Helga Kirchner Guerra


Le tecniche utilizzate di preferenza dall’artista comprendono acquerello, tempera, penna e matita su carta, oltre ad olio e acrilico su tela.
L’arco dell’attività dell’artista si suddivide in tre cicli. Il primo è quello astratto, dalla cui scuola la pittrice proviene. Nel secondo, che copre in pratica gli anni ‘70, l’artista sviluppa dalla matrice astratta una "nuova figurazione" che, sotto vari aspetti e tematiche, ha come soggetto il condizionamento dell’uomo moderno. Alcune critiche ne parlano così: vedi le citazioni di Luigi Bracchi, Domenico Cara, Mario Radice, Dino Villani, Giorgio Mascherpa, Nella Massarotti.
Dal 1983, terzo ciclo, ritorna all’astrattismo, attuando però una sintesi tra astrazione pura e motivi figurativi, sempre più elementari. Fra dinamismo e strutture solidificate, fra contrasti di luce e di materia, nascono così spazi e vedute che, nonostante la loro enigmatica irrealtà, uniscono la pittura a visioni esistenziali. Le opere parlano del modo in cui gli individui si raffigurano con tanto di passato e di un futuro sempre meno rassicurante e aperto in ogni direzione. La materialità di tale mondo è descritta in sezioni, o spaccati, dove un lungo processo dinamico e vitale, non solo espressivamente umano, ha lasciato tracce in segni organici, rotture e trasformazioni, in vie di sviluppo e di interruzione: tutto in una specie di mobilità verticale senza fine, tranne quella del presente che già fugge.
Il tema "Sezioni di evoluzione" dell’ultima personale include strutture di strati e di piani che si integrano, si pietrificano o si sciolgono; mai che una parte rimanga isolata, senza la tensione delle altre parti.
La leggibilità nel senso di fasi di crescita, dell’avvenire e della discesa, pur sempre nel fluire del tempo, i limiti della natura e dello spazio, la coscienza della propria situazione nell’universo sono sempre presenti in chi segua con attenzione questo discorso pittorico.



TESTI CRITICI

...Helga Kirchner Guerra, di questa pittrice tedesca sposa ad un italiano, della quale scrissi a suo tempo elogiando l’opera grafica sfoggiante finezza di disegno e fantasia delle composizioni, non faceva supporre l’attuale rapida evoluzione. Si tratta di una vera escalation perché in questi grandi quadri esposti alla galleria del Giorno, la fantasia dell’artista è quanto mai sbrigliata. Non si tratta stavolta, di piccoli disegni, ma di grandi dipinti dove la figura umana, con uno stile appropriato ormai raggiunto, è la protagonista d’ogni quadro dove il simbolo gioca felicemente il suo ruolo. Inserendo con grande abilità, che quasi non t’accorgi, ricorsi decorativi che non guastano, ma al contrario, aggiungono mistero a queste suggestive composizioni eseguite tecnicamente con impeccabile scrupolosa perizia.

Luigi Bracchi


...Helga Kirchner Guerra è una pittrice di Brema che ha studiato a Kassel sotto la guida di Fritz Winter che fu allievo di Klee. Adesso risiede in Italia. Le sue opere di pittura eseguite con buona tecnica sono di natura simbolica e di sapore surrealistico senza essere tuttavia morbose. Le figure umane, ben disegnate, sono parzialmente avvolte in fasci di "linee di forza" e di altre forme imprecisabili che ricordano un poco i primi futuristi di sessant’anni fa. Colori e forme mettono in evidenza la scarsa autonomia corporea e spirituale di ogni uomo ed invitano il fruitore a meditare sulla fragilità di ogni creatura e sulla necessità di essere umili e buoni. La pittura di Helga Kirchner Guerra può ritenersi un esempio tipico di "nuova figurazione" con evidenti caratteri nordici ma privi di complicazioni insidiose.

Mario Radice


...Helga Kirchner Guerra, un’artista tedesca stabilitasi in Italia dal 1965, dove vive e lavora. Se l’Accademia di Kassel, dove ha studiato e si è diplomata, le ha dato una solida impostazione che emerge nel tratto forte e nella ricerca di una solida consistenza per le immagini, in queste sue scene nelle quali il tema ricorrente è la spiaggia, la vita che la gente svolge al mare, c’è uno spirito che ha acquistato qualche cosa di mediterraneo. Vediamo così un’artista che sa raccontare quello che vede con rigore e con libertà nello stesso tempo ed in modo da interpretare la natura delle cose ed il carattere dei personaggi.

Dino Villani


... Una serie di meditazioni prevalentemente grafiche sul tema della spiaggia vista come accensione di una figuratività e di un clima espressivo diverso da quello che sembra superficialmente. Una spiaggia dove cioè affiorano prospettive illusorie e divergenti spazi nuovi alla comprensione umana e psicologica più nuda e vera qui (così come il corpo al cospetto del mare).

Giorgio Mascherpa


....Helga Kirchner Guerra, la cui pittura, impegnata e fantasiosa, fisicamente reale e immaginevolmente assurda, parla di un’essenza fondamentalmente femminile. L’arte è oggi un campo di affermazione e di particolare interesse per la donna. E, se le gallerie potranno contare su molte visitatrici, se la signora si abituerà ad andarci con le amiche, se ci porterà qualche volta i suoi bambini, forse questi, diventati adulti, ci ritorneranno più volentieri. Avranno imparato a "volere" vedere, e guarderanno all’arte figurativa con la fiducia di chi sa di trovarvi un passaggio felice fra gioco e realtà, anzi un bellissimo gioco per i grandi, un rifugio fantastico e "nuovo".

Nella Massarotti


Note biografiche

Helga Kirchner Guerra, nata a Brema, ha frequentato l’Accademia d’Arte di Kassel sotto la guida del Prof. Ernst Roettger e del pittore Fritz Winter, allievo di Paul Klee.

Diplomatasi nel 1961, si è trasferita nel 1965 in Italia, dove vive e lavora.

E’ stata insegnante d’arte alla Scuola Germanica di Milano per ventiquattro anni.

Dal 1969 fra le mostre personali ricordiamo:

Biblioteca Sormani, Milano

Galleria Il Giorno, Milano

Galleria Il Salottino, Como

Galleria Il Gelso, Lodi

Galleria La Tavolozza, Bergamo

Museo Civico di Bensberg, Colonia

First National City Bank, Milano

Centro culturale tedesco - Biblioteca Germanica, Milano

Galleria 9 Colonne, Trento

Galleria Gian Ferrari, Milano

Galleria L’oro di Noma, Milano

Ha partecipato ad una serie di mostre collettive, tra cui varie edizioni del Premio Joan Mirò di Barcellona tra il 1970 ed il 1984 e, nel 1977, alla mostra-scambio Italia-Jugoslavia alla Galleria d’Arte Moderna di Lubiana.


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Per informazioni potete scrivere all'indirizzo
miccal@caldarelli.it

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