Alik Cavaliere - Lo studio


PROEMIALE EPISTOLA

E chi mi impenna, e chi mi scalda il core?
Chi non mi fa temer fortuna o morte?
Chi le catene ruppe e quelle porte,
Onde rari son sciolti ed escon fore?
L'etadi, gli anni, i mesi, i giorni e l'ore,
Figlie ed armi del tempo, e quella corte
A cui nè ferro, nè diamante è forte,
Assicurato m'han dal suo furore.
Quindi l'ali sicure a l'aria porgo;
Né temo intoppo di cristallo o vetro,
Ma fendo i cieli e a l'infinito m'ergo.
E mentre dal mio globo a gli altri sorgo,
E per l'eterio campo oltre penetro:
Quel ch'altri lungi vede, lascio al tergo.

Giordano Bruno

"Mens insita omnibus".
"... più mondi, in un unico spazio infinito, ove non esiste destra né sinistra, alto né basso, ma ogni punto può venire considerato come il centro dell'universo..."

"Non vedete voi che quello che era seme si fa erba, e da quello che era erba si fa spica, da che era spica si fa pane, da pane chilo, da chilo sangue, da questo seme, da questo embrione, da questo uomo, da questo cadavere, da questa terra, da questa pietra o altra cosa, e così oltre, per venire a tutte le forme naturali?... Bisogna che sia una medesima cosa che da sé non è pietra, non cadavere, non uomo, non embrione, non sangue e altro..."

"...con la terra si muovono tutte le cose che si trovano in terra..."

Giordano Bruno

-Le cose tutte quante
hann'ordine tra loro: e questo è forma
che l'universo a Dio fa simigliante.

Dante, Paradiso, I 105-107.

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