Archivio Attivo Arte Contemporanea http://www.caldarelli.it

 

Norman Bluhm
Opere su carta 1948-1999


mostra a cura di
James Harithas
catalogo a cura di:
Luigi Sansone
testi di:
Salvatore Carrubba
Maria Teresa Fiorio
James Harithas
John Yau
Ed. Gabriele Mazzotta
Milano 2000
87 pp.23x27 cm
ill. b/n e col
lingua: ital/ingl
ISBNN 88-202-1395-8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Norman Bluhm (Chicago 1921-East Wallingford 1999) artista americano, ascrivibile per il suo stile alla corrente dell'espressionismo astratto, è uno dei protagonisti dell'arte statunitense del dopoguerra che tanto influsso ha avuto nella cultura occidentale. Norman Bluhm, con la sua arte, è stato un sensibile narratore della realtà americana, ma anche interprete della commistione che si era creata tra cultura europea e statunitense alla fine della guerra. A partire dagli anni '50 l'artista venne a contatto con la cultura d'oltre oceano come studente di Mies van der Rohe e grazie alla frequentazione degli intellettuali europei e della Bauhaus fuggiti al nazismo, riuscendo nel contempo a riunire attorno a sé gli artisti più importanti dell'avanguardia americana come Pollock e de Kooning. Era uomo cosmopolita, visse in Francia e in Italia , studiando i maestri del passato ma stando a diretto contatto con l'ambiente delle avanguardie artistiche, sperimentando nuove tecniche e nuovi contenuti. Aveva un carattere passionale e indipendente, amava il rischio e vivere con responsabilità e pienezza il presente mettendo corpo e anima nella sua arte. Il recupero della tradizione e la grande padronanza delle tecniche portarono Bluhm a comporre un proprio vocabolario fatto di ampi segni gestuali, spruzzi di colore, sgocciolature, forme costruire con linee che configurano corpi e spazi, pennellate violente e inquiete. Una sintesi perfetta della ricerca di Bluhm sono le opere su carta, che amava definire "suitcase art", "opere da viaggio" : in esse traspare la passione, la fierezza, l'intellegenza viva dell'artista grazie alla potenza della combinazione dei colori e la forza del tratto lineare, e nel contempo esprimono conoscenza e meditazione nella stesura di sottili linee calligrafiche e il sapiente studio della luce. Alla produzione su carta di Bluhm il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano ha dedicato (dal 20 aprile al 25 giugno 2000) un'ampia rassegna, a cura di James Harithas, presentando per la prima volta in Europa, opere prodotte dal 1948 al 1999. (R..M.)


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