Filippo Avalle
Con i miei lavori intendo operare per una rinnovata integrazione di tutte le risorse della pittura, della scultura, della architettura e delle teorie ottiche. Potrete verificarne i risultati sia come spettatori che come osservatori. La distinzione non è superflua, dal momento che l'effetto iniziale di queste opere - da lontano - è essenzialmente di "meraviglia" di fronte ad uno spettacolo di luce. Solo in un secondo tempo - da vicino - alla meraviglia si accompagna uno sguardo indagatore: scoprirete allora che lo spazio è- costruito a "strati" e che anche le superfici hanno un loro spessore e una loro profondità in quanto scalfitto da segni incisi. A questo punto vi allontanerete nuovamente dall'opera con la consapevolezza, questa volta, che quella cascata di luce che prima forse un pò abbagliava, ora può rivelare molteplici immagini e costruzioni. Se poi vi sposterete, magari un po' di lato, saranno oscurità illuminate e segmenti luminosi che si spengono a rendere polimorfiche e precarie queste costruzioni. Il vostro sguardo osservatore ora assumerà probabilmente un'espressione interrogativa: l'autore come ha fatto? cosa gli ha suggerito opere di questo genere? Qualche risposta parte dai "disegni stratigrafici". Essi sono composti da due o più strati di pellicola semitrasparente su ognuno dei quali traccio a matita diversi segni in modo che si integrino a vicenda per comporre un'immagine. Lavorando contemporaneamente su fogli diversi, intendo privilegiare la dimensione della profondità che viene pienamente esplicitata nell'opera in plexiglas. Qui ciò che era pellicola semitrasparente diventa nella struttura stratigrafica lastra di plexiglas (in alcuni punti satinata); ciò che sulla pellicola era microcosmo di segni a matita viene trasposto in incisioni quasi pulviscolari e in sagome ritagliate in plexiglas sottile oppure in filtri interferenziali attaccate alle lastre con differenti inclinazioni per catturare e rifrangere la luce in modo diverso. Agli effetti di luce ed ombre si accompagna il colore ottenuto tramite l'immersione degli elementi di plexiglas in soluzioni riscaldate su un fornelletto: il liquido colorato penetra all'interno del plexiglas in modo che agenti esterni non lo possano deteriorare. Alla trasparenza, all'attenzione minuziosa per i dettagli rivelati da fonti luminose, al fascino di spazi virtualmente illimitati, si combinano fruttuosamente le piu recenti acquisizioni nel campo tecnico-scientifico ed architettonico.
Filippo Avalle