Alik Cavaliere - Lo studio


Lo studio, 1969

ringhiano,mordono, o come istrici, pronti come istrici a scattare gli aculei o vipere che stringono con le lingue si da un lato un uomo dall'altro lato una donna e la natura in mezzo e si misero a discutere della natura uno allora disse quali sono le radici che si afferrano quali sono i rami che crescono da queste macerie di pietra tu non puoi dire né immaginare perché conosci soltanto un cumulo di immagini infrante e l'albero morto non dà riparo nessun conforto lo stridere del grillo in una manciata di polvere in una manciata di polvere ti mostrerò la paura ti mostrerò la paura ma il fuggevole proposito non sarà mai raggiunto se l'azione non l'accompagna.
Da questo momento i primi nati del mio cuore saranno i primi nati della mia mano da questo momento tutto per coronare i miei pensieri sia pensato e fatto prima che questa idea si raffreddi
Allora il potere fu suo poveri relitti nudi dovunque costretti a sopportare l'impeto di questa bufera impietosa come potrete difendervi con i vostri stracci sforacchiati e pieni di finestre a capo scoperto ventri affamati dunque tagliategli la testa fu così che si presero un cavallo da cavalcare una spada da impugnare ratti e altre simili bestiole che gli fanno compagnia Ughetto è morto giovane ora è re Ugo di Lusignano suo cugino e gran delitti ci sono stati veleni di donne e tradimenti di baroni e peste e cavallette e terremoti ed è apparita venere dimonia Venere non puoi dire che sono stato io non scuotermi in faccia capelli insanguinati se carnai e tombe ci dovessero ogni volta rimandare indietro quelli che seppelliamo d'ora in avanti le nostre tombe dovrebbero essere stomaci di avvoltoi siete un uomo? siete un uomo o no?

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