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Angelo Verga - antologia critica
GUIDO BALLO: testo di presentazione della mostra di Angelo Verga alla Galleria Cadario ei Milano, 3-31 ottobre 1967, e del catalogo della mostra "A. Ferrari, A. Verga, A. Vermi" alla Rotonda della Besana di Milano, luglio-agosto 1975.
Ho seguito lo sviluppo del linguaggio di Angelo Verga fin dagli inizi, nell'atmosfera di proposte nucleari, in contrasto con ogni ripetizione di schemi. Lucio Fontana, che è stato sempre vicino ai giovani e li ha aiutati, nel 1957 presenta con cordiale impegno la mostra di Piero Manzoni, Sordini e Verga. Era comprensibile che Fontana avallasse tale mostra, che muoveva, ricordo, da premesse spaziali: le opere, varie, rivelavano l'ansia di spazialità oltre i margini e, soprattutto, di superare ogni preoccupazione di stilismo. Ne veniva fuori un'atmosfera inquietante e tuttavia fresca. Poi Verga ha reso più essenziale il valore del segno, sempre nel rapporto con un particolare spazio: partito dall'antistilismo, per l'esigenza di una verità senza aggettivi, finiva così nella severità di ricerche misurate al massimo con una misura, però, decisamente volta all'interno.
Ecco dunque, e si giunge a queste ultime composizioni, il ritmo segreto di superfici pulite, bianche, o di poche larghe stesure, rotte da un segno emotivo. E' ancora, in modo nuovo, l'incontro della chiusa essenzialità sospesa col divenire esistenziale, imprevedibile: ne derivano immagini (chiamo sempre immagini anche se non figurative, le composizioni ricche di contenuti lirici) dove la limpidezza è conquista, punto di arrivo, decantazione di parola scabra. E il predominio del bianco o, a volte, addirittura dell'acromo, la risonanza dei richiami spaziali, il respiro largo, quasi di nuova pittura murale, la ricerca di assoluto, senza annullare il relativo dell'imprevisto, danno alle composizioni chiari accenti di nuova poesia.
Nel turbamento in cui molti giovani artisti oggi si trovano - per l'ansia di non restare indietro - Verga, se non altro, si distingue, a me pare, per la coerenza e la serietà dello sviluppo linguistico e già indice di rigore, di rispondenza necessaria.
Guido Ballo
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