Archivio Attivo Arte Contemporanea
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Gabriella Belli - Annamaria Marchionne
Remo Bianco
Il ciclo della gioia di vivere
english text





II ciclo della gioia di vivere, realizzato da Bianco nel 1970, costituisce un discorso pittorico unitario e in sé concluso, che vede l'uso della sigla dei tableaux dorés a supporto di un recupero della figurazione. Sembrano qui sedate le conflittualità che avevano in questi anni guidato la ricerca di Bianco in favore di una pittura rasserenata, in cui trova spazio una sorta di compiacimento per l'utilizzo dei modi e dei temi tradizionali dell'arte. Protagoniste solitarie delle prigioni dorate dei tableaux, le donne del ciclo della gioia di vivere mostrano nella morbidezza dei corpi il segno di un modellato antico, ma lo sguardo volto allo spazio promesso al di là della griglia del tableau, si cela enigmaticamente all'indagine dello spettatore, e, laddove il viso si mostra in piena luce, reca il segno di una nevrosi, coniugata con inquietudini esistenziali ineliminabili.

The joy living cycle

The joy of living cycle dates back to 1970 and represents a unitary, concluded cycle of painting in which Bianco uses the tableaux dorés to support a return to figuration. Here the conflicts which had characterized Bianco's production in those years, seems to give way to a more serene painting where the author finds a sort of satisfaction in using the themes and methods of traditional art forms. The women of the joy of living cycle, solitary protagonists in the golden prisons of the tableaux, reveal in the softness of their bodies the signs of ancient models, but their gazes turned on the promise of space beyond the grid of the tableau are enigmatically concealed to the spectator, and when the face is shown in full light, it bears the mark of a neurosis, joined with inevitable existential apprehensions.


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