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Galleria d'Arte Il Salotto via Carloni 5/c - Como - archivio storico documentativo

Colazione all'alba
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A proposito di aurore polari...
di: Luigi Viazzo

Le aurore polari (boreali se si verificano nel nostro emisfero e australi quando invece il fenomeno si verifica a sud dell'Equatore) sono fenomeni molto spettacolari visibili di solito alle latitudini prossime ai due poli terrestri. Possono essere osservate anche ad altre latitudini, anche se con una frequenza decisamente inferiore (in Italia la probabilità massima è di osservarne una all'anno). Tali fenomeni sono caratterizzati da un chiarore spesso brillantemente colorato di verde, rosso o blu e che può arrivare a coprire vaste porzioni di cielo. Le aurore polari devono la propria origine all'incontro di particelle elettrificate provenienti dal Sole (il cosiddetto vento solare), che entrano in contatto con il campo magnetico terrestre e ne vengono da questo ulteriormente eccitate elettricamente, producendo questi spettacolari bagliori. Il riferimento al campo magnetico terrestre fa anche comprendere il motivo per il quale tali fenomeni siano più facilmente visibili alle latitudini prossime ai poli. Questo avviene in quanto, proprio nelle aree polari, le linee di forza del campo magnetico sono perpendicolari alla superficie terrestre e più facilmente quindi le particelle del vento solare possono entrare in contatto con l'atmosfera del nostro pianeta.

E a Como...

Ore 1.40 (tempo locale) del 2 ottobre 1991: il cielo sopra Como si colorò di rosso. Per una quarantina di minuti gli osservatori comaschi osservarono una spettacolare aurora polare. Tra questi osservatori un gruppo alcuni soci del Gruppo Astrofili Lariani che ammirarono il fenomeno da Ramponio Verna, in località Pietra Fessa, e lo registrarono accuratamente. La zona interessata dall'aurora polare era compresa fra le stelle alfa e gamma della costellazione del Drago, in direzione del punto cardinale nord. L'osservazione fu facilita dal cielo limpido di quella notte, che compensò la fastidiosa presenza della luce lunare, e dall'assenza di inquinamento luminoso artificiale. Questa porzione di cielo fu improvvisamente interessata da una luminescenza di colore rosso cupo che, per una ventina di minuti, continuò ad aumentare di intensità, raggiungendo una luminosità paragonabile a quella di un fascio luminoso proveniente da un faro. La luminescenza si suddivise successivamente in tre pennacchi rossastri. Verso le 2 della mattina , la luminosità dell'aurora cominciò a sfumare fino a scomparire alle ore 2.20. Il fenomeno venne registrato e fotografato dal Piemonte, Marche e dell'Umbria e registrato dagli osservatori di Asiago (Vicenza) e Trieste. L'osservatorio di Brera-Merate (Lecco) confermò invece l'intensa produzione di vento solare in quel periodo, un fenomeno essenziale per il verificarsi delle aurore polari.


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