Archivio Attivo
Arte Contemporanea
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| Gabriella Belli - Annamaria Marchionne Remo Bianco - I manichini |
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Con i manichini degli anni '70 la ricerca di Bianco è ancora in linea con quell'intento ideologico demistificatorio nei confronti della società che caratterizza le ricerche nel campo scientifico ed il ciclo dell'arte elementare. La morfologia delle opere, completamente mutata, introduce modalità espressive pertinenti al campo della messa in scena teatrale. Al mondo allucinato delle bambole, dei fantocci e dei manichini, interpretati da una scenografia straniante, Bianco affida "un pensiero sulle cose elementari della vita", sui problemi essenziali della natura umana, sui rapporti e le contraddizioni vissute nel confronto con "gli altri", evidenziandone le tensioni più alte e i momenti di maggiore drammaticità. Ancora una volta il concetto di vita sembra per Bianco poter essere ricondotto all'arte per mezzo della "mancanza di vita", per mezzo del manichino, del fantoccio inteso come il doppio dei personaggi viventi sulla scena reale, marchiato con il segno della morte.
The mannequins
Like the elementary art cycle and the experiments in the scientific field, Bianco's mannequins, created during the 70's, serve the same demystifying purpose. New forms of expression pertaining to theatre stage-settings, are introduced in a completely changed morphology. Bianco assigns the hallucinated world of dolls, puppets and mannequins, interpreted by an estranging scenography, "a thought on the elementary things in life", of the fundamental problems of human nature, of the ralationships and contradictions we live in confronting "others", underscoring its highest tensions and most dramatic moments. Once again the concept of life seems for Bianco as though it may be reconnected to art through the "lack of life", through the mannequin, the puppet, intended as the doubles of the living actors on the real stage, marked with the sign of death.
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