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Attivo Arte Contemporanea
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Luca Maria Patella
è uno dei rappresentanti di rilievo delle Arti Visive italiane
degli ultimi trent'anni. Svolge una ricerca, che si attua mediante
numerosi media espressivi sperimentali (dalla pittura all'installazione,
dalla fotografia, il film, il video, il suono, al libro o al computer
e le reti telematiche), senza mai perdere il contatto con una profonda
matrice estetica e poetica. La sua formazione è stata, sia
artistica (con suo padre Luigi, e con Stanley William Hayter,
a Parigi), che scientifica (Chimica Strutturale, con Eugen
Riesz, a Montevideo; Psicologia Analitica, con Ernst Bernhard, a Roma).
Patella promuove quindi, con originalità - in teoria e in pratica
- un complesso confronto Arte-Scienza (o pensiero, cultura ed esistenza),
quello che denomina: "Arte & Non arte", e che -
in stretta connessione con la pratica artistica - implica teorizzazioni
psicoanalitiche, filosofiche, linguistiche (quali, ad esempio, le
sue analisi relative a Diderot, Duchamp, o Dante). Fra tali campi
- e nell'ottica di un'epistemologia adeguata ai tempi - egli ritiene
che vi sia: non esclusione reciproca, ma anzi, "necessità"
di rapporti e ricerche creative. Per quanto concerne la fotografia
e il film e, più in generale, l'àmbito dei
media, Patella è stato uno dei primi ad affrontare,
strutturalmente e sperimentalmente, questo campo, anche in date anteriori
al 1964. Tali produzioni e invenzioni di Patella (egli ha ideato originali
sistemi di ripresa e proiezione, quali la "proiezione sferica non
anamorfica", o le "dissolvenze variabili"; nonché Ambienti
Sonori interattivi, come i "Muri Parlanti" e gli "Alberi
Parlanti", 1970): erano intese in senso "pre-concettuale" (attinente
- questo è fondamentale - alla complessità, e non alla
mera tautologia), oltre che "comportamentale", e - per altro verso
- "citazionista", in un complesso rapporto con la Storia. Patella
ha anche tenuto corsi di foto-cinematografia e grafica di ricerca.
La sua produzione fotografica assomma a numerosissime sperimentazioni
ed opere: dalle diapositive colore e le grandi tele fotografiche virate,
dei primi anni '60 ( ad esempio: le "Immagini strutturali Senza
Peso", o le "Terre Animate" proto-landartistiche, dell'Estate
1967); ai "Comportamenti" (termine che introduce ne1 1966)
e gli "Ambienti Proiettivi Animati" (sostanzialmente: multimediali,
e interattivi); alle "Immagin azioni globali" di Montefolle;
sino ad esperienze virtuali e digitali. Italo Zannier ha scritto:
"egli è un fotografo con la cui opera la storia della fotografia
deve fare i conti (...) fotografare il pensiero umano; come nelle
immagini di Luca Patella". Nell'àmbito del libro Patella ha
redatto oltre 50 pubblicazioni monografiche, assai variate:
dal saggio multidisciplinare, al catalogo creativo, al testo letterario
e poetico (quasi sempre da lui curati, anche sul piano grafico-comunicativo
). Fra le grandi installazioni (oggettive, video, e mentali,
accompagnate da Libri teorici) degli anni '80-'90:
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