| Archivio Attivo Arte Contemporanea http://www.caldarelli.it Galleria d'arte "Il Salotto" |
|
Giampiero Reverberi La Galleria d'arte Il Salotto, via Carloni 5c - Como, dal 5 al 31 luglio presenta la mostra personale di Giampiero Reverberi dal titolo "Mondi lontanissimi" e, per l'occasione, l'omonimo libro d'artista appositamente realizzato in tiratura limitata. Ogni copia, impressa su carta pregiata, contiene alcune sue poesie inedite ed è stata interamente acquarellata a mano dall'autore. Giampiero Reverberi è pittore e poeta; dove sia il confine tra queste sue capacità espressive è difficile dirlo. Dichiara di dipingere da sempre, così come da sempre coltiva la passione per la poesia, affinata nel tempo per cultura e tecnica. Poesia e pittura sono spazi in cui l'autore "musica" i suoi pensieri e con il pennello "solfeggia" note di colore dando loro la giusta intonazione e lettura. Poesia e arte sono perfettamente in sintonia tra loro e altrettanto decisamente indipendenti l'una dall'altra, non c'è coincidenza così come la sua pittura non è interpretabile come rappresentazione astratta o immaginazione poetica perché più vicina al concetto di Kandinsky per cui "il colore è un mezzo per esercitare sull'anima un'influenza diretta". "Mondi lontanissimi" il libro d'artista a tiratura limitata, che dà anche il titolo a tutta una serie di opere su carta e tela, ne è una prova. Ogni pezzo, interamente acquarellato a mano ha una sua propria autonomia. L'opera non funge da chiosa o commento alle poesie ma ne è preludio musicale, partitura cromatica. Una limpida alba, un cielo terso diurno o un caldo tramonto sono luoghi dell'incanto. Il fascino che emanano è dato dalla percezione che abbiamo dei colori. Colori non reali in verità perché è l'atmosfera che si frappone tra luce e noi che fa la differenza. Un'atmosfera più o meno carica di particelle solide, piccole gocce d'acqua o cristalli di ghiaccio, pulviscolo o residui di un'eruzione vulcanica... compone una miscela sempre diversa e pertanto ogni tramonto, alba o cielo terso potranno apparire, giorno per giorno, simili ma diversi. Allo stesso modo nascono i "fogli di sogni" - così come Giampiero Reverberi definisce le sue carte - realizzati dopo aver intrapreso il periglioso viaggio di introspezione, dopo aver "aperto il cuore", "tolto il guscio", "scavato fino all'anima", "disintegrato i pensieri" per arrivare "Giù/dove tempo e spazio sono il nulla/e mi ritrovo/bambino, vecchio/donna, aria, idea/forse luce". Poi, in un periglioso percorso a ritroso, risale passando, più o meno faticosamente, attraverso il "pulviscolo" delle incomprensioni, del dolore, della gioia, della speranza e di tutte le mille turbolenze che la vita porta con sé per creare nuove albe silenziose, cieli tersi dalle lunghe pause e tramonti carichi di vibrazioni. Reverberi ricompone su carta o tela "il cammino del tempo" lavando, e amalgamando con acqua, chine e colori su colori, dando corpo all'aria, dando sostanza all'invisibile con masse luminose di verde, giallo, blu, rosso o con un soffice magma di nuvole tenui che sembrano uscite dallo strappo di un affresco del Settecento. Si abbandona alla fisicità del lavoro, alla manipolazione delle stesure cromatiche conscio dei rischi che si corrono perdendo il controllo anche su una piccola goccia d'acqua, quella stessa goccia che sonde robotizzate strenuamente cercano su pianeti lontanissimi nella speranza di ritrovare tracce di vita passata o speranza per una "nostra" futura. Una piccola differenza che può creare il caos o avviare nuove aspettative, aprire nuovi orizzonti, e lo fa lavorando silenziosamente in un "luogo" impercettibile all'occhio ma reale e concreto, come certe piccole piante che si fanno largo in un esiguo spazio, lungo una fessura di un muro o tra ciottoli fitti di un vialetto, innescando una improvvisa reazione a catena, espandendosi in una esuberante cupola di foglie e fiori. Reverberi si abbandona al proprio pensiero, alla propria musica interiore per trovare loro "rifugio nella tela che diventa un mondo magico e visionario ma in qualche modo corporeo e reale, bello anche da abitare" e lo fa con la stessa poesia con cui il romantico e silenzioso viaggiatore, dipinto da Caspar David Friedrich, si abbandona agli spettacoli affascinanti della natura, al loro ampio respiro, all'impossibilità di percepirne i confini con un senso di impotenza davanti a tanta bellezza che si trasforma in un sentimento di partecipazione al mistero della vita. Rosabianca Mascetti |
© Il copyright relativo
alle immagini delle opere e ai testi appartiene ai rispettivi autori.
Per contattarli o per informazioni sul loro lavoro potete scrivere all'indirizzo:
miccal@caldarelli.it
![]() |