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Carl Weidemeyer
artista e architetto
tra Worpswede e Ascona
1882-1976


a cura di:
Bruno Maurer e
Letizia Tedeschi

Collana
Archivio del Moderno
"Monografiei"
Edito da:
Accademia di architettura
UNI della Svizzera italiana
Mendrisio2001
Skira Milano 2001
312 pp. 24x28 cm
ill. b/n e col.
lingua:italiana
ISBN 88-8491-068-4

 

 

 

 

 

 

 

Ad Ascona (Ticino) sulle rive del Lago Maggiore, in quello che il filosofo Karol Kerényi definiva "il golfo più settentrionale del Mediterraneo", fin dagli inizi del XX secolo si sono incontrati ed hanno vissuto filosofi, artisti e letterati di tutta Europa, in una comunità ideale che ha radici nella Colonia di Monte Verità. In campo architettonica ad Ascona tra gli anni Venti e Trenta si scrisse una pagina importante di storia dell'architettura razionalista, grazie alla figura di Carl Weidemeyer (Brema 1882-Ascona 1976) di cui il Museo Comunale d'Arte Moderna ne conserva dal 1995 il lascito. Il volume è la prima monografia pubblicata su Carl Weidemeyer che accompagna anche un'ampia retrospettiva ("Carl Weidemeyer 1882-1976: artista e architetto tra Worpswede e Ascona" Museo Comunale d'Arte Moderna di Ascona - agosto/dicembre 2001 - e Archivio Progetti-Istituto Universitario d'Architettura di Venezia - autunno 2002) curata da Bruno Maurer e Letizia Tedeschi, in collaborazione con l'Archivio del Moderno e l'Accademia di architettura dell'Università della Svizzera Italiana di Mendrisio. In questo modo si è inteso rivalutare il personaggio Carl Weidemeyer, come architetto e artista poliedrico, (fu pittore, illustratore, creatore di giocattoli, attore, mimo e teatrante) e sottolineare come il suo operato sia stato di collegamento tra la cultura mitteleuropea e quella mediterranea. Nato a Brema nel 1882, fin dal 1905 fu membro della straordinaria colonia artistica di Worpswede - con Paola Modersohn Becker, Otto Modersohn, Heinrich Vogeler, Rainer Maria Rilke - e lavorò come architetto tra Brema e Willingen fino al 1927 quando si trasferì ad Ascona. Qui giunse su invito di Paul Bachrach, padre della ballerina "mimica" Charlotte Bara, allieva dei celebri Sakharoff, per progettare il Teatro San Materno. Seguirono poi tra il 1928 e il 1935 otto edifici "razionalisti" ad Ascona e dintorni (Casa Haas, Casa Fontanelle, Casa Tutsch, Casa Rocca Vispa, Casa Andrea Cristoforo e Villa Chiara per la famiglia Oppenheimer) che rappresentano una sintesi del dibattito di un momento storico in cui le esperienze artistiche, le elaborazioni filosofiche, le novità scientifiche e tecnologiche, antropologiche e sociologiche hanno animato la svolta culturale dei primi decenni del Ventesimo secolo. La progettazione di Weidemeyer mosse sempre dal suo interesse per la morfologia dei luoghi e lo individua come un anticipatore della figura di architetto territorialista, in grado di far fronte alla complessità di una progettazione innovativa e rispettosa del territorio.

(Testo di Rosabianca Mascetti tratto da "Weidemeyer, architettura tra Mediterraneo e Mitteleuropa" pubblicato dal Corriere di Como il 22 dicembre 2001)


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