Archivio Attivo Arte Contemporanea
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Galleria d'Arte Il Salotto
via Carloni 5/c - Como - mostra numero 721 - dal 1 al 21 febbraio 2003
inaugurazione sabato 1 febbraio 2003 ore 17.00

FERDINANDO CHEVRIER
Disegni e tempere anni '50

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Nel 1978 in occasione della personale di Ferdinando Chevrier presso questa stessa galleria, Mario Radice così ne commentava il lavoro in un suo intervento critico "In questi momenti di estrema confusione di idee, di esperimenti pseudoscientifici, di parole incomprensibili, di spiegazioni che vanno rilette dieci volte per tentare di capire ciò che è impossibile capire, un artista che si esprime con chiarezza va segnalato con sollievo" Di fatto Ferdinando Chevrier ha sempre svolto un lavoro costante, di continua messa a punto di un proprio linguaggio, individuale e personale, in rapporto al contesto culturale perché - come ha evidenziano Luciano Caramel - Chevrier "ha partecipato con intensità ma anche con autonomia, agli sviluppi della cultura figurativa italiana d'avanguardia: dal post-cubismo dell'immediato dopoguerra al costruttivismo del MAC, all'Informale. Nel post-cubismo l'artista coglie la possibilità di attivizzare l'immagine e insieme di congegnarla organicamente, secondo schemi non naturalistici. Poi, avvertito il degenerare del geometrismo 'picassiano' in manierismo ripetitivo, tale da impedire esiti effettivamente originali, si accosta, sin dal 1950, alla più stretta organizzazione della superficie propugnata dal Movimento Arte Concreta, con una scelta di campo che gli offrì la possibilità di dar finalmente corpo alla tesa interrelazione tra essenza e fenomeno già affacciatasi come prioritaria negli anni precedenti". L'opera di Ferdinando Chevrier si diversifica per scelta cromatica, da fredda e timbrica, ad accesa e vibrante, per il continuo confronto tra figura e sfondo, per la simultanea compresenza di forma aperta e forma chiusa , di staticità e movimento, di rigore formale e invenzione poetica, di frizzante spirito di "toscanaccio verace" e velata malinconia. Qualità che vengono tutte mediate attraverso una visione sempre precisa della composizione, unita ad una notevole capacità tecnica, affinata con costanza e passione, che conducono l'osservatore in un viaggio nella dimensione dello spazio che appartiene più alla sfera mentale che a quella della visione della realtà.

Mentre apriamo questa rassegna di opere anni '50 si sta concludendo l'ampia retrospettiva organizzata dalla sua città natale.

 

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