Archivio Attivo Arte Contemporanea
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Galleria d'Arte Il Salotto via Carloni 5/c - Como - archivio storico documentativo
José Maria Yturralde

La necessità di una comunicazione efficace induce a studiare ed oggettivare l’informazione, concentrando l’interesse sulla natura e la qualità di quei fatti che, in determinate condizioni, stimolano situazioni percettive specifiche. I presupposti metodologici con i quali opero si fondano sull’esigenza di assimilare ed utilizzare razionalmente le cognizioni scientifiche delle svariate discipline per trasferirle al contesto della creazione plastica di qualsiasi tipo, in modo da ampliare il repertorio idiomatico con le nozioni fondamentali degli odierni risultati concettuali.
Il linguaggio plastico bidimensionale di cui mi avvalgo è trattato principalmente come un complesso analizzabile prodotto dalla interazione di circostanze e dati differenti, Il fine che mi propongo varia secondo l’archetipo che desidero. Si è arrivati ad un notevole grado di complessità nell’uso dei vari elementi significanti (colore, forma, tessuto, ecc.) e delle infinite possibilità di un loro ragguaglio con la società, la quale comporta logicamente l’impiego di mezzi automatici più precisi (calcolatori elettronici) che, a loro volta, introducono una dimensione nuova nel trattamento dell’informazione.
Per l’inizio del seminario Generazione automatica delle forme plastiche svoltosi nel 1968 al Centro di Calcolo dell’Università di Madrid, ho preparato un ordinamento mentale suscettibile di essere rapportato in termini manipolabili con l’aiuto di ordinatori che, di solito, hanno consentito di risolvere la presentazione grafica di alcune figure rispondenti ai seguenti criteri: I) approfondire, apportando dati nuovi, la cognizione generale dei fenomeni percettivi; II) creare immagini razionali ed efficaci dotandole del carattere e dell’espressività proprie di un elevato livello artistico, basato però su una logica verificabile; III) per quanto riguarda l’interesse psicologico e intenzionale, produrre nello spettatore-lettore diversi gradi di tensione emotiva applicando, secondo la teoria della comunicazione, la maggior quantità possibile di informazioni, suggerendo forme assolutamente improbabili, evitando al massimo tutti i processi entropici ascendenti (ossia ogni ordine prevedibile, ogni eventuale continuità dettata da esperienze già acquisite), cercando un ordine nuovo ed un appagamento visivo organizzati con diversi tipi di improbabilità percettiva. L’ambiguità della situazione visiva così ottenuta fa sì che lo spettatore debba ricostruire mentalmente il materiale proposto, che debba interpretarlo e quindi la sua partecipazione diventa effettiva.
Abbiamo compilato una micro - grammatica - generativa elementare che, mediante permutazioni, sviluppa tutte le possibili varianti della struttura proposta come elemento modulare di base. Applicando certi criteri di selezione (per esempio determinate relazioni di simmetria, omologia, ecc.) e tenendo presenti alcune necessità prestabilite, il numero delle soluzioni è stato ridotto esclusivamente alle ottime. Tecnicamente il passaggio dalla dimensione tri-spaziale al piano, o viceversa, si risolve visivamente per mezzo dei sistemi di proiezione geometrica le cui leggi, se necessario, sono trasformate in funzione dell’efficacia percettiva.
La materializzazione definitiva dell’opera è progettata per essere realizzata industrialmente, con la perfezione delle macchine che possono moltiplicarne il modello. Ragioni ovvie di tipo economico, sistemi di mercato artistico eccetera, mi obbligano a lavorare in scala ridotta e in modo artigianale, ma considero queste mie opere come prototipi suscettibili di essere industrializzati e distribuiti come veicolo di un’informazione originata dall’intento di investigare la vera essenza della plasticità.
Attualmente continuo a studiare soprattutto la modulazione espressiva dello spazio e le leggi che determinano la formazione ed il comportamento dei mezzi di comunicazione plastica, cerco di stabilire i criteri più rispondenti al processo della teoria generale dello spazio, controllando gli elementi espressivi, le loro relazioni e i metodi di valutazione con cui giudichiamo che queste rappresentazioni sono espressive e comunicanti.

José Maria Yturralde - 1971

 

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