Amilcare Rambelli


Amilcare Rambelli
"Ispezione nella memoria" 1968
metallo, perspex, neon
e foto su opalfilm riproducente
una terracotta di A.R. del 1964
"Mia Europa"
II "nuovo corso" della scultura di Amilcare Rambelli cominciò ad affacciarsi già in certe terrecotte ed in certi bronzi del '65, ove apparvero forme prima inusitate, quali ruote, cilindri ed assi nettamente squadrati, che presto si precisarono, rivelandosi poco a poco - attraverso una fase più cauta, in cui non era abbandonata la lievitante e corrosa modellazione delle opere precedenti - come dei veri e propri elementi meccanici, sempre più taglienti e dotati di una scattante rigidità, che richiese l'uso di materiali più duri e secchi della terracotta o dello stesso bronzo. Rambelli usciva allora da una lunga e validissima esperienza plastica nata dall'organicismo e dal matericismo informale, ma condotta senza sbavature, senza compiacimenti, ed anzi sempre sotto il segno di un controllo a suo modo rigoroso, derivante, come già ho avuto occasione di rilevare, non da un intervento determinante dell'autore, ma dall'affiorare di una misura naturale, consustanziale alla materia, che lo scultore riusciva a fare emergere. Caratteristica di quelle opere era la tendenza a chiudersi attorno ad un ben definito nucleo centrale, in una quasi gelosa autosufficienza, entro cui, attraverso lenti movimenti dall'interno, si producevano lacerazioni e corrugamenti. La nuova fase portò Rambelli oltre i primitivi confini, a protendersi nello spazio con un'inedita articolazione, e quindi con nuove e più larghe possibilità operative. La forma poté dislocarsi secondo più direttrici, al di fuori di vincoli convenzionali, fino a coinvolgere l'ambiente e a divenire essa stessa ambiente. Col che Rambelli non abbandonava quelle matrici germinali cui aveva per tanto tempo rivolto l'attenzione: solo non le accettava più come unico polo di ricerca, inserendole invece in una dimensione aperta, dialettica, idonea a sviluppi non preconcetti, anche se, all'inizio, si sentì il peso di una troppo parziale contrapposizione tra informe e " formale" - rimandanti l'uno ad una supposta genuinità naturale, l'altro al mondo della tecnologia, della macchina - contrapposizione che fece correre allo scultore il rischio - forse più nelle intenzioni che nei fatti - d'essere coinvolto (paradossalmente proprio mentre il suo discorso si faceva sempre più ramificato, con la scoperta di situazioni cariche di rapporti, dipendenze ed interazioni) nella condiscendenza per forzosi contenutismi, in fondo riassumibili nell'affermazione di un irriducibile contrasto tra un ipotizzato "bene naturale" ed un astratto " male artificiale ": semplificazioni polemiche che possono sì assumere un significato positivamente eversivo, ed esser causa, in particolari momenti e concretandosi in stimolanti rifiuti globali, di veri salti qualitativi, ma solo a patto che non manchi quella necessaria radicalità che può esser data solo da una forte carica utopica, che non ammetta mezze misure e cautele, e che proprio per questo provoca uno sconvolgimento nei meccanismi abituali: il che ben raramente avviene in un campo ambiguo come quello dell'arte, ove il rapporto con la " vita" è da sempre, facile esca a tutti gli equivoci, e dove - lo si è visto e lo si vede in tanta arte " povera" o, anche, in tanta arte " politica" - lo slittare dal rifiuto al compiacimento più o meno sincero per il rifiuto stesso o, peggio, alla retorica o al manierato vagheggiamento di atti solo apparentemente a "primari ", sembra più che l'eccezione, la regola inevitabile, quando non si tratti addirittura di pura e semplice ipocrisia o malafede. Ad ogni modo presto, anche se la primitiva rigidità di contrapposizioni sembrava venir ribadita, ed anzi a dispetto di siffatta esibita riaffermazione, la ricerca di Rambelli, quale è dato constatare nelle opere, superava nettamente ogni riduzione asseverativa. II ricorrente grumo di materia informe che lo scultore proponeva come simbolo di una " naturalità vera" perdeva gradualmente la sua posizione di isolato ed esclusivo polo positivo, usciva dal limbo irreale in cui poteva averlo posto l'urgenza dell'impegno contestativo ed entrava, finalmente dialogante, finalmente attivo, nell'insieme. Rambelli, lo ha bene sottolineato Paolo Fossati, aveva ormai compreso "che storia è discontinuità, coabitazione di opposti, e che tale coabitazione non è lacerazione ma rilievo di diversa sostanzialità in modi difformi" per cui la sua ricerca era divenuta " davvero dialettica, continuità-discontinuità, e non separazione" Ed ecco che, se da un lato quel simbolo primigenio, lasciando per via tutta la sua volontaristica rilevanza, si arricchiva di nuove implicazioni, meno improbabili e generiche, divenendo piuttosto il riferimento a precedenti e non negate esperienze e modi espressivi (e infatti nelle ultime opere esso viene affiancato, o sostituito, da riporti fotografici di vecchi lavori, o di parti di essi, che con più flessibilità aderiscono alle nuove funzioni, offrendo un particolare spessore temporale); dall'altro si assisteva ad un progressivo ed autonomo espandersi di quelle strutture che prima erano solo contorno "esterno", costretto ad essere soprattutto un termine di rapporto, privo di una non riflessa vitalità. Esse sono proliferate audacemente, generando organismi singolari, vivi, e tali da costituire - riprendendo e sviluppando le intuizioni insite nella grandiosa scultura-edificio realizzata nel 1966 per il Padiglione Pozzi alla 44a Fiera di Milano - non solo un penetrante attacco all'accezione accademica e rinunciataria di "scultura" (diventando, in questo senso, anti-scultura), ma originali proposte per un'architettura dinamica e non avvilita in schemi abitudinari o di comodo. Da una posizione prevalentemente negatrice, Rambelli è così passato ad un ruolo esplicitamente costruttivo: senza rinunciare, tuttavia, alla sua incisività critica, che anzi ha trovato una direzione più ricca. Il " costruttivismo" che ora Rambelli difende è infatti turgido di polemica contro ogni declinazione formalistica ed astratta. Fondato sulla realtà e sui veri bisogni dell'uomo, innestato pragmaticamente in una dimensione temporale globale (che non escluda il passato, attivo attraverso la memoria), esso intende opporsi a qualsiasi integrazione e a qualsiasi imposizione esterna, ribadendo l'importanza d'una progettazione dotata insieme di concretezza e di profetica libertà.

LUCIANO CARAMEL 1970


Amilcare Rambelli
Milano 1924 - 1976

MOSTRE

1962 Mostra personale Galleria Pater - Milano
1963 Mostra personale Galleria Pater - Milano
1964 Mostra personale Galleria il Grattacielo - Milano; Partecipa alla Mostra Internazionale di Scultura alla Galleria il Grattacielo - Milano (1962-63-64); Mostra dell'Arredamento, Palazzo Reale - Monza; Arche 12, Bad Pyrmont (Germania); Eidetica 64 Galleria Pagani - Milano; Realizza un gruppo di sculture di grandi dimensioni in ferro e cemento, nel Parco Museo d'Arte moderna di Legnano; 5 proposte 64, Palazzo Comunale dei Musei - Modena.
1965 Condutture 1965 Galleria il Grattacielo - Milano; Mostra Grafica del Torchio, Galleria Cavour - Milano; Mostra Nazionale d'Arte - San Benedetto del Tronto; Alternative attuali - Castello dell'Aquila; Invitato al Concorso del Bronzetto, di Padova; Invitato alla IX Quadriennale di Roma; Invitato alla Biennale di Milano; Le persecuzioni, (con Giorgio Bellandi), Galleria il Grattacielo - Milano; Origine e disponibilità, Galleria Ferrari - Verona; Arte contemporanea, Centro Europeo di Storia dell'Arte - Milano; Le disque rouge, Bruxelles - Arte contemporanea; Presente al Cabinet des Estampes, della Bibliothéque Royal du Belgique; I1 Piccolo Argento, Galleria il Cenobio - Milano.
1966 Sei proposte 66, Galleria Rosati - Ascoli Piceno; Presente e Avvenire dell'arte lombarda, Centro Europeo di Storia dell'Arte - Milano; Realizza una scultura paesaggio, lunga 32 metri, per la manifattura Ceramiche Pozzi, alla XXIV Fiera di Milano, e una scultura-architettura, per il complesso alberghiero Mioni-Pezzato di Abano Terme; Condutture 66, Galleria Scipione - Macerata; Mostra Nazionale d'Arte - Lucca; Arte nuova, Galleria Pegaso - Milano Arte di ricerca in Italia, Galleria Rizzato - Milano; Arte di ricerca in Italia, Galleria il Fondaco - Bergamo.
1967
Mostra personale, Galleria il Grattacielo - Milano; Invitato al premio Ramazzotti - Milano; Invitato alla V Biennale Internazionale, città di Carrara; Invitato al Concorso Internazionale del Bronzetto di Padova; Invitato alla Rassegna Nazionale d'arte città di Alessandria; Invitato alla Mostra Nazionale di Assisi: "Cristo nella civiltà delle macchine"
1968
Mostra personale, Galleria il Grattacielo - Milano; 10 scultori italiani di oggi, XV Premio Lissone; Mostra personale presso il Centro Culturale dell'Euratom - Ispra; Mostra di grafica contemporanea - Taranto; Invitato alla mostra d'arte italiana contemporanea, nel Musée d'Art Moderne de Paris; Alternative attuali - 1'Aquila; Mostra del disegno contemporaneo, Palazzo Sturm - Bassano del Grappa; Mostra personale, Galleria Triade - Torino.
1969
Mostra di Scultura, Villa Reale - Monza; Aspekte Aus Italien, Galerie Im Taxis, Palais Innsbruck; Scultori italiani - I1 Cairo; Invitato alla 59" Biennale Nazionale di Verona.
1970
Arte italiana, Nuovo Museo di Archeologia - Teheran; Galeria de Exposiçoés Temporària de Fondaçao - Lisbona; Kunstverein - Hannover; Städtische Galerie Würzburg, Warleberger Hof - Kiel; Istituto Italiano di Cultura - Köln; Mostra personale, Galleria il Salotto - Como; Aspetti dell'Arte in Italia, Galleria Goethe - Bolzano; Scultori italiani contemporanei, Casa d'Arte "La Gradiva", del Centro "La Barcaccia" - Firenze.
1971
Mostra d'arte contemporanea nel Mücsarnook Museum di Budapest; Personale Galleria il Salotto - Como; Invitato al concorso Internazionale del Bronzetto di Padova; Mostra inaugurale del Centro d'Arte primitiva e contemporanea, L'uomo e 1'Arte - Milano; Arte italiana contemporanea, Museo Nacional de Bellas Artes - Buenos Aires; Scultori italiani contemporanei, Sala delle Cariatidi, Palazzo Reale - Milano.
1972
Arte italiana contemporanea, Galleria d'Arte del Nezu-Department Store di Tokyo; Hakone Open-Air Museum - Tokyo; Mostra personale presso la Galleria Angolare - Milano; Seconda triennale dell'incisione, Palazzo della Permanente - Milano; LXXI Annuale d'Arte della Regione Lombarda, Palazzo della Permanente - Milano; Invitato al 26° Salon des réalités nouvelles, Parigi; IKI 72 Düsseldorf; Büchmesse, Francoforte.
1973
Invitato alla XV Triennale di Milano; Invitato alla Mostra Internazionale Arredamento, Villa Reale - Monza; Am Romermuseum Galerie Monica Bech-Schwarzenacker/Saar - Germania, Rassegna Internazionale di Scultura; IKI '73 - Düsseldorf; Art '73 - Basel; "Incontri 1973" - Altopascio; Buchmesse, Francoforte.
1973-74
Rassegne di grafica e multipli italiani: EP Galerie - Dusseldorf Ursus Presse - Dusseldorf; Kunst-Kabinett Behr e Treftz - Offenbach; Galerie Sprinck - Bochum; "Italy 2" Civic Center Museum - Philadelphia; Galerie Steiger - Düsseldorf.
1974
Personale presso la Galleria "I1 Quadrivio" - Pescara; "Sculturincontro Verbania '74"; Contemporary italian Sculpture - City Museum & Art Gallery, Hong Kong; Dixième Biennale Internationale d'Art de Menton, Palais de 1'Europe.
1975
Luce materia - Centro industria - Milano; Italienische plastik der gegenwart - Alten Museum - Berlino (DDR); Moderne Italienische Bildhauer - Museo di Villa Malpensata - Lugano; Moderne Italienische Bildhauer - Museo di Aarau - Svizzera; Mostra personale - Galleria Angolare - Milano; Sculture - Campagna - Habitat Naturale - Cadorago.

Mostre retrospettive:
1976
Centro San Fedele, Milano; Arte Fiera, Bologna.
1980
Generazione Anni 20, Rieti.
1984
Galleria Vismara, Milano.
1987
Galleria Montrasio ad "Internazionale d'arte contemporanea", Fiera di Milano.
1988
Galleria Montrasio, Monza.

Bibliografia essenziale
Scritti monografici:

Emilio Tadini, 1963
Giorgio Kaisserlian, 1964
Carlo Munari, 1966
Enrico Crispolti, 1967
Luciano Caramel, 1967
Francesco Vincitorio, 1967
Mario Valsecchi, 1968
Paolo Fossati, 1969
Luciano Caramel, 1970.

Tutti gli scritti degli autori sopracitati sono raccolti nella pochette "Rambelli 70:
conto alla rovescia", Milano 1970.

Gli stessi, affiancati da pezzi a firma
Aldo Passoni, 1970
Renzo Margonari, 1971
Alessandro Mozzambani, 1972
si trovano inoltre nel volume "Rambelli", Edizioni Angolare, Milano 1975 introdotto dal testo "Per una monografia di A. R." di Lara Vinca-Masini.

Articoli di parlicolare interesse apparsi sui quotidiani e riviste:
Aurelio Natali, in 1'Unità, Milano 12.2.1967
Aurelio Natali, in 1'Unità, Milano 28.1.1968
Eligio Cesana, "Le equazioni di Rambelli" in N.A.C., n. 2, 1970, pagg. 14-15.

Dalle pubblicazioni enciclopediche:
Mario De Micheli, La scultura italiana del Novecento, UTET, Torino 1981, pagg.
230-31.
Giorgio Di Genova, Generazione Anni Venti, Bora edizioni, Bologna 1980.

Scritti apparsi in occasione di rassegne postume:
Giorgio Mascherpa, 1976
Luciano Caramel, 1984.
Alberto Crespi, 1988.


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