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Uomo e natura
tra passato e futuro
dal Ticino del 1798
al Ticino del 2198

a cura di
L. Patocchi e A. Bianda
Ed. della Fondazione
Galleria Gottardo
Lugano 1998
80 pp. 22x24 cm.
110 ill. b/n e col.
In occasione dei festeggiamenti per il Secondo centenario dell'indipendenza delle terre ticinesi, la Galleria Gottardo di Lugano ha presentato (1.8.- 1.11.98) in collaborazione con Filippo Rampazzi, direttore del Museo Cantonale di Storia Naturale, una mostra sul rapporto dell'uomo con la natura, a cura di Luca Patocchi e Alberto Bianda, cui si deve l'allestimento e il catalogo della mostra. Interprete del rapporto tra uomo e natura il "pesce rosso e la sua storia". Il pesce rosso venne introdotto in Ticino, con altre specie di pesci esotici, nella metà dell'Ottocento per il ripopolamento a scopo commerciale, sportivo e ornamentale della fauna ittica indigena. Successivamente, attraverso incroci e selezioni assunse il ruolo di specie sempre più "artificiosa", per lo più nella classica boccia di cristallo, per venire oggigiorno addirittura sostituito da un filmato in videocassetta, o programma interattivo da vedersi su uno schermo. E' questo un esempio di come l'uomo possa manipolare la natura originaria, trasformarla, ridurla ad un oggetto per poi ritrasformarla in qualcosa di virtuale. Fortunatamente il percorso che l'uomo ha intrapreso per allontanarsi dalla natura non è così a senso unico e il processo di riavvicinamento è ancora tutto da giocare, da discutere, da inventare. Attraverso apparati e un percorso obbligato la mostra invita il visitatore a riflettere su come fosse la vita in passato a diretto contatto con la natura, (agricoltura, selvicoltura, caccia e pesca), di come essa fosse indispensabile per la sopravvivenza (la coltura del castagno, allevamento), minacciosa (animali feroci, impraticabilità del territorio), precaria (malattie e carestie). Oggi l'uomo ha apportato modifiche alla natura, ha creato grandi vie di comunicazione, laghi, dighe, introdotto nuove specie, clonato animali, usato la natura come luogo di svago, persino il rapporto con le stagioni sembra ormai sovvertito. Ma tanto più la natura diventa estranea alla nostra vita quotidiana, tanto più ci accorgiamo che questo bene creduto accessorio non è poi così una risorsa illimitata e inesauribile come si poteva credere in passato. Sull'onda delle nuove mode, della new e next age, dei prodotti bio, delle medicine naturali, dell'agriturismo, delle distanze sempre più ridotte dai nuovi mezzi di comunicazione, si intravvede forse una nuova sensibilizzazione al recupero di un rapporto etico con la natura, di rispetto del territorio perché, come l'ultima pagina metallizzata del catalogo, esso possa riflettere non solo un magnifico paesaggio alpino, ma anche il nostro volto di persone in sintonia e perfettamente integrate con l'ambiente.
Da "Inventiamo un percorso per ritrovare la natura" di Rosabianca Mascetti
"Il Corriere" 29 agosto 1998

L'indirizzo della Fondazione Galleria Gottardo in Internet http://www.gottardo.ch


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