|
Introduzione di
Michele Caldarelli
Credo
che chiunque, ancora bambino, abbia giocato col "soffione"
del tarassaco disperdendone nell'aria i "pappi", magari
affidando al loro volo un desiderio, con un solo soffio, come come
nello spegnere le candeline sulla torta di compleanno. Una
azione, questa, che, assecondando la strategia di sopravvivenza di
quella specie botanica, simbolicamente assolve alla necessità di
proiettare la propria anima per via pneumatica oltre lo steccato del
destino. Un atto fisico contemporaneamente intellettuale, se non
addirittura spirituale; un "gioco di fanciulli" come quello
rappresentato nel "Mutus Liber", uno dei più famosi
trattati alchemici, con una gara fra puttini alle prese con delle
girandole. Tale
gioco veicola una urgenza esistenziale nell'immaginarla fluttuare
assieme ai "pappi" latori del genoma vegetale. Trasporta un
“codice sorgente” intellettuale che rende il desiderio espresso
simile ad un seme in attesa di un terreno fertile che ne accolga la
germinazione. Un
gioco questo che, in nuce, riguarda per l'appunto e da vicino anche
l'immaginazione di Stefano Misesti creatore di questo fumetto che da
un fresco contributo teorico allo sviluppo della collezione 8x8.
Misesti pratica con questi suoi disegni un autentico esercizio di
sopravvivenza intellettuale, un racconto a più livelli che coniuga
la sua esperienza di vita tesa fra cultura orientale e occidentale,
col linguaggio ludico del fumetto e vi racconta autobiograficamente
per immagini l'avventura del seme/idea, il suo "praticantato"
di volo/navigazione a bordo di fantomatici aerei/pesce e pone
l'attenzione sull'alternarsi degli elementi archetipali, qui
allegramente trasfigurati: aria, acqua e terra alle prese col
calore/fuoco della scaturigine vegetale.
|
Stefano Misesti Como
1966) è illustratore, pittore e fumettista. che
da oltre vent'anni vive
e lavora tra l’Italia e Taiwan Collabora
da molti anni con il quotidiano Avvenire,
realizzando illustrazioni anche per l’inserto dei ragazzi Popotus.
Ha pubblicato diversi libri illustrati e graphic novel, tra cui JASON
(Salani) e Il
cinese a fumetti
(NPE).
Nel 2011 ha vinto il Premio Andersen per il miglior libro
di divulgazione con Visto,
si stampi!
(Edizioni San Paolo). Ha esposto le sue opere in numerose mostre tra
Italia, Taiwan e Corea del Sud. Negli ultimi anni espone regolarmente
le sue opere pittoriche insieme alla moglie, l’artista Beni Chu, in
diverse gallerie taiwanesi. Nelle
opere di Stefano Misesti segni, colori e figure si intrecciano
in un linguaggio diretto e personale, frutto di una lunga esperienza
tra due culture visive — quella europea e quella asiatica — che
si contaminano e si arricchiscono a vicenda. In questa estate 2025
l’artista sta esplorando il tema del viaggio in tutte le sue forme:
il movimento fisico da un luogo all’altro, ma anche quello mentale,
emotivo o fantastico. Ogni opera è una tappa, un passaggio, un
attraversamento. Ci sono paesaggi reali e scene immaginate, memorie
mescolate a sogni, momenti catturati lungo rotte geografiche o
interiori. Che
si tratti di un aereo, di una valigia o di uno sguardo perso nel
vuoto, il filo conduttore resta l’idea del viaggio come
trasformazione: qualcosa che ci cambia, anche quando torniamo nello
stesso punto da cui siamo partiti.
Il libro, è stato edito in occasione della mostra "Flying Seeds" di Stefano Misesti con Beni Chu VISITA LA MOSTRA
|