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Giuseppe Rovesti

Nasce a Gualtieri (Reggio Emilia nel 1936. La sua formazione è da autodidatta, frequenta nella maturità corsi serali di pittura tenuti da Lorella Salvagni, a Mantova, dove Rovesti vive e svolge la professione di parrucchiere.

Esordisce nel 1986 alla collettiva "L'arte e l'età dell'arte", al Salone Mantegnesco di Mantova, ma da tempo ha iniziato a dipingere con un gruppo di compagni. Dal loro sodalizio ha origine la formazione l'"Alba di noi", che pur privilegiando l'autonomia espressiva condivide l'interesse per la componente lirica ed evocativa del colore e dei supporti, liberamente interpretati.

L'intervento creativo di Rovesti parte dal muro, superficie scabra, apparentemente inerte da dove strappa manifesti già corrosi e dilavati dal tempo. Compie un'operazione simile ai decol1ages di Rotella, per lavorare poi sull'impasto delle carte, spesso già stratificate fra loro per effetto della sovrapposizione continua di nuove pagine da leggere, da guardare, sempre invitanti, sempre visivamente invadenti. La storia dell'arte del nostro secolo ha costruito attorno all'affiche una poetica, che ha inizio con lautrec e prosegue con l'estrapolazione dichiarata ed esibita dei cubisti, fino alle avanguardie storiche con Dada e la revisione surrealista. Ogni movimento ha piegato il manifesto alle proprie esigenze, come la pop-art che giunge a riprodurre verosimilmente le etichette dei cibi in scatola e come gli esponenti del nuovo realismo italiano, che celebrano il trionfo dell'oggetto di strada, nobilitato dall'operazione estetica. Rovesti parte da queste premesse per aggiungere alla sua opera un elemento individuale di reimpaginazione e cancellazione del manifesto, destinato a una seconda vita. la pagina strappata non necessita di un supporto, questa . è superficie di base per le successive operazioni di col1age e di sorvegliato velamento e svelamento di un ordine prestabilito. In tal modo Rovesti perviene a una pittura che filtra le suggestioni dell'astrazione lirica ed informale a favore di un linguaggio espressivo autonomo. L'artista ha partecipato, con il suo gruppo, a molte manifestazioni d'ambito mantovano, è stato invitato anche alle XXXIII e XXXIV edizione del Premio Suzzara nel 1993 e nel 1994, anni nei quali si registrano le personali a Il Portichetto di Mantova, alla Galleria 2E di Suzzara, a Parma e a Modena. Nel 1998 ha esposto all'Hotel Rechigi di Mantova. Con il gruppo "L'Alba di noi" ha allestito una collettiva, nella Sala Novanta di Palazzo Ducale nel 1991 e nel 1996 alla Casa di Rigoletto di Mantova. Nel 1999 Rovesti ha raccolto una sezione delle sue opere e un regesto critico in un catalago; nello stesso anno partecipa alla collettiva di Jonkopings, in Svezia "Tre konstn rer fran Mantua".

Bibliografia: G. M. Erbesato, L'alba di noi leggere illusioni, cat. mostra Palazzo Ducale, Mantova, novembre 1991; P. Cortese, Giuseppe Rovesti, in XXXIV Premio Suzzara (a cura di G. Zacchè), cat. mostra Galleria Civica d'Arte Contemporaneo, Suzzara, settembre 1994, pp. 158-159; P. Cortese, Albadinoi, L'alba di noi per strade diverse, cat. mostra Casa di Rigoletto, Mantova, novembre 1996; Giuseppe Rovesti, Fuori quadro -Opere 1988-1998, s. d. (1998).

Renata Casarin

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