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Michele Caldarelli
INTRODUZIONE AL CONVEGNO E ALLA MOSTRA
Giuseppa Saccaro Del Buffa Battisti
ESPANSIONE E CONDENSAZIONE NEL COSMO DI ROBERTO GROSSATESTA
Nel De Luce del Grossatesta (XIII sec.) è formulata per la prima volta
l'ipotesi della formazione del cosmo a partire da un punto di luce che
si espande fino ai limiti dell'infinito istantaneamente, cioè prima del
tempo e dello spazio. Successivamente la luce espansa avrebbe seguito
un movimento di riflessione e reversione dai confini estremi dell'universo,
condensandosi fino a formare la materia corporea, gli elementi e le forme
di vita. Il passaggio cruciale dalla luce immateriale all'estensione corporea
nello spazio finito, è spiegato matematicamente attraverso la moltiplicazione
infinita esponenziale degli elementi incorporei di luce.
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Giuseppa Saccaro Del Buffa,
ha insegnato Storia della Storiografia Filosofica presso l'Università
La Sapienza di Roma, ha scritto saggi sulla filosofia dall'età tardo-classica
al Seicento, ha curato i convegni in Italia dell'AISU, Associazione Internazionale
degli Studi sull'Utopia, 1983-95. Tra le sue pubblicazioni: Abraham Cohen
Herrera, Epitome y compendio de la logica o dialectica, Bologna 2002;
Alle origini del panteismo. Genesi dell'Ethica di Spinoza e delle sue
forme di argomentazione, Milano 2004; Abraham Cohen Herrera, La Porta
del cielo, Vicenza 2009 (in stampa)
Kim H. Veltman
ALFABETI, ELEMENTI E COSMOLOGIE
La parola "alfabeto" è generalmente considerata derivare dall'unione
delle lettere Alfa e Beta. Nella prima parte della relazione si offre
una analisi delle lettere dell'alfabeto rivelando connessioni con la loro
radice in Sanscrito. Nella seconda parte, si esplorano i collegamenti
fra gli alfabeti, in particolare le vocali, gli elementi e le cosmologie.
Nella cultura indiana, l'alfabeto Sanscrito era intimamente connesso con
la storia della creazione e i più antichi modelli cosmologici. Un primo
punto di partenza del sistema furono i cinque elementi (etere, aria, fuoco,
acqua e terra). Successivo fu lo sviluppo di un sistema più complesso
in cui le 16 vocali corrispondevano allo spirito e le 36 consonanti alla
materia. Queste 36 consonanti erano collegate ai 36 elementi (tattvas)
e associate ai 12 segni zodiacali. Le combinazioni chiave delle vocali
con le consonanti divennero lettere-seme (bija) e collegate con i 7 chakras
del corpo umano, i 7 giorni della settimana etc. Questa idea costituì
punto di partenza per le cosmologie indiana, cinese, giapponese e di altre
culture orientali. La cosmologia europea sembrava completamente indipendente
da questo modello indiano ma studi recenti hanno invece dimostrato che
le 22 lettere dei Fenici avevano dei collegamenti con l'astronomia Cinese,
rivelando un importante interscambio culturale tra Oriente e Occidente.
In Occidente le vocali dell'alfabeto e gli elementi giocavano ruolo centrale
nella cosmologia. Invece di 16 vocali, i sistemi Occidentali ne usavano
tipicamente 7 o 5. Il sistema a 5 vocali venne relazionato ai 5 elementi
e fu fondamento per le cosmologie in linea col pensiero dell'antica grecia
o quelle del mondo celtico. Come per l'India, queste relazioni fra vocali
ed elementi divenne base anche del pensiero mistico occidentale. Ma in
Europa, è accaduto anche dell'altro... lo studio sistematico delle combinazioni
degli elementi è divenuto una base delle discipline cognitive e, in alcuni
casi, conduce alla scienza moderna.
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Kim H. Veltman si è laureato
presso l'Università di Londra (Warburg Institute), è stato direttore
del Perspective Unit del McLuhan Project presso l'Università di Toronto
e attualmente dirige il Virtual Maastricht McLuhan Institute dove lavora
su un nuovo modello della cultura. Ha insegnato in diversi istituti in
America e in Europa: Göttingen, Siena, Roma, Londra, Charleston e Toronto.
Ha pubblicato e scritto numerosi testi ed articoli in riviste specializzate.
Ha partecipato a molti convegni e conferenze riguardanti l'accesso ai
multimedia e gli sviluppi culturali delle nuove tecnologie. E' membro
di associazioni professionali come l'International Society for Knowledge
Organization e Internet Society. E' stato inoltre membro della Royal Commonwealth
Society, presidente della Canadian Universities Society of Great Britain
di Londra (1973-1977) ed ha ricevuto l'International Capire Prize for
a Creative Future.
Chiara Milani
IL CIELO NELLA CULTURA MEDICA DEL QUATTROCENTO
L'analisi storiografica di un manuale di medicina del sec.
XV, il Liber de Homine di Gerolamo Manfredi, edito per la prima volta
a Bologna nel 1474, ha messo in luce in quale misura i saperi del medico
interagivano tra loro e soprattutto quale ruolo giocavano, nell'analisi
minuziosa del corpo umano il concorrere di discipline antichissime. Manfredi,
accademico, medico e astrologo alla corte dei Bentivoglio, all'epoca signori
di Bologna, ha raccolto e cercato di spiegare l'efficacia dei saperi che
formano la tradizionale ars medica: il medico del Quattrocento diagnosticava
mediante la riflessione sulle cause e sugli effetti di tutto ciò che concorre
a turbare la sanità dell'uomo alterandone l'originario equilibrio; prescriveva
terapie desunte dalla tradizione empirica all'interno di un quadro cosmologico
generale derivato della cosmogonia tradizionale.
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Chiara Milani, Laureata in Filosofia e specializzata
in Management delle biblioteche
è attualmente responsabile della biblioteca Comunale di Como e insegna
Biblioteconomia presso l'Università dell'Insubria di Como.
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