frazionamento sovrapposto delle impressioni. L'estensione totale della ripetizione dell'idea con una sovrabbondanza tematica, con una pluralità di voci, con una aspirazione ad un ampliamento di conoscenza, con un uso comunicativo del mezzo tecnico (dati), con interventi estremamente brevi, con un rapporto nuovo fra ritmi e forme (con l'arricchimento dei ritmi) ed anche un rapporto di concomitanza - alternanza fra novità, (tecnologiche, cui deve adeguarsi) e consuetudine. Ed ogni elemento stia apparentemente ad ignorare quelli che lo circondano - proprio perché la mente ha la facoltà di percepire fatti che avvengono a più livelli, anche se tende inizialmente a tenerli separati nella sua percezione. Un duplice percorso, dal semplice al complesso - dal complesso al semplice, fino alla consapevolezza della contemporaneità. Ed anche in un ambiente di percezioni ininterrotte (ma di volta in volta interrotte ed interrompibili), dei colori - il singolo colore, anche se percepito come tale, non agisce isolato, delle forme, dei suoni, sono colti in maniera naturalistica ed a rappresentare solo parte dei fenomeni percettivi suscettibili di sviluppo.
IL TEMPO di percorrenza non verrà vincolato al tempo di durata delle parti sonore o filmiche (anche se ho lavorato su tali tempi). Lo spettatore disporrà della dimensione tempo. La visione potrà avvenire con modalità di tempo intercambiabili (in maniera anche discontinua e arbitraria). Il singolo elemento concorre a conferire forza d'urto d'insieme, a creare nello spettatore un diverso rapporto di condizionamento che gli permetta di giungere ad una sintesi attraverso la scomposizione con una continua possibilità di modificazione o correzione dell'angolazione prescelta.
 
oggetto (vetro legno, alluminio) avrà una propria corposa fisicità. Siamo all'interno. Tutto è nuovamente familiare. Le pareti-tramezze sono rivestite di tappezzeria (in carta lavabile). L'arredo è modesto: un letto, parzialmente disfatto, un tavolo, un lavandino, un televisore, la radio, alcuni oggetti di uso quotidiano. Una finestra. Tutto è "vero". Se vi sarà (ancora non so) qualche oggetto "rifatto" sarà rielaborato per accentuarne le caratteristiche e la storia, ma in una dimensione spersonalizzata, generica, ancora anonima, media; in ogni caso non come rielaborazione artistica. La televisione è aperta: il volume dell'audio è tenuto molto basso. Anche la radio suona. Ancora: ho registrato il rumore di ciò che avviene nella stanza: una persona si muove, si alza dal letto, si lava, prepara la colazione. Poi le persone sono due, percepibili solo attraverso il rumore della registrazione poiché non vi è quasi dialogo: solo poche parole, dette, mormorate, senza risposta diretta. Il soffitto della stanza è trasparente, dipinto con nuvole e cielo (avrà uno sfacciato aspetto da siparietto teatrale). La finestra è collocata nella parete opposta alla porta. La finestra si affaccia sulla strada, un'altra strada, seconda ria. Ci sono degli alberi: fra gli alberi è steso un telo, uno schermo da proiezione. Una moto sarà ferma in strada. Dietro, nel prato (non realizzato, ma indicato o tracciato) c'è un generatore di corrente (a nafta), in funzione. La stanza, attraverso la finestra, ci consente di cogliere all'interno elementi esterni. Fra gli altri il rumore del traffico (sarà solo rumore perché quando usciremo non vi sarà traffico). Dalla finestra scorgiamo le immagini proiettate sul telo. Le immagini costituiscono il secondo momento "artistico" che è dato dall'artificio, dalla "traduzione" dalla diversa

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