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Autopresentazione
La materia la sottraggo ai muri della città.
E' materia che non sente l'urgenza di una qualche definizione.
Al momento è solo quanto mi basta.
Diverrà l'oggetto del mio tentativo artistico quando ne farò
un'addizione allo scopo di trasformarla in comunicazione.
Quando, cioè, un'idea, un pensiero, un sogno o un'immagine -che
da tempo mi impegnavano- assumeranno le forme particolari di un'opera
compiuta.
Di un'opera che -fatta- getterò dietro le spalle insieme all'idea
che l'aveva originata. Per tornare daccapo.
Per tornare ai gesti iniziali e finali che il mio fare pretende: lo
strappo e la ricomposizione.
O per tornare a dire che il gesto di lacerare le cose può regalarci
effetti particolari, forse opposti a quelli paventati.
O, infine, per tornare semplicemente a dire che le cose, se toccate
dalle nostre carezze, possono sciogliersi in dolci percezioni visive.
G.R..
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