Maurizio Guidi


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Maurizio Guidi (Firenze 1952) architetto, vive e lavora a Piegaio di Lucca dove si occupa di grafica, design e architettura parallelamente all'attività artistica iniziata nel 1983 con una ricerca sulle possibilità espressive del disegno in materia progettuale.

Nel 1984 realizza i "monumenti minimi": sculture di concezione minimalista realizzate con la tecnica del ready-made.

Del 1985 sono i primi progetti di scultura territorio, di cui una realizzata nel 1986 a Monteriggioni di Siena: Della rocca costruita dai senesi nel 1200 Maurizio Guidi ne ha fatto un avamposto [...], l'avamposto di una urbanistica fatta di poesia e di realismo. [...] ...addirittura naturalmente ha saputo individuare le linee ideali dalle mura della rocca creando in una proiezione diretta sul posto dieci punti di intervento, bastioni simbolici del suo messaggio di poesia e di amore. Questi bastioni simboli creano un nuovo territorio della rocca, il territorio voluto e assunto dall'artista: un nuovo territorio come opera d'arte molteplice e unitaria come opera d'arte globalizzante

Pierre Restany


Nel 1987 progetta "MEDIA E" che nasce con un lavoro di identificazione dell'Anfiteatro di Lucca e che si propone la formazione dello spazio Anfiteatro in altre cinque città europee: Sint Niklaas (Belgio), Colmar (Francia), Shongau (Germania), Abingdon (Gran Bretagna) e Gorinchem (Olanda). Ad oggi è stata possibile la realizzazione di "MEDIA 1" a Lucca e "MEDIA 2" a Sint Niklaas. Con Andrea Tessieri ha ideato anche "EVOCAVA" laboratorio per il recupero culturale della cava di marmo.
Nel 1991 una ricerca sul plexiglas e la luce ha portato alla formulazione del progetto "LUX": ...da una esigenza di nitidezza della realtà circostante, espressa con i primi disegni del 1983, passo all'intervento territoriale quale momento di integrazione natura-cultura. Il progetto LUX va per la stessa strada, favorendo processi di trasformazione energetica; la luce passando attraverso lastre di metacrilato, si materializza e prende forma di immagini. I primi LUX riproducono alcuni dipinti di Caravaggio, Botticelli, Raffaello una sorta di "viaggio nel tempo" alla velocità della luce, ma nella misura esistenziale è come trovarsi in uno stato di inerzia, dove "galleggiare" significa accettare, trovare, cercare, distruggere, ogni volta le provocazione della memoria universale.
Il tentativo di produrre una riduzione a puro linguaggio di luce viene applicato anche a foto da me realizzate.
Quello che appare come un abbagliamento delle immagini prodotto dalla luce, vale come metafora di una sovrapposizione fra natura e cultura.
Nitidezza non più come separazione ma come risultato di una sovrapposizione di elementi, espressioni complementari unite in un tentativo di chiarezza esistenziale.
E' normale essere abbagliati dalle passioni?
Ricreando questi abbagliamenti cerco di riprodurre sensazioni vere.

Maurizio Guidi


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miccal@caldarelli.it

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