Archivio Attivo Arte Contemporanea
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Galleria d'arte "Il Salotto"
Piazza Croggi 4 - via Crespi 15 - 22100 Como Italia


mostra numero 667
dal 1 al 20 febbraio 1999

Remo Bianco
"collages"

REMO BIANCO (Milano 1922-1988) sviluppa fin da giovanissimo una forte inclinazione alla vita d'arte. Nel primo dopoguerra, ripresi gli studi d'arte, interrotti perche richiamato in marina, frequenta Brera e l'ambiente artistico milanese; in quegli anni conosce De Pisis, Nicola Benois, Aldo Carpi, Sironi, Carrà, Savino, Soffici e Montale. Ma è nel 1948 che prende l'avvio il percorso artistico di Remo Bianco sia in Italia che all'estero. Figurativo inizialmente, Bianco ben presto inizia a sperimentare con varietà effervescente i materiali alternativi e ad approfondire in più direzioni il proprio sperimentalismo innato che avrebbe negli anni sempre più caratterizzato la propria produzione. Utilizza vetro, legno, lamiera, plastica, gesso; indaga la terza dimensione operando a cavallo fra pittura e scultura in modo del tutto singolare, scavando, intagliando e sovrapponendo; sono le opere che lui chiama "3D". Successivamente ad un lungo soggiorno di studio in America (vi conosce Burri, Klein e Pollock), al proprio rientro in Italia smembra nei "Collages" le proprie esperienze segnico-gestuali. In seguito, come naturale sviluppo di questa produzione nascono i "Tableaux Dorés" che daranno a Bianco la gratificazione del pieno consenso della critica ufficiale e del pubblico. Ma il suo spirito di ricerca non trova requie e negandosi ad un facile successo nella infinita reiterazione di un unico clichè affronta e approfondisce ancora nuove tecniche. Sono gli anni delle "Impronte viventi", delle "Performances", delle "Sovrascritture", delle "Appropriazioni",delle "Sculture calde", e poi ancora successivamente dell' "Arte sadica", "Arte masochista", "Arte elementare", dei "Quadri parlanti" dalla "Gioia di vivere"....


Autopresentazione dell’Autore
per la mostra personale
alla Galleria d’arte Il Salotto di Como nel 1970

Mi chiamo Remo Bianco. Ho quarantotto anni. Peso settantacinque chili. Sono nato a Milano. Non faccio mai dello sport. Mi alzo tardi al mattino, anzi nel pomeriggio. Lavoro durante la notte. Ho amici molto, molto interessanti che non vedo mai. Faccio sempre le stesse strade. E per questo sono la disperazione dei conducenti dei taxi. Dipingo da trent’anni, sempre alla ricerca di avvenimenti che coincidano con la mia natura. Per questo sono sempre in contraddizione perchè possiedo una natura contradditoria. Sono buono e generoso e non capisco perchè la critica si occupi così poco di me. Ho inventato un sacco di cose e nessuno me le attribuisce mai (3 D-arte povera-improntale-chimica, sadica - ecc.). Tuttavia mi interessa un contatto con il pubblico.
A volte mi fa terribilmente piacere essere fermato da qualcuno che non conosco in una città o in un paese anche lontano dall’Italia che mi dice di conoscere il mio lavoro. Perchè io lavoro proprio per voi e mi fa piacere questo incontro che di solito avviene in silenzio da una parte e dall’altra. Mi aspetto grandi cose da questa mostra anche se non avverranno per ora.


© Il copyright relativo alle immagini delle opere e ai testi appartiene ai rispettivi autori. Per contattarli o per informazioni sul loro lavoro potete scrivere all'indirizzo: miccal@caldarelli.it

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