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Angelo Verga

IL MOVIMENTO NUCLEARE

La curiosità degli uomini unita allo stupore si focalizza sulle prime imprese spaziali: i satelliti e le navette spaziali, Sputnik e Vanguard, per la prima volta in orbita fuori dalla sfera terrestre offrono nuove illusioni all'umanità e una voglia di sondare e capi re la nuova realtà. Le novità in campo scientifico per quanto riguarda la fissione nucleare, l'angoscia provocata dalle immagini della bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki, e l'ossessione della bomba nucleare esercitano spinte e sollecitazioni tali da provocare una "reinvenzione" della pittura. Per questa sua collocazione nel tempo è importante capire oggi, al di là dei giudizi e delle indagini sugli esiti raggiunti l'importanza storica del Movimento Nucleare che si rivela come la fase di germinazione di gran parte della ricerca italiana contemporanea. Esso diviene la bandiera di alcuni operatori sbandati, sommariamente diversi tra loro senza alcun comune denominatore, uniti soltanto dalla pretesa di rinnovare e svecchiare l'ambiente artistico milanese paragonandosi con quanto si faceva all'estero.
La Galleria S. Fedele, diretta dai Padri Gesuiti, organizza le prime apparizioni in pubblico del Gruppo Nucleare, tra l'ottobre e il novembre del 1951, dopodiché seguono numerose altre esposizioni collettive ad incontri culturali fino al 1957. L'intento di questi artisti era poi quello che animava altri gruppi sorti contemporaneamente: e cioè una accesa volontà innovativa al di là dell'astrattismo e del post-cubismo o del realismo sociale degli stalinisti. I giovani pittori pongono l'accento sulla materia ricercandone la sua vita autonoma, intendendo per materia i segni e i colori, i mezzi di cui l'artista dispone. Della poetica informale viene preferibilmente visitata una delle zone più irrazionali che sfrutta espressivamente il casuale e il caotico disporsi dei grumi e gorghi di materia e le colature fissati in una definitiva provvisorietà.. Talvolta questa gestualità rivela un certo impaccio e un esordio un po' intenzionale non privo di ingenuità; l'uso del dripping a volte è un po' molle e strascicato.
La loro posizione è però contro il modo informale di usare la materia ai fini di esprimere un'idea, un sentimento, un'angoscia; la materia è dotata di una vita propria imprevedibile, e l'artista deve saper lasciarsi determinare da essa registrandone e "bruschi gettiti" fino a far loro assumere l'espressione più organica e piena.
I Nucleari affermano: "la materia ha più immaginazione di noi", la loro pittura ha il carattere di una improvvisazione libera ed estrosa: le macchie e le colature laviche esaltate dal dripping, i grovigli di segni, i grumi, le esplosioni, i funghi atomici, simulano la disintegrazione della materia; le impronte, le forme embrionali, i pupazzi e le altre immagini sottolineano il rapporto con la scienza. Nel corso della sua attività, grazie all'interesse e alla disponibilità di aperture, il gruppo agglutina e viene agglutinato da modi espressivi e poetiche diverse facendo rientrare l'art brut europea teorizzata da Dubuffet, echi surreali e neo-espressionisti (significativo l'incontro con Jorn e con l'area Cobra), e anche precocemente neo-dadaisti apportati ad un certo momento da giovani come Verga, Sordini e Manzoni.
Così nel giro di pochi anni il gruppo si allarga comprendendo, oltre ai promotori Baj e Dangelo, quasi tutta la giovane pittura del settentrione d'Italia tra cui Crippa, che prosegue sulla linea di Fontana, Peverelli, che si muove sulla ricerca tachista di Scanavino, J.Colombo, Preda, Tullier, Mariani, Travi, Rusca, Serpi, Colucci, Allosia, Bertini, Bemporad, i fratelli Pomodoro, Rossello, Vandercam, e altri come Klein, Sordini, Verga, Manzoni, che vi confluiscono più tardi.
La rivista "Il Gesto" (formato: cm. 22x32 pagg. 30) raggruppa questi giovani artisti e dà ordine a una formula espressiva talmente libera. Fondata da Baj e Dangelo come rivista d'avanguardia ("rassegna internazionale delle forme libere"), consta di quattro numeri pubblicati a Milano grazie alla collaborazione di vari artisti e scrittori quali B. Dal Fabbro, R. Sanesi, E. Jaguer, E. Sanguineti, Sordini e Verga compaiono, con riproduzioni dei loro lavori nel n.3 (1958), e nel n.4 (settembre 1959) dedicato all'arte interplanetaria, il quale contiene il manifesto "Contro lo stile", testi e liriche di E. Jaguer, Farfa, R. Hausmann e riproduzioni di Baj, Franceschini, Fontana, Recalcati, Verga, Anceschi. Verga propone gli schizzi progettuali e la documentazione fotografica della realizzazione della sua razzo-scultura "missile portatile uso famiglia"... che chiunque "con modica spesa potrà ordinarlo e tenerlo in casa per le proprie esplorazioni interplanetarie".
In realtà il movimento che non aveva mai avuto una struttura unitaria, se non l'iniziale volontà di rottura con certi schemi artistici precostituiti, dopo le prime esposizioni collettive, perde progressivamente le sue connotazioni storiche per l'impossibilità di determinare un'area plausibile nel complesso clima culturale della fine degli anni Cinquanta. A partire dal 1955 cominciano le personali e le esposizioni a due o tre membri presso la stessa Galleria S. Fedele e la galleria Schettini. Se da un lato le aperture avevano agito positivamente nel rinnovare la cultura artistica e nello stabilire rapporti internazionali, dall'altro hanno causato la disgregazione del movimento per il prevalere delle ricerche singole su quelle di gruppo. La fine del Movimento Nucleare, come gruppo a sé, è indicata dalla esposizione "Arte Nucleare sei anni dopo" tenutasi alla Galleria S. Fedele nel 1957. Mentre il movimento milanese si dissolve, nel giugno si delinea a Napoli una situazione d'avanguardia che prenderà corpo con il Gruppo 58 (Biasi, Del Pezzo, Di Bello, Fergola, Luca, Persico

Testo tratto dalla tesi di Elena Busisi "Itinerari e soglie tra futuro e nostalgia"
Accademia di Belle Arti Brera - Milano - Anno Accademico 1990-1991
Corso di pittura - Relatore Chiar.mo Prof. G. M. Accame


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