Sabato Mondelli


Sabato Mondelli
"Metafore del quotidiano" 1996
tecnica mista su polistirene, cm 36 x 42

Sabato Mondelli è nato nel 1959 a Monteforte Cilento (SA). Trasferitosi a Bologna, ha coltivato parallelamente agli studi (laurea in medicina) la passione per l'arte. Esegue i suoi lavori su polistirene espanso utilizzando materiali di recupero. Raccogliendo "conchiglie sintetiche" ne fa materiale musivo, le smembra in frammenti regolari per poi ricomporli in immagini, paesaggi lievi arricchiti di tenue coloriture, "metafore del quotidiano" nel suo continuum temporale, infinito rinnovamento di istanti minimi, piccole e sfuggenti cose della vita.
Vive e lavora a Bologna.

Mostre personali: 1994 Galleria dei Tribunali e Spazio Cultura Navile, Bologna. 1995 Galleria Fluxia, Chiavari; Galleria Il Salotto, Como; Fiorile Arte, Bologna. 1996 Saletta Paolini-Nezzo, Urbino.

Mostre collettive: 1992 Prima Pagina Gallery, Bologna; Spazi Comunali, Spoleto; Galleria Avida Dollars, Milano. 1993 "Patchworking" Sala Comunale W.Benjamin e Sala Mostre Baraccano, Bologna. 1994 Galleria Leoni Whitman, Bologna. 1995 MIART Milano; Galleria Vittoria, Roma; Sala delle Colonne dell'Accademia di Belle Arti, Carrara; "S come Guglielmo Marconi" La Scuola New York Guglielmo Marconi, New York, ARTE95 Padova; partecipazione "I Premio Trevi Flash Art Museum". 1996 MIART Milano; Galleria Circolo Artistico Iterarte, Bologna.

APPREZZAMENTI DI PAESAGGI, ACCENNI DI RIFERIMENTI URBANI, ESSENZE DI COSE DELLA VITA

di Vladimiro Zocca

Le opere di Sabato Mondelli danno corpo ad una sorta di paesaggismo anomalo in cui si confondono in una specie di fusione a caldo vive reminiscenze di nature mediterranee e crude percezioni di realtà urbane alterate da un vivere alienato.
Traspare una sottile tensione tra spaesamento lontano e inurbamento presente, che si traduce in immagini oggettuali ridotte all'essenza di non più di quattro pezzi dai contorni regolari.
Mondelli perviene a questa essenzialità con colori vissuti dalla rimembranza: azzurro come indaco, azzurro come grigio, azzurri ravvivati o oscurati dal tempo passato o presente.
L'effetto temporalità è sostenuto dalla materialità filtrante del polistirolo che, togliendo lucidità ai colori, stabilizza le immagini in una atmosfera apparentemente rasserenata, affiorano così poche e silenziose essenze, residuo di una rammemorazione tenuta.
Immagini e cose si puntellano a vicenda in paesaggi precari in equilibrio precario.
Ma quasi sempre Mondelli riscatta almeno un elemento-oggetto dalla sua staticità, facendogli assumere una posizione sghemba protesa verso un orizzonte immaginario, come alla ricerca di una fuga, di una uscita di sicurezza dalla labilità del ricordo e dalla tensione delle sensazioni attuali.
Allora l'artista usa il bianco che porta a oltrepassare la materia, a forare il tempo, a superare la visione.
Talvolta il bianco traccia un confine metafisico a isolare campiture parallele di territorio, quasi reperti urbani da osservare scientificamente.
Sabato Mondelli tenta una ricerca di uno spazio della memoria, di un paesaggio immerso nel corso del tempo: lo fa con una lucida consapevolezza delle asperità del presente.


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