Alik Cavaliere - Lo studio
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1962: via Bocconi 15. Un capannone abbandonato della soppressa '' Opera post-bellica''
- talmente stagionato che non era più molto chiaro a quale guerra
di casa Savoia si riferisse l'insegna semicancellata - era il mio nuovo
studio, durato questa volta 23 anni! Si trattava del primo esempio di
edilizia "prefabbricata" in Lombardia. Circondato da un terreno, difeso
da un muro di cinta, pur insidiato dall'incuria e dalle ingiurie del tempo,
manteneva una sua incredibile, straordinaria ambigua dignità che
lo preservava dagli assalti speculativi (o demagogici di utilizzo sociale).
... Or se lo spazio è sì divina creatura, si può conietturare che le cose sien tirate con voluptà a lui e che per occupare lo spazio, ch'è base dell'essere, le cose corrono ad empirlo, quasi acquistando volentieri nuovo regno et esistenza;; e che non solo ci sia lo scambievole contatto che il mondo unisce, poiché va l'aria a toccarsi col suo contrario per proibire il vacuo, ma che ci sia il gaudio dell'empire il vacuo, e che non corra per proibire il vacuo ma per regnare e dilatarsi in lui, poiché l'amor di dilatarsi e moltiplicarsi e viver vite assai in spaziosa esistenza, proviamo in tutte le cose trovarsi che si moltiplicano, generano e diffondono nel luogo del nemico, scacciando ogni altro e sole esser bramando per sicurtà di conservarsi et eternarsi e deificarsi se potessero...,, da: Tommaso Campanella "Del senso delle cose e della magia", pubblicato in "Arbres", Galleria Schwarz, Milano, 1964 |
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