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Flessibili Splendori
I mobili in tubolare metallico.
Il caso Columbus

a cura di:
Anty Pansera
con:
Alberto Bassi
Tiziana Occleppo
Electa
Milano 1998
258 pp. 22x24 cm.
ISBN 88-435-5829-5
lingua: italiano/inglese

I primi mobili in tubo metallico furono progettati all'inizio degli anni Venti al Bauhaus dagli architetti del Movimento Moderno che apportarono un vero rinnovamento nella casa e nell'oggetto d'uso. E' del 1925 la poltroncina Wassily di Marcel Breuer che contese qualche anno dopo a Mart Stam la paternità della prima sedia elastica, cioè con un'estremità sospesa. Da allora i maggiori architetti dell'epoca, da Mies van der Rohe a Le Corbusier e Charlotte Perriand. fecero del mobile in tubolare di ferro il simbolo dell'arredo moderno e funzionale, esatto corredo agli edifici che gli architetti moderni stavano allora costruendo, per quella sua prerogativa di comunicare l'idea di pulizia formale, di tecnologia, di essenzialità e razionalità. Dopo il 1932 i mobili in tubolare nati dalla sperimentazione della scuola del Bauhaus passarono all'industria e furono inseriti, con altri disegnati da Alvar Aalto, Flora Steiger, Werner Moser, nel catalogo dell'azienda zurighese Wohnbedarf AG, essa svolse un ruolo determinante nell'ambito internazionale dell'industrializzazione e della standardizzazione diversificandosi con un prodotto di nuova tendenza, fatto di pochi elementi essenziali e prodotti serialmente. Costituita nel 1931 da Siegfried Giedion, storico dell'arte e segretario del CIAM (Congrès International d'Architecture Moderne), da Rudolf Graber, commerciante e da Werner Moser, figlio di Karl Moser, la Wohnbedarf aveva lo scopo di coordinare il lavoro di collaborazione tra industria e disegnatori. Il prodotto da realizzare doveva essere adatto "all'uso quotidiano del cittadino" (funzionale per la nuova edilizia caratterizzata da piccoli appartamenti) ma anche elegante, di qualità e facilmente inseribile in arredamenti classici:. Giedion puntò al mercato internazionale e ben presto, grazie ad una accurata politica di contatti, il mobile in tubolare di ferro divenne di gran moda e sul mercato venne immessa tutta una linea di prodotti, molto curati tecnologicamente e supportati da una accurata politica dei prezzi e da un'attenta campagna pubblicitaria affidata a Max Bill.
La licenza per la produzione in Italia dei mobili Wohnbedarf fu acquistata nel 1933 dalla ditta Columbus di Milano, consorella dell'industria metallica A.L.Colombo, specializzata nella produzione di tubi metallici, fra l'altro, adottati in campo aeronautico o per costruire biciclette. La ditta Columbus iniziò un lavoro di collaborazione con i maggiori architetti italiani come Giuseppe Terragni, Figini e Pollini, Piero Bottoni e Giuseppe Pagano per produrre mobili metallici di alta qualità progettuale e costruttiva e per arredare gli edifici razionalisti o gli allestimenti per le fiere e le esposizioni. Alcuni esempi ne sono gli arredi della Casa del Fascio di Como progettata da Terragni, del padiglione futurista di Enrico Prampolini alla V Triennale di Milano, della sede del giornale "Il popolo d'Italia" di Pagano.

Proseguendo nel proprio programma espositivo e ribadendo il concetto che vi sono spesso forti legami tra le numerose attività dell'uomo, anche se realizzate in luoghi e tempi diversi, la Galleria Gottardo di Lugano ha proposto (dal 13 dicembre 2000 al 3 marzo 2001) un'ampia rassegna della produzione della ditta Columbus di Milano. La mostra, realizzata in collaborazione con l'Archivio Storico Columbus di Milano, Collezione Antonio Colombo, il Centro Studi Giuseppe Terragni di Como, l'Istituto Alvar Aalto di Torino, l'Archivio Tropeano+Pfister, attraverso una variegata gamma di prodotti originali, prototipi, disegni di progetto, documenti, cataloghi, fotografie originali e immagini pubblicitarie, riviste d'epoca italiane ed estere ha esemplificato e documentato i metodi produttivi e costruttivi del mobile metallico oltre alla ricerca e l'evoluzione della sua produzione.(R.M.)


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