Archivio Attivo
Arte Contemporanea
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| Gabriella Belli - Annamaria Marchionne Remo Bianco - L’arte elementare |
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Negli anni '70 Remo Bianco apre la sua ricerca al campo dei valori semantici della creatività infantile. Attratto dalla ricchezza del linguaggio fantastico del bambino che si traduce in una instancabile attività creativa e poetica insieme, di scarso contenuto realistico, proiettata nell'universo dell'immaginario, Bianco si sente sollecitato a realizzare un ciclo di opere che prenderà il nome di "arte elementare". Il disagio esistenziale dell'artista nei confronti di una società capace di imbrigliare la forza creativa dell'individuo fin dall'infanzia, per costringerla entro schemi di espressione e di comportamento solidali solo a se stessa, viene questa volta ad esprimersi nella "ricostruzione" di un linguaggio che fa propri i temi delle figurazioni infantili, costretti entro il rigore geometrico della struttura compositiva ed il nitore di una campitura piatta e densa che ne delimita nettamente le forme. La denuncia dei meccanismi di condizionamento spesso violenti che la società impone all'individuo nelle sue diverse fasi evolutive avviene, questa volta, attraverso l'esasperata iterazione di immagini, tradotte in un repertorio codificato, simbolo di una condizione infantile già regolamentata nel suo esprimersi poetico e creativo. Ma il discorso di Bianco supera evidentemente il piano dell'analisi strettamente linguistica dell'espressione artistica infantile per estendersi allo smascheramento dei condizionamenti cui la società sottopone ogni individuo. L'infanzia diventa dunque l'emblema di una condizione umana tutt'altro che libera e ben lontana ormai dall'essere mitico regno dell'immaginario.
TElementary Art
During the 70's Remo Bianco began his research on the semantic values of children's creativity. He was fascinated by the rich imaginative language of children which becomes an incessantly creative and poetic activity, with little realistic contents, projected into the universe of imagination. For this reason, Bianco created a cycle of works known as "elementary art". The artist's existential discomfort before a society able to curb the creative strenght of the individual from childhood, forcing him into its own patterns of expression and behaviour, is expressed by the "reconstruction" of a language which adopts the themes of childhood figures, forced to the rigid geometry of compositional structure and the clarity of a flat, dense painted background which clearly defines its forms. The way society conditions each individual, often violently, at different stages of his development, is denounced by the obsessive repetition of images, translated into an encoded repertory, symbol of a childhood condition already regulated in its poetic and creative expression. Bianco, of course, goes beyond the purely linguistic analysis of children's artistic expression and goes on to unmask the forms of conditioning which society imposes on each individual. Consequently childhood epitomizes a human condition that is anything but free and far from being a mythical kingdom of imagination.
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