E' una pacifica invasione, quella che lo scultore Rino Crivelli ha messo in atto negli spazi della Galleria d'Arte Il Salotto con il suo "popolo di legno". Sono esseri bifaccia, solidamente verticali, variegate figure ricavate da tavole di legno multistrato, sagomate, incernierate e dipinte da ambo le parti. Sono "pitture-sculture", come le definisce Crivelli, perché sono nate naturalmente e gradualmente dai suoi quadri, con la volontà di cambiare pelle, staccarsi dalla parete e iniziare una nuova avventura nello spazio. Da una decina di anni Crivelli lavora al suo popolo di legno, che si moltiplica, infittisce sempre più, quasi in un riprodursi naturale; esseri somiglianti ma tutti diversi, una sorta di individui uniti o ancor meglio unibili, come li ha definiti Giancarlo Majorino. Un popolo di individui che silenziosamente dialogano tra loro e intrattengono chi li osserva con il gioco del trasformismo, rendendosi ora riconoscibili (in un watusso, un hidalgo) o irriconoscibili. Un aiuto ci viene dai loro nomi Till, Milagro, Benina, Mateto, Calicardio, Armida, Anagramma, Diotima, Tupamarga, Kora, Garumma, Tremottino, nomi da favola, che qualche volta sembrano concedere una probabile indicazione, ma che, come tutte le favole, contengono una struttura nascosta "e allora - come suggerisce Roberto Sanesi in presentazione - "ci troveremo di fronte a un'altra storia". Il popolo di Crivelli è un popolo di individui logici, ben costruiti, la loro posizione frontale non da spazio ad atteggiamenti ambigui, ma solo ad un rapporto di chiarezza con il pubblico. Per contro l'atmosfera che creano è carica di familiarità, di ironia, ricordandoci di essere individui in una collettività fatta di irriducibili persone complesse.

Rosabianca Mascetti

Rino Crivelli è nato a Milano il 15 settembre 1924. Ha compiuto a Milano gli studi classici e nella stessa città si è laureato in ingegneria. Ha lavorato poi nell'industria fino al 1964. Si dedica in seguito esclusivamente all'attività artistica già iniziata fin dal 1945 con i primi disegni e le prime tele. Pubblica nel 1978 presso l'editore Scheiwiller un libro di illustrazioni e storie "Speriamo almeno che Alice non dica okay". Da una decina d'anni dirada progressivamente i rapporti con la pittura, intesa come illegittima finestra introdotta clandestinamente nella parete. La cangiante pelle pretenderebbe d'essere altro e di più reclamando la sua avventura nello spazio. Nasce così e si moltiplica il popolo di legno: sagome ad altezza umana ritagliate da tavole, incernierate e dipinte da ambo le parti. Attorno a queste s'infittisce per sussurri e cenni, rarissimi gridi, ininterrotto, un flusso disegnativo implacabile, accolto da migliaia di fogli di uguale dimensione (50x35). Da tempo ormai l'autore nutre il sospetto corposo che la scrittura così raccolta, per altro da decifrare, altro non sia che il diario del popolo di legno.

Rino Crivelli

Le pitture-sculture di Rino Crivelli sono ricavate da tavole di legno multistrato sagomate, incernierate e dipinte da ambo le parti con miscele di smalti e inchiostri litografici. Le cerniere sono disposte su di una retta verticale perpendicolare al piano d'appoggio delle pitture-sculture in modo d'assicurare a queste una buona stabilità.

Principali mostre personali:

1965 Galleria Pater, Milano - 1966 Galleria Ferrari, Verona - 1967 Galleria Pianella, Cantù o Galleria Cadario, Roma - 1968 Galleria Pater, Milano - 1969 Galleria La Triade, Torino - 1970 Galleria Bergamini, Milano - 1971 Galleria Stefanoni, Lecco - 1972 Galleria Falchi, Milano - 1973 Galleria Tino Ghelfi, Vicenza - Centro Culturale San Fedele, Milano - 1974 Galleria Quattro Venti, Palermo - Galleria L'Argentario, Trento - 1976 Centro Culturale Rizzoli, Milano - Galleria Eco, Finale Ligure - 1977 Galleria Il Mercante di Stampe, Milano - Museo Civico di Vicenza - Chiesa di S.Giacomo, Vicenza - Centro Culturale Rizzoli, Milano - 1979 Galleria Spriano, Omegna - Galleria Centro Annunciata, Milano - 1981 Galleria La Clessidra, Milano - 1982 Galleria La Clessidra, Milano - 1984 Mercer Gallery, New York - Galleria San Carlo, Milano - 1985 Galleria San Carlo, Milano - 1988 Galleria Studio 111, Milano - 1990 Galleria AZ, Milano - 1991 Galleria Le Gatti, Bruxelles - 1992 Galleria La Boîte Magique, Gand - 1994 Galleria San Carlo, Milano - 1995 Galleria Rosso Tiziano, Piacenza - Galleria La Bussola, Torino

Di lui hanno scritto:

Luciano Budigna - Giorgio Kaisserljan - Giorgio Mascherpa - Francesco Vincitorio - Mirella Bandini - Mario Radice - Luciano Inga Pin - Roberto Sanesi - Elena Pontiggia - Martina Corgnati - Stéphan Rey - Giancarlo Majorino - Ermanno Krumm - Maurizio Vitta.


 
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