Archivio
Attivo Arte Contemporanea
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Galleria d'Arte Il Salotto via Carloni 5/c - Como - archivio storico documentativo
Last but not least
mostra personale
di
Giovanna Gadda
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Last but not least Così viviamo... mentre ogni universo personale si configura, istante dopo istante, fatto di esperienze e ricordi in un continuo vortice esistenziale. Una incredibile varietà di percezioni lo nutrono e ne delineano i contorni incerti, porgendo apparenti certezze al "presente" dei nostri sensi, scontornandole, una per una, tra i vapori in una nebulosa di reminiscenze sempre più profonde... mentre l'attualità trascolora nel passato rendendoci vivi e antichi nel contempo... mentre il nostro futuro si forma. Ad ogni istante della nostra vita, prendendone coscienza, è come se sbirciassimo in una infinita macchina catottrica o, meglio, la navigassimo, stupiti da ogni rifrazione possibile della luce che la attraversa, spersi nell'immensità, fra miriadi di qui ed ora, certi della loro consistente realtà quanto della loro natura effimera ed evanescente. Ognuno esperisce e costruisce un proprio cosmo personale che, se dovesse collassare, come pare fra qualche miliardo di anni accadrà anche all'universo fisico che ci sovrasta e ci contiene, potrà risorgere dalle proprie ceneri, con un poderoso colpo di coda, nuovamente vitale, coerente e articolato, fantasmagorico e consolatorio nella sua bellezza di big bang domestico. Così è, in essenza, ogni momento della nostra vita, affascinante ed energicamente stimolante nel presente in fieri, quanto colmo di eco ipnotiche provenienti dall'abisso del tempo trascorso. Nati dal seme di quell'Albero mistico che, da opposti punti di vista, ora affonda le proprie radici nella sfera del sovraceleste e sviluppa la chioma rigogliosa nella natura molteplice del mondo sublunare, ora trae invece linfa dalle viscere della materia terrestre mentre il fogliame stormisce al vento proveniente dall'iperuranio, viviamo simultaneamente una doppia natura di esseri separati e nel contempo relazionati, mentre siamo immersi nella marea degli eventi che ci trascinano o ci sostengono, nostro malgrado. Secondo una visione lineare del tempo gli eventi accadono in successione e secondo un inequivocabile quanto incontrovertibile fluire dell'esistenza. Dovendo poi fare i conti con la facoltà della visione come parametro spaziale, ogni entità che si porge allo sguardo è necessariamente collocata nel tutto e, in virtù di una contiguità nella logica dell'estensione fisica della materia, la dislochiamo con la maggior precisione e univocità possibile nella mappa dell'universo sensibile. Ogni cosa o persona, e per necessaria estensione, ogni forza che ne determina l'esistenza è, o è stato lì in quel momento, all'orizzonte degli eventi, appena "brillato" come corporeo presente o rêverie e pronto a consumarsi velocemente come fiamma che arde. Dobbiamo però anche considerare il fatto che ogni vicenda della nostra esperienza umana, anche se si manifesta entro l'esiguità del nostro microspazio antropico ed è sempre l'ultima "in ordine di apparizione", non è mai per certo la definitiva o la più periferica poiché circolarmente riassume instancabilmente tutto il vissuto personale e si relaziona centralmente all'universo che ci circonda e con i vissuti altrui, il più delle volte in modo imprevedibile. "Last but not least" parrebbe asserire a buon diritto anche Giovanna Gadda, smembrando e analizzando in frammenti una miriade di suoi vecchi disegni, dipinti, appunti visivi... ricomponendoli in grandi collages, in textures armoniche, nuove, accuratamente meditate... organizzate come un grande racconto unitario, senza mai ricadere in noiosa pedanteria classificatoria. In queste grandi carte si può leggere di tutto, con gioia e vivacità di sguardo, approfondendo la nostra conoscenza del vissuto di questa artista. Sono certo che Giovanna Gadda ha ancora molto da dire e, naturalmente, da fare per mettere a punto il proprio linguaggio espressivo, sempre più raffinato e attento... senza mai dover o voler rinnegare il trascorso della sua lunga esperienza artistica. Michele Caldarelli novembre 2008 |
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