Archivio Attivo Arte Contemporanea
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Remo Bianco
Manifesto dell'arte chimica
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La consequenzialità di una dimensione operativa tecnologica può e non dovrebbe fermare l'operatore (e nella funzione operante l'essenzialità di "vedere") all' "arido", che la società contemporanea ripropone a livello superficiale e pasto quotidiano all'alienato operante.
Di qui la "fuga" estetica che poi è comprensione.
Comprendere, vedere il noumeno dell'infinita trasformazione della materia (la chimica).
Laddove l' "occhio che vede" è realizzare creativamente.
Dall'arte improntale (uomo impronta di matrice sociale del suo gusto) discende la rivalutazione di una battaglia visuale estetica anti-alienante.
Io affermo che è arte la vittoria sul mondo che attualmente "vince", schiaccia, uccide, deforma la personalità dell'operatore.
Fantasia non sterile di laboratorio, insomma, ma comprensione e semmai collaborazione tra operatori, nel tentativo di abolire lo schermo deformante del nostro sentimentalismo estetizzante alla ricerca di una totale purezza.

ACQUA LUCE ARIA

Acqua, luce, aria, sono gli elementi fisici fondamentali alla materia. Ritengo di svolgere le mie ricerche in questo senso.
Per un concetto di ordine visivo, queste esperienze si esplicano attraverso materie e oggetti di consumo.
La veridicità di questi materiali non interessa però il senso filosofico di questa esperienza.
Lo spettatore dovrà guardare attraverso le vibrazioni di un filtro prismatico, la cui trasparenza è di natura psichica, basata sulla scelta direzionata. Dotato di tale possibilità, lo sguardo condotto ha la visualizzazione instabile del soggetto da me proposto.

Remo Bianco
Milano 1964

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