Stefania Dalla TorreSTEAL.PET
è un prodotto che presenta le seguentì caratteristiche:
è un raccoglitore e nel medesimo tempo un apparecchio di illuminazione
consente di raccogliere n. 18 vuoti di diverse forme e colori
è un apparecchio di illuminazione che viene completato creativamente dal consumatore.
è realizzabile a basso costo.
Il progetto-ricerca di Stefania Dalla Torre nasce dalla considerazione di quali siano le cose e evidenziando gli oggetti che vengono considerati portatori di una cultura in un determinato luogo, in un determinato momento.
Anche l'oggetto apparentemente meno interessante o poco percettibile, comunica e comunica significati.
L'attenzione è rivolta verso un particolare oggetto che consumato e rifiutato, non è pił idoneo a svolgere la iniziale destinazione d'uso, per arricchirsi a nuova vita di significati e si avvalora in quanto oggetto già filtrato dalla società. L'oggetto è inserito nell'opera non per rappresentare solo se stesso ma per divenire a sua volta colore, texture chiaroscuro, nuova luce. Non denuncia fine a stessa di un particolare tipo di consumo o una esaltazione dell'oggetto nella sua condizione di rifiuto, o di oggetto "usa e getta" o ancora per sottolineare sbagliati comportamenti in termini ecologici, ma in sostanza ciò che vuole essere comunicato è vedere e rappresentare l'oggetto nelle sue qualità intrinseche, ovvero nella sua materialità attraverso la sua composizione/scomposizione. La luce rappresenta l'elemento di congiunzione vitale al progetto, luce che evidenzia le forme e le insegue nell'intreccio delle composizioni. Il materiale diviene il mezzo e l'oggetto da funzionale diviene emozionale, perde il proprio significato iniziale per essere investito di nuovi valori...
Stefania Dalla Torre (Milano 1967)
Formazione artistica e laurea in Architettura conseguita al Politecnico di Milano nel 1994. Dopo gli studi inizia a lavorare come libera professionista, occupandosi di progettazione architettonica, design, fotografia, composizioni pittoriche e della comunicazione d'immagine nel settore discografico.
Partecipa ad alcune esposizioni collettive, collabora all'allestimento della mostra "La naturalità dei navigli milanesi: un parco lineare tra il Ticino e l'Adda"(1989), a cura dell'Associazione Amici dei Navigli e del Museo di Milano dove ha occasione di esporre delle immagini pubblicate anche nel libro "Milano & Navigli" (a cura di Empio Malara e Cristiana Coscarella, l990). Collettiva "Paesaggio Paesaggi" a cura di Marisa Galbiati e Piero Pozzi-Fac.di Architettura (1993), "Bidoni-Bins"Spazio Opos (1995). Collettiva "Weired & Wired" (a cura di Stefano Casciani) Comune di Milano Progetto Giovani (1997). Nel 1994/95 ha collaborato con lo Studio Led di Milano, occupandosi di progettazione illuminotecnica e disegno di apparecchi di illuminazione. Dal 1996 collabora con studi professionali di architettura e ingegneria e cura come consulente l'immagine artistica per AR13-La Fucina Edizioni Musicali e Discografiche.