|

31 gennaio 1985, via De
Amicis 17, Milano: la ricostruzione
"Ieri oggi domani.
È soprattutto la mia generazione quella che verifica, direttamente
sulla propria pelle, la rapidità delle trasformazioni in atto:
un'esperienza appassionante, "travolgente", per chi, a causa dell'età,
può sommarla e confrontarla ad altre della propria vita.
Simile, forse, a quella provata dagli artisti alla fine della prima guerra
mondiale, anche se profondamente diversa. Allora i cambiamenti si "toccavano",
si respiravano insieme all'ossigeno. Oggi si subiscono giorno per giorno,
ora per ora, in continuazione, ma senza notarli, se non quando sono già
avvenuti. Si vive come parte degli avvenimenti, non ci si può né
sottrarre né rifiutarli. Si è all'interno (non protagonisti,
per fortuna neanche comparse), immersi nel profondo di ciò che
accade.
Sono abissalmente mutate nel campo artistico l'informazione (come quantità),
la circolazione delle opere, la partecipazione del pubblico. Tra arredo
urbano e fabbricazione di oggetti (seriale o meno) assistiamo all'atrofizzarsi
del mercato privato ed alla occupazione di spazi sempre più ampi
da parte di "organizzazioni" - pubbliche, talora sponsorizzate da privati
- che programmano, progettano e finiscono per determinare massicciamente
il settore artistico. Ma è profondamente mutato anche l'atteggiamento
che assume l'artista nel "creare" l'opera. La stessa diffusione ramificata,
capillare degli strumenti di riproduzione meccanica è consuetudine
quotidiana - anche per il pubblico - già assimilata nel linguaggio
estetico. Servirsene o rifiutarla è indifferente (bastando, in
genere, per l'assuefazione, il cordone ombelicale della televisione)....
da: Immagini Koh-i-noor,
5 ottobre 1984.
|