Alik Cavaliere - Lo studio
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Lo studio sul lato di via Chiaravalle Tralascio ogni ricordo di "vita vissuta" e di "realtà romanzesca" perché scivolerei fuori tema - anche solo annotando quelli riferibili potrei scrivere a lungo -. Dirò, invece, in sintesi, del lavoro. Poco era durato il sodalizio con Bobo che se ne era andato, intenzionato a sposarsi, e ancora una volta ripresi con Sangregorio. Ci influenzavamo a vicenda, lavorando spesso insieme, lui mi "costringeva" al marmo, a scavarlo cercando nella fatica lenta del togliere il senso di un rigore formale; io lo invischiavo nel modellare, a cimentarsi con il colore inserito nelle forme stesse... Il mio lavoro si articolava nell'uso di materiali policromi; denso, ricco di colore, teso a una scultura che fosse "naturale" nel suo farsi racconto, forma, con insistiti riferimenti voluti, cercati in una tradizione (non più ritrovabile, in realtà ormai inesistente)... Poi il risveglio in un contesto fattosi più aspro, duro, al limite di un disagio palpabile tra guerra fredda e spietata incomunicabilità esistenziale. Lavori in marmo e pietra degli anni '50 Lavori in marmo e pietra degli anni '50 Sul finire degli anni cinquanta si verificò per me
un ritorno al dialogo, con un rinnovato slancio a comunicare, in una ritrovata
volontà di uscire dall'isolamento dello studio che era troppo andato
popolandosi di angosciosi fantasmi... e tra i giochi proibiti", le "metamorfosi",
nel labirinto di vetri e specchi, ho ritrovato il personaggio di "Gustavo
B.'', con le sue ''avventure", piccole storie quotidiane che rendevano
forse il "gioco" più complesso. La città andava mutando. Giustamente spazzato via il vecchio pattume - "non giustamente" ricostruito il centro, riempito di banche e agenzie di viaggio sotto la violenta spinta di una speculazione edilizia incontenibile - lo stabile del mio studio restava sempre più una spaesata testimonianza di un passato/passato... Sulla trasformazione del quartiere aveva anche influito la chiusura delle case chiuse. Non so se la legge Merlin abbia risolto il problema della prostituzione in Italia, so per certo che ha risolto il mio contratto di affitto: il vecchio proprietario, un conte milanese, riuscì a disfarsi dello stabile, sacrificandolo all'ampliamento della strada. |
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