Stefania Dalla Torre


Stefania Dalla Torre

progetto STEAL.PET
apparecchio di illuminazione per interni.
bottiglie in PET 1995
diametro cm. 75
STEAL.PET è un apparecchio di illuminazione a luce diretta realizzabile nelle versioni: a sospensione, a parete o a piantana.
La struttura presenta un nucleo centrale in materiale plastico su cui vengono fissate le bottiglie ed i tubicini, alle cui estremità sono poste le lampade ad alogeni a bassisima tensione (12 V).
STEAL.PET permette di fissare le bottiglie in modo libero e personale, variando così di volta in volta anche l'effetto luminoso che bottiglie diverse, per forma e colore, consentono di ottenere.

STEAL.PET
è un prodotto che presenta le seguentì caratteristiche:
è un raccoglitore e nel medesimo tempo un apparecchio di illuminazione
consente di raccogliere n. 18 vuoti di diverse forme e colori
è un apparecchio di illuminazione che viene completato creativamente dal consumatore.
è realizzabile a basso costo.


Il progetto-ricerca di Stefania Dalla Torre nasce dalla considerazione di quali siano le cose e evidenziando gli oggetti che vengono considerati portatori di una cultura in un determinato luogo, in un determinato momento. Anche l'oggetto apparentemente meno interessante o poco percettibile, comunica e comunica significati.
L'attenzione è rivolta verso un particolare oggetto che consumato e rifiutato, non è pił idoneo a svolgere la iniziale destinazione d'uso, per arricchirsi a nuova vita di significati e si avvalora in quanto oggetto già filtrato dalla società. L'oggetto è inserito nell'opera non per rappresentare solo se stesso ma per divenire a sua volta colore, texture chiaroscuro, nuova luce. Non denuncia fine a stessa di un particolare tipo di consumo o una esaltazione dell'oggetto nella sua condizione di rifiuto, o di oggetto "usa e getta" o ancora per sottolineare sbagliati comportamenti in termini ecologici, ma in sostanza ciò che vuole essere comunicato è vedere e rappresentare l'oggetto nelle sue qualità intrinseche, ovvero nella sua materialità attraverso la sua composizione/scomposizione. La luce rappresenta l'elemento di congiunzione vitale al progetto, luce che evidenzia le forme e le insegue nell'intreccio delle composizioni. Il materiale diviene il mezzo e l'oggetto da funzionale diviene emozionale, perde il proprio significato iniziale per essere investito di nuovi valori...

...Riflessi di colore...giochi di materia...Vedi l'emozione e...ascolta la luce...


Stefania Dalla Torre (Milano 1967)

Formazione artistica e laurea in Architettura conseguita al Politecnico di Milano nel 1994. Dopo gli studi inizia a lavorare come libera professionista, occupandosi di progettazione architettonica, design, fotografia, composizioni pittoriche e della comunicazione d'immagine nel settore discografico.

Partecipa ad alcune esposizioni collettive, collabora all'allestimento della mostra "La naturalità dei navigli milanesi: un parco lineare tra il Ticino e l'Adda"(1989), a cura dell'Associazione Amici dei Navigli e del Museo di Milano dove ha occasione di esporre delle immagini pubblicate anche nel libro "Milano & Navigli" (a cura di Empio Malara e Cristiana Coscarella, l990). Collettiva "Paesaggio Paesaggi" a cura di Marisa Galbiati e Piero Pozzi-Fac.di Architettura (1993), "Bidoni-Bins"Spazio Opos (1995). Collettiva "Weired & Wired" (a cura di Stefano Casciani) Comune di Milano Progetto Giovani (1997). Nel 1994/95 ha collaborato con lo Studio Led di Milano, occupandosi di progettazione illuminotecnica e disegno di apparecchi di illuminazione. Dal 1996 collabora con studi professionali di architettura e ingegneria e cura come consulente l'immagine artistica per AR13-La Fucina Edizioni Musicali e Discografiche.


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