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alcuni link per conoscere il
GIOCO DEL FUTURO



Introduzione di Michele Caldarelli - Press Release  in Pdf 
Presentazione sfogliabile -  Presentazione sfogliabile
Mostra presso la Galleria d'Arte Il Salotto - Como
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Blog di Luigi Viazzo - Blog di Stefano Misesti
Una presentazione sfogliabile con Il Concept e i personaggi del Gioco
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si ringrazia per la realizzazione del prototipo del gioco
Piero Ballarate

si ringraziano per la videopresentazione
I Fiori di Loto 

contatti
giocodelfuturo@caldarelli.it - www.caldarelli.it



All'insegna del doppio, come in “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” di Lewis Carroll, il gioco, inventato, nelle regole, da Luigi Viazzo e concretizzato in immagini da Stefano Misesti per questa prima edizione sperimentale, si sviluppa per n-dimensioni a partire dallo sdoppiamento degli schieramenti per proseguire coi possibili incontri con carte, pedine, dadi, tarocchi... per un totale di 146 varianti. Forse anche Lewis Carroll ci si divertirebbe a sazietà giocando anche lui, curioso, una salutare alternanza di regola e caso. Questo è un gioco, frutto di una neo-ibridazione, figlia di invenzione quanto di eredità culturale, e caratterizzato da complesse strategie quanto inaspettate aleatorietà. Vorrei a questo proposito, citandone il concetto di “Alegria” che sintetizzava in un termine l'importanza della esperienza ludica esposta in una vera e propria enciclopedia dei giochi, ricordare il monumentale saggio sui giochi da tavolo (il primo della cultura occidentale) del Rey Alfonso (X di Castiglia detto el Sabio) che nel XIII secolo prestò pari attenzione ai giochi intellettuali come gli scacchi e a quelli aleatori, rappresentati per eccellenza dai dadi (alea, appunto) o “misti” come il backgammon. Va osservato, tra l'altro, come lo spirito delle argomentazioni del Rey in questo “Libro de los Juegos” andasse di pari passo con il clima culturale del suo tempo, quando le discipline Astronomia e Astrologia non erano ancora disgiunte. Alfonso aveva fatto tradurre i principali studi arabi di astronomia e fatto compilare le Tavole Alfonsine (appunto) di fondamentale utilità nelle osservazioni astronomiche e che sarebbero state in uso, indiscusse, fino all'epoca di Keplero. Ma è pur vero che fu anche l'autore di uno dei più famosi lapidari il “Libro de Astromagia” che combina con intento protoscientifico i dettami dell'Astrologia con quelli della Magia Talismanica, un vero e proprio Grimorio. “Naturale è negli uomini la brama di conoscere il futuro” asseriva già nell'ultima delle “Siete partidas” del “Libro de los Juegos”... non era il primo ad asserirlo e non sarebbe stato nemmeno l'ultimo per lungo tempo. Di qui si sarebbero ulteriormente sviluppate le discipline previsionali che trovano curiosa origine anche nell' ”Arte della guerra” del generale cinese Sun Tzu” il più antico manuale che si conosca in merito (V secolo A,C.), utile, come sosteneva l'autore, sia in battaglia che nel gioco.
Da ricordare, come esempi di scienza e “manualistica” predittiva che, ancora una volta attingendo alla cultura cinese, trovano lontana paternità nel famosissimo “I Ching”, sono il “Pleasant jeu du Dodecaedron” (ideato e dedicato a Carlo V re di Francia dal grande poeta Jean de Meun) e l' italiano “Libro delle Sorti” di Lorenzo Spirito (poeta e militare umbro) ideato per la famiglia Braccio da Montone nel 1482 (Biblioteca Marciana codice it. IX, 87).
Entrambi questi libri fanno uso del lancio di dadi (un dodecaedro in quello di Meun) combinato con la consultazione di complicate e sovrabbondati tavole di riferimento astrologiche per il diletto di cavaleri e dame di corte.
Anche al giorno d'oggi le velleità previsionali non si sono ancora estinte e spesso falsanti, anche se condotte con scientificità statistica, come testimonia la frequente fallacità degli exit poll o la profilazione utenti di Google. Pare che in eterno, prevedibilità e casualtà debbano fronteggiarsi continuamente, e asserirei in modo salutare, rendendo omaggio al Re di Seredippo (l'odierna Ceylon nel racconto di Cristoforo Armeno) padre putativo di tutta l'attuale filmografia intrisa, appunto, di Serendipity. Serendippo potrebbe essere a buon diritto testimone ed eponimo di questo gioco. Nel racconto di questo autore del XVI secolo (forse pseudonimo del più famoso Straparola), “Peregrinaggio di tre giovani figlioli del Re di Serendippo” sono riunite una serie di novelle concatenate e contenute in una novella cornice secondo uno sviluppo narrativo che vede a confronto il superamento strategico delle “prove” che via via si presentano con l'andamento del destino. Un clima narrativo che ha ispirato anche Voltaire e in tempi più recenti Borges ma non solo...
Michele Caldarelli
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