Alik Cavaliere - Lo studio
|
Lo studio di via Bocconi "... Poter creare immagini nello spazio, farle muovere e mutare - persino farle divenire spettacolo nel senso più ampio della parola - e nel tempo stesso poterle improvvisamente congelare nella ieraticità del "monumento". Distruggere e ironizzare attraverso questo continuo, mutevole "spettacolo scultura" i nostri miti e nel tempo stesso ricrearli o crearne di altri, da distruggere e ricreare immediatamente dopo. Usare il colore fuso alla forma, al punto da non avere più confini fra pittura e scultura e rendere questo colore fluido attraverso la luce e lo spazio fisico occupato o conquistato. E perché non accennare al racconto, un racconto anch'esso multiplo, illustrato, scritto e gridato che diviene al tempo stesso poetica; poter aggiungere nella libertà degli strumenti usati, nella libertà di pensiero, nel rigore contemporaneo della scelta operata mezzi e interessi tradizionalmente estranei alla scultura (quali ad esempio, la parola ed il suono, in un senso interno ed esterno all'opera medesima) e grazie a tutti questi apporti profondamente nuovi restare nella grande tradizione della scultura... E' del nostro tempo anche l'affascinante e complesso problema della ripetizione, della diffusione e la possibilità di un differente "uso" di un'opera. La scultura: quest'arte che ci dà la possibilità di essere vista dal di fuori, di restare soli in muto silenzio di fronte alla presenza fisica dell'opera e che ci permette di entrare, di circolarvi in mezzo, di divenirne parte. Queste opere che rapidamente si deteriorano e distruggono mutando spesso la nostra volontà e nel tempo stesso resistono solide e restano oltre le nostre brevi intenzioni " da: "Essere", Milano, maggio 1967 |
>>> continua >>>
Archivio Attivo Arte Contemporanea - http://www.caldarelli.it
Il Copyright © relativo ai testi e alle
immagini appartiene ai relativi autori. Per informazioni scrivete a
miccal@caldarelli.it