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Note biografiche
Antonio Fiore è nato il l° agosto 1938 a Segni,
dove risiede. Durante il periodo scolastico intensa è stata la
sua attività sportiva, in particolare, nel mondo del calcio,
dove ha giocato per diverse squadre gli annuali campionati dilettanti.
Si diploma in Ragioneria e si iscrive alla Facoltà di Economia
e Commercio dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza.
Dopo alcuni esami è costretto ad interrompere gli studi perché
prima va a lavorare a Milano presso la Società Saipem del Gruppo
Eni e pochi mesi dopo si trasferisce a Sparanise (Caserta) presso la
Società Ceramiche Pozzi. Sin dall'inizio il suo lavoro è
rivolto verso i costi aziendali ed il controllo di gestione. Torna a
Roma presso l'Autovox e da questo momento negli anni seguenti la sua
attività sarà quella di dirigente amministrativo prestata
in molte aziende nazionali e multinazionali. In particolare, per la
Klopman International si reca, in più di un'occasione, negli
U.S.A. Continua poi la sua carriera ed impegno amministrativi nella
ex Gepi, come controller prima e coordinatore dei controllers poi, ed
infine come Direttore della Direzione Centrale Amministrazione dell'Enea.
Avrà altri incarichi direttivi nel Gruppo Gepi sino al suo ritiro
avvenuto il 31/12/96. Durante la sua normale attività lavorativa
si è sviluppato in lui l'amore per l'arte che lo ha portato a
visitare gallerie d'arte e incontrare artisti e poi negli anni a diventare
un piccolo collezionista. Un giorno un gallerista propose a Fiore di
acquistare un quadro di Monachesi a prezzi vantaggiosissimi. Antonio
desiderava moltissimo avere un dipinto del maestro che ammirava molto,
e disse al gallerista che lo avrebbe acquistato soltanto se Monachesi
in persona gli avesse scritto una dedica nel retro del quadro. Fu così
che la settimana successiva, insieme al gallerista, Fiore si recò
da Monachesi che dedicò il quadro a lui ed alla moglie in occasione
dell'anniversario di matrimonio per il 27/9/77.
Durante questo primo contatto si parlò di Futurismo in quanto
Antonio aveva incontrato più volte Francesco Cangiullo sino alla
sua morte avvenuta a Livorno, presso l'abitazione della sua allieva
Mena Joimo, il 22/7/77. Aveva avuto modo di vedere le opere di Cangiullo
e molti manoscritti futuristi comprendenti poesie, testi teatrali, parolibere,
brani musicali, schizzi di opere. Ma l'argomento che stava più
a cuore a Monachesi era l'Agrà. Iniziò da allora la sua
collaborazione ed adesione al Movimento. Seguì un periodo, di
circa un anno, in cui realizzò collages colorati utili
all'abbinamento immediato dei colori che, diceva Monachesi, aveva nel
sangue; sino ad arrivare ai primi due trittici esposti ad una mostra
ufficiale a Colleferro il 4/12/78 in occasione della festa della Patrona
S. Barbara. Da questo momento iniziò a lavorare artisticamente
con maggiore continuità, (mentre parallelamente continuava la
sua attività manageriale che lo impegnava moltissimo), alla produzione
di "Quadri-messaggio" nell'ambito del Movimento Agrà. Fu "battezzato"
da Monachesi con lo pseudonimo di UFAGRÀ, dove U stava per Universo,
in quanto il Movimento è universale, F per Fiore che è
il suo cognome, e Agrà, il Movimento stesso. Ha frequentato lo
studio di Monachesi sino al 1984.
Alla fine degli anni '70 aveva contatti anche con altri artisti e personaggi
del campo dell'arte. Ricorda in particolare Linuccia Saba, figlia del
poeta Umberto Saba e segretaria di Carlo Levi, con la quale ha trascorso
molte belle giornate, sino alla sua morte. Un bellissimo rapporto ed
una lunga amicizia, anche qui sino alla morte, l'ha avuta con le figlie
di Giacomo Balla, Luce ed Elica. Innumerevoli sono stati gli incontri
a casa loro a Roma in via Oslavia e tanti a Segni a casa sua. Non erano
sposate e vivevano sole e per questo si erano affezionate alla figlia
di Fiore, Rita. Frequentava, inoltre, la famiglia di Domenico Purificato,
con incontri a Fondi presso la villa "La Pastora", e frequentazioni
le aveva anche con la famiglia di Omiccioli.
Conosceva Mino Delle Site, Fantuzzi ed ha avuto modo di conoscere bene
Enzo Benedetto, prima, ed Osvaldo Peruzzi, poi. Enzo Benedetto gli parlò
molto del Futurismo e della sua continuità e nei moltissimi incontri
che ebbe si convinse e aderì, alla metà degli anni' 80,
alla Dichiarazione di "Futurismo Oggi", redatta dallo stesso Benedetto
e firmata dai futuristi viventi. Bella la dedica di Benedetto nel retro
di un suo quadro (Prospettive spaziali n. 9, 1975): "al collega
di cordata Antonio parolibero eccelso, 1988, 3.1.Roma (con il disegno
di un fiore) da Benedetto".
Con Osvaldo Peruzzi c'è tuttora una sincera stima ed amicizia
rafforzata, dopo la morte di Mino Delle Site, avvenuta nel 1996, da
una bellissima testimonianza scritta appositamente e a conferma e sostegno
della continuità del Futurismo.
Verso la fine degli anni '80 termina la produzione di dipinti incentrata
sul tema dei "Quadri-messaggio" anche perché c'era il pericolo
che l'aspetto letterario avesse il sopravvento su quello pittorico.
Sono da ricordare, di questo periodo, nell'ambito dei dipinti sull'impegno
sociale, la testimonianza di due opere realizzate più di dieci
anni fa con le quali precorreva i tempi, parlando già di pedofilia
e violenza sessuale (La vita è un dono da donare, 1988)
e di clonazione (Fermati Uomo!, 1987).
Dopo i "Quadri-messaggio" ha avviato un duplice processo di approfondimento
linguistico che dapprima l'ha portato a ricongiungere le forme cromatiche
a quel disegno sovrapposto secondo una libera reinterpretazione delle
linee-forza, eppoi a considerare l'intera superficie del quadro come
"campo" di pittura, o se si preferisce come "campo totale" pittorico
sottratto alle zone lasciate bianche per poter far meglio risaltare
su di esse le scritte. Questo nuovo stile si è consolidato con
il contornare le forme in virtù di una linea nera che ne ribadisce
i contorni. E' seguita poi la serie dei "quadri su legno sagomati".
Infatti, Fiore ha voluto dar sostanza oggettiva alle sue dinamiche forme,
inserendole al vivo nello spazio. Recente è la produzione delle
"pitture cosmiche", delle "procelle su Marte" e delle "foreste cosmiche
segnaletiche". Ha realizzato sculture in bronzo ed alcune anche in legno
colorato. Su invito del Circolo Nautico Generali di Venezia ha realizzato
l'opera Futur-Venezia nell'ambito del programma "Omaggio al Canaletto"
sul tema di Venezia e dell'acqua.
Molti critici d'arte si erano già occupati della sua attività,
ma importante fu nel 1988 il pezzo critico di Renato Civello che lo
presentava in una piccola monografia per l'antologica, a Palazzo Valentini
in Roma e al Teatro Comunale di Fiuggi, riferita ai primi dieci anni
di attività. Importanti furono anche, a seguire, i pezzi critici
di Luigi Tallarico, Giuseppe Selvaggi, Massimo Duranti, Franco Simongini,
Enzo Fabiani, Arianna Di Genova, Franca Calzavacca, Rossana Bossaglia
e Carlo Fabrizio Carli.
Ma oltre modo determinante è stato l'incontro con il critico
e storico dell'arte Giorgio Di Genova, che segue la sua attività
artistica dal 1990. In quell'anno lo presentò nella cartella
di serigrafie Il cosmo di Ufagrà dell'Agos Editore; nel
1991 curò la mostra antologica al Complesso Monumentale di S.
Michele a Ripa Grande di Roma. Sempre molto utili e costruttivi gli
incontri di Fiore avuti con lui sia per la sua profonda competenza che
per la sua conoscenza dell'arte. Infine ha ricevuto delle belle testimonianze
di Sante Monachesi, Domenico Rea, Vincenzo Fagiolo, Enzo Benedetto,
Osvaldo Peruzzi, Francesco Grisi, Gino Agnese.
Tiene la prima personale presso la Galleria d'Arte La Gatta di Colleferro,
con presentazione di F. Caporossi e P. Broussard ed una testimonianza
di Sante Monachesi. Nello stesso anno viene invitato ad esporre in una
collettiva a Malta nel Museo di Medina, nell'anno successivo in quello
di La Valletta, sempre a Malta. In seguito ha tenuto varie personali
ed è stato invitato a varie rassegne in Italia e all'estero,
segnalate con recensioni sulla stampa da G. M. Bonifati, G. Franceschetti
ed altri. Sue opere sono esposte in permanenza presso i musei di Medina.e
di La Valletta -Malta; Museo d'Arte Moderna di Lerici; Pinacoteca d'Arte
contemporanea dell'Abbazia di Casamari; alla Pinacoteca dell'Amministrazione
Provinciale di Rieti; al Museo Nazionale d'Abruzzo di L'Aquila; al Museo
d'Arte Sacra della Marsica - Castello Piccolomini di Celano; all'Università
di Pavia - Collegio Cairoli; alla Taverna Ducale di Popoli (Pescara);
al Museo Permanente d'Arte Moderna di Turania (Rieti); a Palazzo Valentini
-Roma; all'A.S.T.I.F. - Fiuggi (Frosinone); al Palazzo delle Assicurazioni
Generali di Trieste; al Vaticano e presso vari Enti Pubblici ed Istituti
di Credito. Documenti sulla sua attività sono conservati, tra
gli altri, presso l'Archivio Storico della Biennale di Venezia sotto
la segnatura AC INDI FIOR; presso l'Archivio Storico della Quadriennale
di Roma alla voce Fiore Antonio (Ufagrà); presso la Biblioteca
Nazionale Centrale "Vittorio Emanuele II'' di Roma sotto la voce Antonio
Fiore.
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